Come fare: prenotare il proprio turno all’ufficio postale con “Prenota ticket”

A chi non è successo di andare alle poste per sbrigare una cosa da pochi minuti, magari per spedire un pacco o ritirare una raccomandata, e di dover aspettare un’ora in coda? Negli ultimi anni la situazione è migliorata grazie all’introduzione dei sistemi elettronici di gestione delle code, che ci evitano di dover rimanere in piedi in coda ad aspettare, ma questo non ha eliminato il problema dell’attesa. Di recente è stato però introdotto un nuovo servizio chiamato Prenota ticket, che permette di prenotare il proprio turno all’ufficio postale ancora prima di uscire di casa.

Questo nuovo servizio è accessibile mediante l’app “Ufficio postale” e dal sito di Poste Italiane. In entrambi i casi la procedura comincia con la ricerca di un ufficio postale; una volta individuato quello che fa al caso nostro verrà mostrata anche l’opzione da selezionare per poter prenotare il nostro turno.

Dai risultati di ricerca degli uffici postali dal sito di Poste Italiane, l’opzione “Prenota ticket”

Prenota ticket non è infatti disponibile in tutti gli uffici postali, ma solo in quelli principali e comunque solo negli orari di apertura dell’ufficio (non è possibile prenotare un ticket alle 7 di mattina, ad esempio). Una volta selezionata l’opzione potremo scegliere la tipologia di servizio per la quale ci vogliamo mettere in coda e l’orario che desideriamo. Per quanto riguarda la tipologia di servizio è stata recentemente cambiata la logica di gestione delle code: mentre in precedenza si poteva scegliere tra prodotti finanziari, postali, singola operazione ecc., ora l’unica distinzione è tra “clienti BancoPosta” e tutti gli altri. Per quanto riguarda invece l’orario, generalmente la prima prenotazione disponibile è dopo 30 minuti, tuttavia non sono ancora riuscito a capire se le tempistiche si allunghino nel caso in cui nell’ufficio postale ci siano code molto lunghe. Una volta prenotato il turno che fa al caso nostro, ci verrà mostrata una ricevuta contenente un codice QR ed il codice che vedremo comparire sugli schermi dell’ufficio postale quando toccherà a noi, insieme al numero indicante lo sportello a cui recarsi. Continua a leggere »

Abolizione del roaming in Europa: la nuova tariffa Easy Europe di Wind

Dal 24 aprile Wind ha abolito le tariffe di roaming per i propri clienti di telefonia mobile, anticipando la direttiva europea che prevede, a partire dal 15 giugno 2017, di poter utilizzare il proprio telefono cellulare all’interno dello Spazio economico europeo (EEA) senza dover pagare alcuna tariffa aggiuntiva rispetto alle normali tariffe nazionali. Questo vale sia nel caso in cui il proprio piano tariffario sia a contratto (pagando un importo fisso ogni mese per ricevere un certo numero di minuti, SMS ed eventualmente traffico dati) o a consumo (pagando ogni volta per ogni chiamata, messaggio o traffico dati generato); si potrà quindi usare il proprio telefono alle stesse esatte condizioni economiche che sarebbero in vigore se ci si trovasse in Italia, con qualche eccezione che trovate elencata a fondo articolo. L’offerta è inoltre soggetta ad alcune restrizioni determinate dal buonsenso per evitare che vengano acquistate schedine nei Paesi dove le tariffe sono più basse per poi usarle abitualmente in Italia; quindi, ad esempio, la maggioranza del traffico generato durante l’anno dovrà essere in Italia, altrimenti potrebbero essere applicate delle tariffe aggiuntive. Al momento Wind non ha riportato alcun limite specifico in termini di quanto traffico potrete generare all’estero, ma se siete clienti di un altro operatore è meglio controllare le loro clausole al riguardo. Continua a leggere »

Recensione Smart TV Samsung UE43KS7500UXZT

Questa non vuole essere una recensione tecnica o avanzata, forse non è nemmeno una recensione, bensì una serie di considerazioni senza troppe pretese per l’uso quotidiano della TV. Qualche mese fa ho acquistato una Samsung UE43KS7500UXZT, una televisione da 43 pollici a schermo curvo, con una risoluzione di 3840×2160 (comunemente chiamato 4K).

