Riconoscimento di una laurea estera in Italia

Mentre alcuni Paesi hanno convenzioni che stabiliscono il riconoscimento automatico del titolo di studio conseguito all’estero, rendendo la procedura di riconoscimento una mera formalità burocratica (come ad esempio l’Austria), altri Paesi tra cui l’Inghilterra non godono di tali convenzioni e la procedura di riconoscimento è più lunga e complessa (e costosa). Bisogna innanzitutto distinguere lo scopo, poiché esistono procedure differenti:

  • riconoscimento del titolo di studio (fine a sé stesso, per l’abilitazione alla professione o per la prosecuzione degli studi);
  • iscrizione ad una laurea specialistica;
  • riconoscimento della professione nel caso di professionista iscritto ad un albo regolamentato all’estero (ingegnere, avvocato, ecc.);
  • partecipazione a concorsi pubblici.

Riconoscimento del titolo di studio

Se si desidera ottenere un titolo di studio fine a sé stesso, per accedere all’esame di abilitazione professionale (avvocati, ingegneri, ecc.) o per la prosecuzione degli studi ove sia richiesto un titolo accademico, bisogna fare domanda ad un’università italiana affinché venga riconosciuta la laurea conseguita e rilascino il titolo italiano equivalente. Ovviamente bisogna scegliere un’università che abbia un corso analogo a quello seguito, e l’esito della domanda è interamente a discrezione dell’università, a seconda di quanto siano sovrapponibili il corso seguito e quello offerto dall’università italiana; in questo senso, università italiane diverse potrebbero rispondere in maniera molto diversa ad una domanda di riconoscimento. Il riconoscimento potrebbe essere completo, oppure si può profilare la necessità di sostenere degli esami aggiuntivi o discutere nuovamente la tesi. Continua a leggere »

Licenza MPL: pro e contro

L’MPL (Multi-Crew Pilot Licence) è una licenza per piloti di linea che è stata introdotta di recente, nel 2006. Il corso MPL è mirato a formare piloti che possano inserirsi direttamente in una compagnia aerea. Eccetto la parte teorica ATPL dei primi 6 mesi, che è uguale a quella del corso ATPL tradizionale, il programma MPL si focalizza sull’ambiente multi-crew tipico degli aerei di linea, facendo largo uso di simulatori e delle SOP (Standard Operating Procedures) della compagnia aerea per la quale si andrà poi a lavorare; generalmente parlando l’MPL è infatti un corso mirato all’assunzione in una compagnia aerea specifica, e non garantisce la reimpiegabilità in altre compagnie prima che venga convertito in ATPL.

Da qui deriva il grande rischio dei programmi MPL. In generale ci sono tre anni di lavoro assicurati, tramite la scuola di volo, dopo aver ottenuto il brevetto. Nel caso del programma MPL easyJet, dopo 2 anni e 1250 ore di volo si può ottenere un contratto direttamente con la compagnia aerea. Invece, dopo 1500 ore di volo (che in teoria sono facilmente raggiungibili in un paio d’anni), il brevetto MPL può essere convertito in ATPL, permettendo al pilota di fare domanda a qualsiasi altra compagnia aerea. Ma se per qualsiasi motivo questo monte ore non viene raggiunto, ci si trova con una licenza MPL che è poco spendibile presso altre compagnie aeree. D’altro canto, nonostante non ci sia alcun obbligo contrattuale, se la compagnia aerea avvia un programma MPL significa che prevede di aver bisogno di nuovi piloti e quindi le possibilità di non essere assunti sono molto ridotte, a meno di eventi eccezionali o stravolgimenti del mercato. A quanto pare, nel programma MPL easyJet di due anni fa, il 99% dei cadetti sono stati assunti, e sembra che i piloti rimanenti non siano stati assunti a causa di eventi disciplinari. Continua a leggere »

Portale gov.uk, la pubblica amministrazione online

Per tutti i lettori residenti – o aspiranti residenti – nel Regno Unito, è assolutamente necessario che siate a conoscenza dell’esistenza del portale gov.uk (precedentemente direct.gov.uk), il Portale della pubblica amministrazione in Inghilterra. Questo portale nasce con lo scopo di sostituire vari siti internet creando così un unico sito dove siano reperibili tutte le informazioni.

