Come si fa: trovare il titolo di una canzone su iPhone

Una cosa che in tanti non sanno è che per i possessori di un iPhone è possibile cercare il titolo di una canzone che stanno ascoltando senza dover scaricare alcuna applicazione aggiuntiva. Grazie ad una partnership tra Apple e Shazam è infatti possibile cercare un brano direttamente da Siri, l’assistente personale presente negli iPhone da iOS 6 in poi.

E’ infatti sufficiente richiamare Siri come al solito tenendo premuto il pulsante home, per poi chiedere “trova il titolo di questa canzone“, o una domanda analoga. Siri si metterà ad ascoltare ed in breve tempo vi mostrerà quello che pensa essere il titolo della canzone che state ascoltando!

FutureMe, mandare una lettera al proprio “io” futuro

Uno dei siti simpatici ed un po’ inutili (siamo onesti) che uso di tanto in tanto è FutureMe, un sito che permette mandarsi una lettera, o meglio un’e-mail, nel futuro. Ci si può scrivere un po’ quello che si vuole, ma generalmente ho sempre immaginato che la gente senta il bisogno di scrivere i propri pensieri, sogni, dubbi, paure e le raccomandazioni al proprio “io” futuro. Tutto ciò che serve è un indirizzo e-mail, qualcosa da dire ed una data da scegliere che può essere domani o tra 10 anni!

Per i più volenterosi, alla lettera che stiamo scrivendo si può anche aggiungere una foto scattata con la webcam o rendere pubblico il proprio messaggio sul sito in forma anonima. E per chi non vuole farsi gli affari propri, si possono leggere le lettere pubbliche degli altri.

Scriversi una lettera nel futuro sarà anche una cosa un po’ stupida, ma è sicuramente un buon modo per assicurarsi un sorriso quel giorno vicino o lontano in cui la riceveremo.

Come si fa: iPhoto mostra foto duplicate dall’iPhone

Recentemente ho avuto un piccolo problema con iPhoto: dopo aver collegato l’iPhone per scaricare fotografie e video sul computer, l’applicazione mostrava ogni singola fotografia due volte, mentre sul telefono era ovviamente presente un’unica copia.

In internet ho trovato una soluzione, che non mi sembra essere molto risolutiva ma almeno per me ha funzionato, magari può essere d’aiuto a qualcun altro: con l’iPhone connesso al computer, aprite iPhoto e nel menu a sinistra fate clic destro sul vostro iPhone e selezionate Unmount (o l’equivalente italiano, io ho il computer in inglese). Chiudete iPhoto, staccate l’iPhone dal computer e riconnettetelo.

Alla successiva apertura di iPhoto le fotografie non dovrebbero più essere duplicate.

C’era una volta il punto, e tutto il resto.

C’era una volta, quando andavamo alle elementari e la cosa più difficile da fare nella vita era cercare di capire come fare l’analisi grammaticale o decidere cosa mangiare per merenda; una volta quando ancora internet non si sapeva bene cos’era (erano cose da grandi) e per parlare con gli amici il pomeriggio bisognava telefonare a casa, oppure andare direttamente a citofonargli.

C’erano una volta i temi in classe, tanto temuti alle medie ma che per me divennero, per qualche motivo che non ho mai capito, quasi un piacere in quinta superiore. In fondo bastava saper pesare le parole, scegliere quelle più adatte per esprimere un’idea o un sentimento, scriverle sul foglio una dopo l’altra nell’ordine giusto aggiungendo qua e là qualche segno di punteggiatura a mo’ di condimento. Bastava un minimo di ordine mentale ed il resto veniva da sé, mettendo insieme piccoli mattoncini di parole così facili da creare si potevano trattare argomenti di un certo livello con una facilità disarmante.

Oggi abbiamo computer e cellulari, siamo sempre connessi a tutte le reti immaginabili, abbiamo così tanti modi diversi di comunicare che la comunicazione a volte diventa pure eccessiva e sentiamo il bisogno di spegnere tutto. Abbiamo le spunte di WhatsApp che ci dicono se il messaggio è stato inviato, se è stato recapitato e se è stato letto, possiamo sapere quando il nostro interlocutore è stato online l’ultima volta. “Ti sei collegato ma non hai letto il mio messaggio! Hai letto il mio messaggio ma non hai risposto!” Abbiamo i profili di Facebook da controllare dodicimila volte al giorno, i like da contare per vedere quanto siamo belli, per non parlare poi di quella sensazione di sentire il telefono che vibra in tasca anche quando è tutto il giorno che non ci caga nessuno. Abbiamo le emoticon tra cui scegliere perché altrimenti non si capisce se stiamo scherzando o meno.