La televisione è già dotata del tuner DVB-T2, che la rende compatibile con le nuove frequenze che saranno utilizzate a partire dal 2020 (come recentemente annunciato, con un periodo transitorio fino al 2022) per la trasmissione dei segnali TV.

Smart TV Samsung UE43KS7500UXZT

Design

Inizialmente ero titubante riguardo lo schermo curvo; in realtà è piacevole da vedere e non comporta nessun tipo di problema nell’uso quotidiano del televisore. L’unica cosa da tenere in considerazione potrebbe essere il fatto che durante le operazioni di montaggio (e/o trasporto senza scatola) non è possibile “sdraiare” la TV su di una superficie orizzontale, altrimenti lo schermo verrebbe sollecitato eccessivamente.

Quando deciderete quale televisione fa più al caso vostro, una cosa da tenere in considerazione sono le connessioni sul retro. Non tutte sono infatti accessibili direttamente dal retro del televisore, ed alcune di esse, inclusa quella per l’antenna e per l’hard disk esterno, sono disponibili solo connettendo alla TV uno scatolotto esterno chiamato Samsung One Connect. Se volete usufruire inoltre delle funzionalità smart, sarà necessario collegare la TV ad una rete wireless oppure, opzione che consiglio, ad una rete cablata tramite cavo Ethernet.

Telecomando

Il telecomando smart remote che arriva insieme alla TV è molto bello e di buona qualità costruttiva, ma richiede un po’ di apprendimento se si è abituati ad un telecomando tradizionale; in certe situazioni risulta molto macchinoso da usare in quanto non presenta il tradizione tastierino numerico e si basa su funzioni multiple per ogni tasto. Ad esempio, per la riproduzione di filmati tutti i controlli (play, pausa, avanti, indietro, stop) sono raggiungibili mediante un menù a schermo e non direttamente utilizzando un singolo tasto del telecomando; lo stesso discorso vale per la navigazione del televideo. Io ho “risolto” (o, per meglio dire, aggirato) questo problema comprando su eBay un telecomando tradizionale, che pur non essendo originale Samsung e di fattura mediocre, può risultare molto comodo in alcune situazioni.

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iPhone ed i file “fantasma” che occupano memoria

Negli ultimi mesi ho notato che la memoria del mio telefono, un iPhone 6S da 16GB, era in costante diminuzione dopo un anno trascorso a livelli pressoché costanti. C’era inoltre una grossa differenza tra la memoria libera indicata da iTunes con il telefono connesso (circa 2 GB) e quella indicata dal telefono stesso (400 MB).

Leggendo in internet ho trovato articoli che parlavano di file “fantasma” che, pur non essendo riconosciuti come tali, occupavano parzialmente la memoria del telefono. Una prova di ciò potrebbe essere il fatto che attivando la sincronizzazione delle foto su iCloud il telefono dicesse “carico 140 foto” nonostante il numero di fotografie effettivamente presenti sul telefono fosse molto inferiore (ed in ogni caso il caricamento non funzionava). Un altro indizio che fossero le fotografie a creare questo problema è dato dal fatto che questo fenomeno di esaurimento della memoria ha iniziato a verificarsi più o meno quando ho aggiornato il sistema operativo dell’iMac, cambiando software per importare e gestire le fotografie. Alcune persone sono riuscite a risolvere questo problema modificando manualmente la data nelle impostazioni, portandola indietro di alcuni mesi se non anni; in questo modo le foto “orfane” comparivano nuovamente nell’album Eliminate di recente rendendo quindi possibile la loro cancellazione. Nel mio caso, però, questo metodo non ha funzionato, e sono ricorso ad un metodo più drastico: backup del telefono su iTunes, reset e ripristino dall’apparecchio, il tutto effettuato direttamente da iTunes. Al costo di perdere un’oretta abbondante di tempo e di dover scaricare nuovamente tutte le app (che comunque non perdono i dati, nemmeno le chat di WhatsApp), ho recuperato la bellezza di 5 GB che non si sa dove fossero finiti!