All’interno in questo sito è possibile trovare una quantità enorme di informazioni relative al governo ed alle procedure burocratiche ed amministrative del Regno Unito, tra cui:

  • guida e trasporti (bollo auto, revisioni, patenti);
  • informazioni per aziende e lavoratori in proprio;
  • passaporti e residenti all’estero, consigli per i viaggi all’estero;
  • lavoro e pensione (salario minimo, trovare lavoro, diritti sul posto di lavoro, contratti, ferie e permessi);
  • legge e giustizia (come riportare un crimine, tribunali e sentenze, prigioni);
  • nascita, morte e matrimoni;
  • benefits:
    • child benefit;
    • death benefit;
    • family benefit;
    • disability benefit;
    • heating and housing benefit;
    • Jobseeker’s Allowance, per chi è in cerca di lavoro;
    • low income benefit, per chi guadagna poco;
  • educazione (include prestiti e borse di studio a studenti universitari);
  • tasse;
  • cittadinanza.

Università in Inghilterra: annullare l’iscrizione dopo aver accettato l’offerta

Dopo aver fatto domanda di iscrizione alle università inglesi tramite UCAS (su come fare ho già parlato qui), si riceveranno le offerte, generalmente condizionali, o i rifiuti dalle varie università. A partire dal momento in cui sono state ricevute tutte le risposte, si avrà a disposizione un periodo di tempo limitato per fare la propria scelta e decidere quale offerta accettare e, se si tratta di un’offerta condizionale, quale altra offerta tenere come riserva.

Bisogna tuttavia considerare che, al contrario di quanto succede in Italia o generalmente nel resto d’Europa, in Inghilterra le domande vengono fatte molto presto, al punto che ci si può trovare facilmente a dover accettare o rifiutare un’offerta in Inghilterra, mentre bisogna ancora fare domanda alle università in altri Paesi. In questo caso potrebbe essere necessario dover accettare l’offerta temporaneamente con la possibilità di disdirla in seguito nel caso in cui si riuscisse ad entrare in altre università.

Stando a quanto affermato da UCAS, nonostante accettare un’offerta di un’università sia formalmente vincolante, non si sottoscrive a nessun obbligo finché non si fa l’enrolment nel sistema dell’università – e se mi ricordo bene questo succede intorno ad agosto/settembre. Quindi, se si ha una buona ragione per farlo (ed essere entrati in un’altra università è un’ottima ragione) è possibile declinare un’offerta nonostante la si avesse accettata in precedenza. In questo caso, la procedura consigliata è di informare sia l’università (per e-mail) che UCAS (telefonicamente) di aver cambiato idea, in modo che il posto liberatosi possa essere offerto ad altre persone.

I Graduate Schemes in Inghilterra: cosa sono e come prepararsi

Sono la cosa più temuta dagli studenti internazionali in Inghilterra, dopo gli esami e le lezioni alle 9 di mattina: i Graduate Schemes.

In realtà più che una minaccia di morte i Graduate Schemes sono (almeno sulla carta) una possibilità. Qui molto più che in Italia, le aziende hanno capito che essere presenti nelle università, costruirsi una presenza ed una reputazione tra gli studenti, attirare branchi di neolaureati che non sanno dove sbattere la testa è un investimento più che una perdita di tempo, perché anche chi non riuscirà ad entrare e troverà lavoro in altro modo, comunque crescerà ricordandosi bene di quella compagnia e di quello che fa. Ed infatti durante l’anno nelle università inglesi vengono organizzate svariate Careers Fairs, dove le aziende portano dipendenti, poster e volantini per convincere gli studenti a fare domanda di assunzione. Queste Careers Fairs non sono un favore che l’università fa ai poveri studenti, ma una risorsa che fa parte dell’offerta formativa universitaria per la quale ogni studente ha pagato.

Careers Fair

 

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Università in Inghilterra – Halls o casa in affitto?

In Inghilterra esistono generalmente due possibilità per quanto riguarda l’alloggio: affittare una casa oppure stare nelle Residence Halls, complessi residenziali appartenenti all’università che vengono dati in affitto, camera per camera, a chi ne fa richiesta. Generalmente la stanza nelle Residence Halls è garantita agli studenti del primo anno che vengono da fuori, in modo da permettergli di trasferirsi in Inghilterra senza troppe difficoltà. Generalmente, poi, gli studenti si mettono d’accordo insieme per affittare una casa negli anni seguenti, ma alcuni invece preferiscono restare nelle Halls e fanno domanda, che verrà accettata o meno a seconda di quanti posti liberi sono avanzati.