E questo nuovo modo di comunicare stravolge anche la lingua, il nostro povero italiano, la lingua più bella del mondo. Ch diventa k, le vocali spariscono, gli apostrofi vengono dimenticati chissà dove. I sorrisi lasciano il posto ad un’alternanza compulsiva di h e di a che tutto ricorda tranne che una risata. Punti di domanda usati senza una domanda, domande scritte senza punto di domanda. I due punti: chi sei li ricorda? E il punto e virgola? Puntini di sospensione a profusione per riempire gli spazi vuoti, a volte sostituiti dalle temibili “virgolette di sospensione”,,,,, Libertà che ci prendiamo in nome di una comunicazione veloce ed immediata, che non conosce tempi di attesa e non conosce distanze. Continua a leggere »

Operatori telefonici in Inghilterra: perché ho cambiato da O2 a 3

Da quando mi sono trasferito da Southampton a Kidlington (vicino ad Oxford) ho avuto qualche problema di ricezione con la rete cellulare di O2, l’operatore telefonico che ho utilizzato fino ad ora in Inghilterra. Ho quindi iniziato ad interessarmi ad operatori alternativi che coprissero meglio la mia zona. Avevo un solo bisogno: che non fosse un contratto mensile ma una tariffa pay as you go, ovvero al consumo, considerato che essendo quasi sempre connesso ad una rete wireless non utilizzo tantissimo il cellulare e mi trovo spesso all’estero anche per periodi prolungati.

Nonostante l’operatore con la migliore copertura sembrasse essere Vodafone, non ero per niente soddisfatto dei loro piani tariffari. Ho quindi considerato due operatori che per qualità del segnale sono più o meno equivalenti, EE (nato dall’unione di Orange e T-Mobile) e Three. E, dopo aver dato un’occhiata alle tariffe, il vincitore schiacciante per un contratto pay as you go è stato Three.

Per fare un paragone con la tariffa che avevo in precedenza con O2: chiamate a 3p/min invece che 25p/min, messaggi a 2p invece che 12p, internet a 1p/MB invece che 3p/MB (o 1£/giorno). Continua a leggere »

Come fare: WhatsApp per Android si blocca sulla schermata di inizializzazione

Avendo portato il mio telefono a far riparare, ho tirato fuori dal cassetto il mio vecchio HTC, con una qualche vetusta versione di Android, da usare come telefono sostitutivo per qualche giorno. Visto che nel frattempo mi sono evoluto tecnologicamente (!) ho deciso di rimuovere alcune vecchie applicazioni per far posto a WhatsApp, diventato ormai (ahimè) indispensabile.

whatsapp logo

Tutto è andato liscio fino al momento di avviare l’applicazione per la prima volta: dopo avermi chiesto di scegliere una foto profilo (che comunque era già presente, importata automaticamente dall’account) e un nome utente, l’applicazione ha mostrato una schermata di inizializzazione. Inizialmente ho pensato che fosse necessario aspettare perché l’applicazione stava importando i contatti, ma quando il giorno successivo ho constatato che l’applicazione era ancora ferma alla stessa schermata ho fatto qualche ricerca su internet ed ho trovato la fonte del problema: WhatsApp stava cercando di accedere ai contatti salvati sul telefono per creare la propria lista di contatti, ma non ci riusciva.

La soluzione è abbastanza semplice: è sufficiente entrare nel menu principale del telefono, andare su Contatti e sincronizzazione ed attivare la sincronizzazione automatica per l’account WhatsApp che dovrebbe comparire nella lista. In questo modo WhatsApp riuscirà ad accedere ai contatti e il processo di inizializzazione sopra menzionato non richiederà più di qualche secondo.

Per la cronaca, quando si installa WhatsApp su un nuovo dispositivo, le impostazioni (ad eccezione della foto profilo) ed i vecchi messaggi non vengono scaricati in quanto non risiedono sul server. Tuttavia si verrà inseriti automaticamente nelle chat di gruppo di cui facciamo parte.