Il nuovo servizio Raiplay, trasmissioni in diretta e differita

Nel lontano 2011 scrissi un articolo a proposito del vecchio sito rai.tv, che permetteva di vedere le trasmissioni RAI in diretta ed in differita sfruttando la connessione ad internet piuttosto che il segnale proveniente dall’antenna di casa. Dopo tutti questi anni il servizio si è rinnovato ed ha cambiato nome, assumendo ora la denominazione di Raiplay ed è raggiungibile all’indirizzo www.raiplay.it. La logica di funzionamento è pressoché la stessa; la pagina iniziale presenta una lista dei contenuti disponibili suddivisi per categoria, mentre navigando nei menù è possibile accedere alle varie categorie singolarmente ed alla pagina Dirette, dove è possibile vedere in diretta tutti i canali RAI, con un piccolo ritardo rispetto al segnale dell’antenna (forse una quindicina di secondi). Nella pagina Guida TV/Replay è possibile consultare la guida dei programmi TV per i 7 giorni precedenti e successivi alla data odierna; il servizio replay permette inoltre di rivedere (quasi) tutti i programmi che sono stati trasmessi nel ultimi 7 giorni sui canali RAI (a differenza del catalogo principale che contiene solo alcune trasmissioni).

E’ stato anche introdotto il supporto per le smart TV tramite l’app Raiplay, che permette di vedere le trasmissioni in streaming sul televisore di casa anziché sul computer.

Acquisto TV su mediaworld.it, qualche dritta

Ho recentemente acquistato un (bellissimo) televisore Samsung KS7500 da 43 pollici dal sito di Mediaworld, ed in questo articolo ho raccolto alcune dritte riguardo il pagamento e la spedizione nel caso in cui foste interessati ad effettuare un acquisto simile:

  • Mediaworld online non ha niente a che fare con i negozi fisici. Ovviamente non si tratta di due aziende diverse ma operano come se lo fossero: se avete un qualsiasi problema col prodotto che avete acquistato online i vostri riferimenti saranno esclusivamente online o telefonici, non il negozio; nel caso in cui vogliate esercitare il diritto di recesso o se fosse necessaria una sostituzione in garanzia, non dovrete portare il prodotto in negozio ma rispedirlo indietro tramite il corriere. Allo stesso modo, anche se viene offerta l’opzione del ritiro in negozio per gli oggetti più piccoli, i prodotti ingombranti (elettrodomestici, condizionatori e televisori da più di 32 pollici) non possono essere ritirati in negozio.
  • Il pagamento con carta di credito è ovviamente istantaneo, ma in alcuni casi, e non ci è dato sapere quali, Mediaworld si riserva il diritto di effettuare quella che chiamano una “verifica di genuinità” sulla carta di credito; questo procedimento può allungare i tempi anche di 2/3 giorni ed è bene esserne al corrente nel caso in cui abbiate necessità di ricevere l’oggetto entro una data specifica.
  • Mediaworld si appoggia a diversi corrieri, e nel caso di elettrodomestici di grandi dimensioni, condizionatori e televisori superiori ai 32 pollici la spedizione può essere affidata, come nel mio caso, al corriere CEVA Logistics. Da quello che ho capito non si tratta di un corriere vero e proprio, ma di un “gestore” della spedizione, che poi a suo volta si appoggia ad altri corrieri per la consegna fisica del bene. Nel mio caso CEVA Logistics ha mandato la televisione da Melzo (MI) al corriere TBS Srl, con magazzino ad Albavilla (CO), stando a quanto mi è stato riferito.
  • Il corriere che consegna il prodotto si metterà in contatto con voi per stabilire giorno ed orario della consegna. Purtroppo nel mio caso il corriere (TBS) non sembrava avere grandi capacità di pianificazione, l’unica modalità era quella del “ti chiamo oggi per la consegna domani, se domani non ci sei ci risentiamo quando saremo di nuovo in zona”, quindi attenzione al fatto che se vivete in un paesino potrebbero non effettuare consegne ogni giorno (o ogni settimana). Mettersi in contatto direttamente con TBS per effettuare un sollecito è stato praticamente impossibile e, quando possibile, inconcludente; è tuttavia possibile chiamare CEVA Logistics ed effettuare un sollecito tramite loro. Il contatto telefonico di CEVA lo si può trovare nella scheda ordine sul sito di Mediaworld, nella sezione che permette di effettuare il tracking della spedizione.