Perché stare in una casa affittata privatamente:

  • Autonomia, intimità e tranquillità;
  • Nessuna limitazione in termini di orari, ospiti, ecc.
  • Nessun allarme antincendio che parte nel mezzo della notte con conseguente necessità di evacuare ed aspettare mezz’ora nel freddo polare per poter rientrare (sì, è così);
  • Prezzo potenzialmente molto più basso.

Perché stare nelle Residence Halls:

  • Spazi comuni sempre puliti;
  • Burocrazia legata all’affitto della casa (contratto, bollette, council tax…);
  • Generalmente vicine all’università o ben servite dal trasporto pubblico;
  • Vita sociale più attiva;
  • Possibilità di vivere nelle catered halls, ovvero complessi residenziali in cui vengono anche preparati e forniti pasti;
  • Facilità nel trovare un alloggio per il primo anno.

Non esiste una sistemazione migliore dell’altra, dipende dalle preferenze di ognuno. Personalmente preferisco la tranquillità di una casa, anche se richiede più tempo da dedicarci!

Come si fa: copiare gli stili da un documento all’altro in Word

Quando su Microsoft Word si lavora ad un documento di grandi dimensioni, a cui collaborano più persone, può presentarsi la necessità di adottare, nel proprio documento, gli stili incorporati in un altro documento.

Tralasciando la soluzione più ovvia e, nella maggior parte dei casi, veloce, ovvero fare un’operazione di copia ed incolla da un documento all’altro, in pochi sanno che in Microsoft Word esiste un tool apposito che permette di copiare ed importare gli stili tra documenti e modelli.

Lo si può trovare nel menu Strumenti > Modelli e Aggiunte. Dopo aver cliccato, si aprirà una finestra nella quale in basso bisogna cliccare su Libreria. Nella finestra di dialogo che si apre, in alto cliccare sulla scheda Stili; l’interfaccia sarà ora divisa in due parti, ognuna delle quali corrisponde ad un file. E’ possibile copiare gli stili da un file all’altro selezionandolo nel riquadro di sinistra e cliccando sul pulsante “copia”. Per scegliere su quali file operare, bisogna utilizzare i pulsanti Apri file/Chiudi file che si trovano sotto le liste.

Di default questo tool si applica ai modelli di Word piuttosto che ai singoli documenti; pertanto quando si apre un file è necessario indicare che si vuole aprire un documento .doc e non un modello .dot (scegliendo la voce apposita nel menu a discesa che si trova in basso nella finestra in cui si seleziona il file).

Aggiornamento (29/01/2015): la procedura descritta sopra è solamente adatta per una od un numero limitato di versioni di Microsoft Office. Ogni versione può avere un layout differente e una diversa organizzazione dei menu e quindi, nonostante la finestra di dialogo finale sia la stessa, ci potrebbero essere modi differenti pr arrivarci. Non mi ricordo su quale versione di Office sia basata la procedura riportata nell’articolo sovrastante, di seguito riporto quella per Microsoft Office 2007 per Windows. Nella scheda Home, cercare il riquadro Stili e cliccare sulla piccola icona in basso a destra in questo riquadro; si aprirà così un riquadro od una finestra contenente un elenco di stili; in basso, cliccare sulla terza icona da sinistra, Gestisci stili; nella finestra che si apre cliccare su Importa/Esporta in basso. In questo modo si aprirà la stessa finestra descritta in precedenza che permette di spostare gli stili da un documento all’altro.

word-stili

Diagrammi di flusso online con Lucidchart

Scrivo per segnalarvi un ottimo sito che permette di creare diagrammi di flusso molto interessanti, direttamente online, che possono essere esportati come immagine o nel formato di Microsoft Visio. Si tratta di Lucidchart.

Purtroppo non è un servizio gratuito: l’account free è limitato a diagrammi con 60 elementi, altrimenti ci sono due opzioni, Basic e Pro, entrambe però possono essere provate gratuitamente per 14 giorni sfruttandone a pieno le funzionalità. Esiste anche il piano tariffario Team, che aggiunge funzionalità di condivisione avanzate.