Come si fa: 6 consigli per usare Tinder

Sì, lo ammetto: per curiosità ho installato Tinder. Non so quanto sia popolare in Italia, ma in Inghilterra quest’app è parecchio conosciuta. Si tratta di un’applicazione, disponibile sia per iOS che per Android, che permette di vedere le fotografie delle altre persone iscritte, decidere se ci piacciono o no e, si verifica un “mi piace” reciproco, le due persone vengono messe in contatto. Le fotografie che ci vengono mostrate vengono scelte in base a certi parametri impostabili, tra cui la distanza della persona dal punto in cui ci troviamo (ottenuta tramite GPS), amici ed interessi in comune. Questi ultimi vengono recuperati da Facebook, ed in effetti serve un account Facebook per poter usare Tinder, ma solamente per fare il login, l’app non posta niente sul vostro profilo.

Il proprio profilo Tinder è personalizzabile scegliendo quali foto inserire (prese dalle foto profilo di Facebook) ed inserendo una descrizione facoltativa. Seguono alcuni consigli…

  1. Non mettete foto con altre 10 persone, che non capisce chi siete;
  2. Scrivete una descrizione, scrivete di come siete e cosa volete… a volte è proprio la descrizione a determinare la differenza;
  3. Impostate le preferenze nel vostro profilo a seconda delle vostre esigenze, è inutile impostare una distanza di 160 km per poi ignorare tutti quelli che non stanno nella stessa città;
  4. Guardate le fotografie, tutte, fotografie diverse rivelano dettagli diversi;
  5. Non mettete il “mi piace” se non avete intenzione di fare una conversazione;
  6. Non iscrivetevi a Tinder se non avete intenzione di fare una conversazione.

Comunque sì, Tinder fa un po’ schifo come principio, è la mortificazione dell’amore, ed è un’esperienza immensamente imbarazzante.

Ordinare foto online in Inghilterra: Photobox

Recentemente mi sono trovato di fronte alla necessità di ordinare delle stampe di fotografie online qui in Inghilterra. Dopo una breve ricerca in internet ho deciso di affidarmi a Photobox, servizio online che oltre alle normali fotografie permette anche di ordinare altri prodotti quali photobook, fototessere, poster, calendari, tazze, biglietti d’auguri ed altro.

La procedura di caricamento delle fotografie è abbastanza intuitiva, anche se ho avuto qualche problema con il caricamento di alcune foto, che ho dovuto ripetere una seconda volta per poi accorgermi che le foto erano già state caricate ma non venivano mostrate. E’ possibile salvare le foto in un album temporaneo che verrà conservato per 30 giorni, oppure salvare degli album che verranno conservati sul server a tempo indeterminato in modo da poterci accedere ed ordinare delle stampe in ogni momento. Il passo successivo permettere di scegliere il formato di stampa, e di impostare in modo più preciso il formato di stampa di ogni foto, eventualmente scegliendo di stampare solamente una parte di un foto e, nel caso in cui il formato di stampa e quello della foto siano diversi, di scegliere se stampare la foto con i bordi oppure se tagliarne una parte per riempire completamente il formato di destinazione.

Per procedere all’ordinazione è necessario iscriversi al sito, e al momento dell’iscrizione si ricevono 60 crediti in omaggio. Ogni elemento ordinato dal sito costa un determinato numero di crediti, io ho potuto ordinare la stampa di 60 fotografie pagando solamente il costo di spedizione (2,99£). I tempi di spedizione sono stati estremamente rapidi (foto ordinate giovedì sera, stampate e spedite venerdì, recapitate sabato), le stampe di alta qualità ed il packaging di tutto rispetto (foto inserite in due contenitori di plastica semirigida).

Come si fa: evitare che Excel riconosca automaticamente una formula

Microsoft Excel, credendosi particolarmente intelligente, riconosce automaticamente quando l’utente sta cercando di inserire una formula matematica in una cella, magari dimenticandosi di anteporre il segno ‘=’ prima della formula. Il problema nasce quando si vuole inserire una stringa di testo che inizia con il segno uguale (=) o magari con il segno ‘più’ o ‘meno’, in quanto Excel si ostina a voler inserire una formula quando invece ciò che vogliamo scrivere è una stringa di testo.

Per risolvere questo problema esiste un carattere speciale che dice ad Excel che quella che stiamo scrivendo non è una formula: l’apostrofo ‘ .