Si tratta di un servizio online, che richiede quindi una connessione ad internet per funzionare. A disposizione dell’utente ci sono una grande varietà di elementi per i diagrammi, forme, contenitori e frecce che possono essere combinati in vari modi per ottenere un risultato semplice e pulito ma di sicuro impatto grafico.

Oltre che alle funzionalità di esportazione, è possibile salvare tutti i propri lavori direttamente online, in modo che siano accessibili da qualunque postazione tramite il proprio account Lucidchart.

Qua sotto c’è un diagramma di flusso che ho realizzato con Lucidchart per un progetto per l’università (clicca per ingrandire):

SHARP

Come si fa: override di una regola CSS

Lavorando al CSS di un sito internet, ho avuto la necessità di fare un override di una regola contenuta nel foglio di stile principale utilizzando i tag <style>.

Dichiarare semplicemente la nuova regola nel documento non era sufficiente, poiché era quest’ultima ad essere sovrascritta dal foglio di stile principale e non viceversa. Una soluzione potrebbe essere definire delle classi in modo appropriato (regole specifiche sovrascrivono sempre le classi), tuttavia se gran parte del sito è già stato preparato potrebbe essere scomodo andare a ridefinire le classi degli elementi se l’override è necessario su una singola pagina. Una ricerca ha però rivelato che esiste un modo molto semplice per forzare l’override: basta aggiungere la stringa !important alla regola. Ad esempio:

<style>
div#content img {
width:200px !important;
}
</style>

In questo modo ogni altra regola che imposta la larghezza delle immagini contenute nel <div> verrà sovrascritta con la nuova regola. In teoria bisognerebbe evitare di utilizzare questo metodo, poiché formalmente e stilisticamente non troppo corretto, ma… funziona 😉

Il cinema dice addio alla pellicola 35 mm

Proprio quest’anno, il 2013, siamo a cavallo del grande cambiamento. Per la prima volta dopo più di 100 anni la pellicola da 35mm lascia le sale cinematografiche di tutto il mondo, per far spazio al digitale. Il numero di proiettori digitali installati ha superato il numero di proiettori a pellicola, e questo trend continuerà negli anni a venire. Alcuni film già vengono rilasciati esclusivamente in digitale, e diventerà sempre più difficile reperire copie stampate su pellicola, fino a che nel giro di qualche anno tutto ciò che rimarrà saranno i film storici e d’archivio.

Stiamo andando incontro ad un cinema più sterile, un cinema senza proiezionisti! Così se c’è un guasto o qualcosa da regolare, magari anche di semplice, nessuno saprà dove mettere le mani e i clienti saranno rimandati a casa con un biglietto omaggio per la volta successiva.

In questo momento mi trovo accanto ad un proiettore Cinemeccanica Victoria 8, impegnato a proiettare (il proiettore, non me) Lo Hobbit, una copia lunga più di 4,6 km. Sta scomparendo uno dei lavori più belli e affascinanti in assoluto, ed io sono stato fortunato abbastanza da poterlo imparare e raccontare… giusto in tempo.

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Blog Action Day 2013

Anche quest’anno Dega’s Blog parteciperà a Blog Action Day, che si terrà il 16 ottobre 2013. Si tratta di un’iniziativa che riunisce il maggior numero possibile di blogger per parlare di un unico tema di interesse mondiale, ognuno a modo proprio. Dega’s Blog ha partecipato a Blog Action Day dal 2008 e non ha intenzione di smettere!

Il tema di quest’anno è ancora da decidere, la discussione è aperta…

WordPress: Image has failed to upload due to an error

Oggi stavo aggiornando un sito internet basato su WordPress. Nello specifico stavo caricando una grande quantità di immagini che sarebbero poi state usate all’interno del sito. Inspiegabilmente – o almeno io un motivo non l’ho trovato – WordPress ha improvvisamente smesso di caricare le immagini, restituendo il seguente errore:

Image has failed to upload due to an error.

Da questo punto in poi WordPress si è rifiutato di voler caricare qualsiasi tipo di file.