Ad esempio, se vogliamo scrivere in una cella il testo “- 5 euro”, Excel, vedendo che ciò che scriviamo inizia con il segno meno, lo riconoscerà come formula e ci mostrerà un messaggio di errore avvertendoci che la formula non è formattata correttamente. Anteponendo l’apostrofo al segno meno, quindi ” ‘- 5 euro “, Excel saprà che il segno meno non indica una formula e quindi si limiterà ad accettare il testo come l’abbiamo scritto noi, ovviamente senza mostrare l’apostrofo.

Come si fa: screenshot di pagine web da Firefox

Uno dei grandi pregi di Firefox è l’infinita quantità di plugin disponibili. Installando i plugin che desideriamo, è possibile estendere le funzionalità del browser per soddisfare qualche necessità particolare che possiamo avere. Particolarmente utili risultano i plugin dedicati agli sviluppatori web, che li aiutano ad analizzare la struttura della pagina e a fare modifiche “al volo” al codice per verificarne l’effetto.

Esistono comunque tanti plugin di interesse generale, ad esempio quelli per fare degli screenshot delle pagine web che stiamo visitando, ovvero, detto in parole povere, salvare la pagina web come immagine sul proprio computer.

Cercando in internet si trova un’infinità di plugin adatti a questo scopo, ma in particolare voglio segnalarvene due: Nimbus Screen Capture e Awesome Screenshot. Tra le caratteristiche che entrambi possiedono troviamo:

  • Screenshot di tutta la pagina web aperta;
  • Screenshot della parte visibile della pagina web aperta;
  • Screenshot di un’area selezionabile con il mouse sulla pagina web aperta;
  • Possibilità di modificare le immagini aggiungendo elementi grafici quali testo, linee, forme e disegno a mano libera;
  • Possibilità di caricare il file creato in internet in modo da renderlo accessibile da altri computer o da altre persone;
  • Possibilità di salvare il file come immagine o di copiarlo negli appunti.
Nimbus Screen Capture 1

La schermata di editing di Nimbus Screen Capture

Nimbus Screen Capture 2

La schermata di esportazione di Nimbus Screen Capture

Personalmente vi consiglio Nimbus Screen Capture ma si tratta semplicemente di una preferenze personale. Entrambi i plugin sono affidabili ed hanno più o meno le stesse funzionalità. Vi assicuro che non potete rendervi conto di quanto siano utili finché non inizierete ad usarli.

Come si fa: sincronizzare contatti e calendario di Google su iPhone

Per chi come me si appresta a passare da un telefono Android ad iPhone, una delle cose fondamentali è riuscire a trasferire in maniera facile ed indolore i contatti, e per chi lo usa anche il calendario di Google. Se state usando Android, molto probabilmente avrete un account Google che salverà in automatico i contatti inseriti sul vostro telefono. Sarete felici di sapere che esiste una procedura molto semplice per trasferire le informazioni, facendo uso degli standard CardDAV e CalDAV per contatti e calendario rispettivamente.

Per collegare il proprio account Google all’iPhone (in questo esempio con sistema operativo iOS 7, ma la procedura dovrebbe essere simile per iOS 6 se non uguale), è sufficiente entrare in Impostazioni > Posta, contatti, calendari e selezionare Aggiungi account. Da qui è poi possibile selezionare Google. Nella schermata successiva bisogna inserire il proprio nome e cognome (o quello che si vuole che venga visualizzato dagli altri), indirizzo e-mail usato per l’account Google, la password ed una descrizione facoltativa. Continua a leggere »

iPhone 5s e i problemi con il Wifi

Recentemente mi è capitato, provando per la prima volta un iPhone 5S, che la connessione wireless non funzionasse bene. Nonostante il telefono fosse collegato alla rete e ricevesse un buon segnale, molto spesso la connessione si “incantava” e non caricava alcun contenuto, mentre altre volte il caricamento veniva portato a termine nei tempi previsti. Il tutto sembrava essere completamente casuale.

Dopo aver cercato in internet possibili soluzioni al problema, e dopo aver constatato che cambiare i DNS non aveva alcun effetto come invece alcuni consigliavano, ho scoperto che cambiare la crittografia della rete da WPA2 a WEP dal pannello di controllo del router risolve il problema. Risolve per modo di dire, visto che la crittografia WEP è decisamente meno sicura della WPA2 e che da un telefono del rango dell’iPhone 5 ci si aspetterebbe ben altro.

E’ da specificare che questo problema è relativo a quel router specifico, mentre su altri router il telefono gestisce benissimo la crittografia WPA2.

Dropbox non sincronizza alcuni file su Mac

Recentemente mi è successo che Dropbox si bloccasse durante la sincronizzazione dei files. Nello specifico, su Mac OSX 10.7, rimanevano tre files all’interno della cartella Dropbox che l’applicazione non era in grado di sincronizzare. Probabilmente sarebbe rimasta lì all’infinito continuando a provare, nonostante avessi riavviato sia l’applicazione che il computer stesso.

Nel mio caso, ho scoperto che per qualche motivo sconosciuto a noi umili esseri mortali, il sistema operativo aveva deciso che quei files dovessero essere “bloccati”. E’ bastato quindi navigare fino alla cartella contenente i files incriminati, fare click destro su ognuno di questi per poi selezionare Ottieni informazioni e togliere la spunta dalla casella Bloccato.

A questo punto l’applicazione di Dropbox è finalmente riuscita a sincronizzare i file.

Evviva il cloud computing! Evviva Dropbox!

Firefox 23 e la ricerca dalla barra dell’URL

Una delle più grandi novità introdotte con Firefox 23, rilasciato ad agosto 2013, è stata la rimozione della possibilità di effettuare una ricerca su Google digitando direttamente la parole da cercare nella barra dell’URL, come da sempre si era abituati.

Ora la ricerca dalla barra dell’URL è stata unificata con quella del box a sinistra, dove è possibile selezionare su quale sito cercare, digitare le parole di ricerca e premere invio per avviarla. A partire da Firefox 23, però, digitando le parole della barra dell’URL e premendo invio si avvierà la ricerca sul sito selezionato nel box a destra, anziché con il motore di ricerca predefinito.

Per ovviare a questo problema esiste un metodo abbastanza semplice, che permette di definire delle parole chiave per poter cercare direttamente dalla barra dell’URL usando il motore di ricerca o il sito che si preferisce, senza doverlo precedentemente selezionare nel box della ricerca in alto a destra. Continua a leggere »

Come si fa: copiare gli stili da un documento all’altro in Word

Quando su Microsoft Word si lavora ad un documento di grandi dimensioni, a cui collaborano più persone, può presentarsi la necessità di adottare, nel proprio documento, gli stili incorporati in un altro documento.

Tralasciando la soluzione più ovvia e, nella maggior parte dei casi, veloce, ovvero fare un’operazione di copia ed incolla da un documento all’altro, in pochi sanno che in Microsoft Word esiste un tool apposito che permette di copiare ed importare gli stili tra documenti e modelli.

Lo si può trovare nel menu Strumenti > Modelli e Aggiunte. Dopo aver cliccato, si aprirà una finestra nella quale in basso bisogna cliccare su Libreria. Nella finestra di dialogo che si apre, in alto cliccare sulla scheda Stili; l’interfaccia sarà ora divisa in due parti, ognuna delle quali corrisponde ad un file. E’ possibile copiare gli stili da un file all’altro selezionandolo nel riquadro di sinistra e cliccando sul pulsante “copia”. Per scegliere su quali file operare, bisogna utilizzare i pulsanti Apri file/Chiudi file che si trovano sotto le liste.

Di default questo tool si applica ai modelli di Word piuttosto che ai singoli documenti; pertanto quando si apre un file è necessario indicare che si vuole aprire un documento .doc e non un modello .dot (scegliendo la voce apposita nel menu a discesa che si trova in basso nella finestra in cui si seleziona il file).

Aggiornamento (29/01/2015): la procedura descritta sopra è solamente adatta per una od un numero limitato di versioni di Microsoft Office. Ogni versione può avere un layout differente e una diversa organizzazione dei menu e quindi, nonostante la finestra di dialogo finale sia la stessa, ci potrebbero essere modi differenti pr arrivarci. Non mi ricordo su quale versione di Office sia basata la procedura riportata nell’articolo sovrastante, di seguito riporto quella per Microsoft Office 2007 per Windows. Nella scheda Home, cercare il riquadro Stili e cliccare sulla piccola icona in basso a destra in questo riquadro; si aprirà così un riquadro od una finestra contenente un elenco di stili; in basso, cliccare sulla terza icona da sinistra, Gestisci stili; nella finestra che si apre cliccare su Importa/Esporta in basso. In questo modo si aprirà la stessa finestra descritta in precedenza che permette di spostare gli stili da un documento all’altro.

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