Pur non essendo riuscito a capire quale fosse il problema (i permessi per la cartella uploads erano corretti), la soluzione che per me ha funzionato è stata creare una nuova cartella uploads nella directory principale e trasferirci dentro il contenuto della vecchia cartella.

Nicolas Cage è dappertutto su Google Chrome!

Brevissimo intervento, questa volta per segnalare un plug-in (o meglio un’estensione) per Google Chrome di cui dovete essere assolutamente a conoscenza se volete fare uno scherzo ad un vostro amico avendo accesso al suo computer. Si tratta di nCage, un’estensione che se installata prende tutte le immagini dei siti internet visualizzati e le sostituisce con una foto di Nicolas Cage.

L’unica pecca: per poter installare l’estensione, è necessario effettuare il login con l’account Google (oppure aver lasciato il login attivo dall’ultima sessione).

Buon divertimento 😀

Vivere in Inghilterra: pro e contro

Con i tempi che corrono tanti italiani pensano di emigrare all’estero, un po’ per evitare la pressione fiscale italiana, un po’ perché vogliono vivere in un paese dove il lavoro (e la società in generale) sia basato sulla meritocrazia e non sulle amicizie. Insomma, di motivi ce ne sono. Altri invece preferiscono rimanere in Italia, o addirittura ci ritornano, perché in fondo in fondo anche lì abbiamo le nostre belle abitudini e (spesso) non si sta poi così tanto male.

Perché vivere in Inghilterra:

  • Meritocrazia: non solo nel mondo del lavoro, ma nella mentalità della gente in generale.
  • Apertura alle altre culture: in Inghilterra non esiste il razzismo e la discriminazione degli immigrati; gli immigrati ci sono, studiano, lavorano onestamente, pagano le tasse ed il biglietto sul treno e vengono trattati esattamente con tutti gli altri
  • Il lavoro si trova, con contratto a tempo indeterminato dopo un periodo di prova (almeno stando a testimonianze di amici); niente tirocini gratuiti, niente licenziamento perché il datore di lavoro preferisce assumere l’indiano sottopagato.
  • Le poste funzionano ed il corriere non si sogna di segnare “destinatario assente” senza neanche passare a suonare il campanello.
  • Burocrazia: quasi tutto si fa via internet e via posta (esempio: per l’esenzione dalla council tax – equivalente dell’IMU – in quando studenti è bastato mandare un’e-mail al comune con allegata una lettera dell’università).
  • I semafori diventano arancioni prima di diventare verdi (ok lo ammetto, questo non è un motivo valido).
  • Tassazione del reddito effettuata dallo stato: in base a quanto guadagni loro calcolano e ti dicono quanto devi pagare, niente auto-dichiarazioni (e se si sbagliano… rimborsano).
  • SIM e telefonia fissa: tutto molto più facile e veloce (esempio: per comprare una SIM basta andare in un negozio con 5£, non serve carta d’identità o codice fiscale, costo dell’operazione: 0£).
  • Le banche. Io ho tre (TRE) conti correnti con un bancomat (che qua si chiama carta di debito) da più di tre anni, e non ho mai (MAI) pagato un centesimo ad una banca. ZERO. Ho solo preso gli interessi sui soldi che avevo in banca. Sì, avete capito bene: ZERO.
  • I treni sono puntuali e (spesso) puliti, e se succede qualcosa a qualsiasi mezzo non ti fanno aspettare cinque ora prima di risolvere la situazione… purtroppo i trasporti costano un sacco.
  • I supermercati principali sono aperti anche fino a mezzanotte, alcuni addirittura 24h/24. Continua a leggere »

Problemi di connessione a Skype, di chi è la colpa?

Vi succede mai che non riusciate a connettervi a Skype e non sapete non il perché? E nello specifico, non sapete se è un problema del vostro computer o della vostra connessione ad internet, oppure se è un disservizio di Skype?

Dal sito heartbeat.skype.com è possibile controllare lo stato dei servizi Skype, tra cui:

  • SkypeOut
  • Numero online
  • Segreteria telefonica (Voicemail)
  • Servizio SMS
  • Login e registrazione
  • Account e pagamenti
  • Skype Connect

Ogni disservizio verrà segnalato in tempo reale su questa pagina, permettendovi di capire perché non riuscite a connettervi.