Università in Inghilterra: domande inviate in ritardo, UCAS Extra e Clearing

Articolo aggiornato il 21/01/2017

Il 15 gennaio, pochi giorni fa, era l’ultimo giorno utile per presentare domanda d’iscrizione alle università inglesi tramite UCAS (per quasi tutti i corsi). La scadenza era a mezzanotte ora inglese, quindi l’una di mattina italiana del 16 gennaio. Cosa succede se per qualsiasi motivo non siete riusciti ad inoltrare la domada d’iscrizione in tempo?

Non disperate, non tutte le speranze sono perse. Le domande inviate in ritardo, e qui anche un solo minuto di ritardo può fare la differenza, acquisiscono una priorità secondaria rispetto alle altre. Questo significa che le università non sono tenute a prendere in considerazione la vostra domanda (cosa che avviene invece con le altre), e potrà scegliere se farlo o meno a seconda delle proprie necessità. Ad esempio nel caso di corsi a numero chiuso che si sono già riempiti o di corsi od università particolarmente prestigiose potrebbe essere difficile ricevere un responso positivo, ma in tutti gli altri casi ci sono buone possibilità che la domanda venga visionata e che riceviate una qualche offerta.

Nel caso in cui vogliate presentare la vostra domanda veramente tardi, o se non ricevete alcuna proposta che vi soddisfa, ci sono Extra e Clearing a venirvi in soccorso.

Extra

La fase chiamata Extra, che quest’anno apre il 25 febbraio, è stata pensata per coloro i quali non ricevono alcuna offerta dalle università indicate nella domanda d’iscrizione, oppure per chi decide di rifiutare ogni offerta ricevuta. Questo processo permette di selezionare un altro corso al quale si è interessati (ma non tutti i corsi sono disponibili in questa fase); è possibile selezionare solamente un corso per volta e, nel caso in cui non si riceva un’offerta entro 21 giorni oppure se la risposta è negativa, se ne può selezionare un altro. E’ necessario (o comunque una buona idea) mettersi preventivamente in contatto con l’università per verificare che possano prendere in considerazione la vostra domanda, così evitate di perdere tempo.

Clearing

Rientrano nel cosiddetto Clearing le domande ricevute a partire dal mese di luglio (controllare sempre la data esatta sul sito UCAS!), dopo che si è chiusa la fase Extra descritta sopra. Clearing è il processo tramite il quale le università riempiono gli ultimi posti rimasti (lasciati liberi, ad esempio, da coloro i quali non hanno ricevuto voti abbastanza alti agli esami per poter entrare). La lista dei posti disponibili è pubblicata sul sito di UCAS ed è necessario mettersi in contatto preventivamente con l’università per verificare che siano disponibili a considerare la vostra domanda. Notare che durante il Clearing potete anche fare nuovamente domanda alla stessa università dove precedentemente vi hanno dato una risposta negativa (anche se non so quanto senso possa avere).

Trio Mandili, una ventata d’aria fresca dalla Georgia

Inauguriamo questo 2017 con un articolo a tema musicale per gli appassionati di musica folk, ecco una perla, una ventata d’aria fresca in diretta dalla Georgia: il Trio Mandili!

Il Trio Mandili nacque quasi per caso nel 2014 quando tre ragazze, forse annoiate, iniziarono a registrare un video mentre passeggiavano cantando lungo una strada di montagna, per poi caricarlo su YouTube. Persone da tutto il mondo hanno cominciato ad ascoltarlo, commentarlo e condividerlo, principalmente esprimendo curiosità e volontà di saperne di più. Del video colpisce in particolare, oltre alla musica in sé, il sentimento di spensieratezza e spontaneità che le tre ragazze riescono ad esprimere. Come loro stesse hanno dichiarato, non si aspettavano di ricevere una risonanza mediatica così grande, soprattutto al di fuori del loro Paese.

Sono ormai passati più di due anni da quando il Trio Mandili caricò il primo video, e da allora molti altri video e musiche hanno fatto la loro comparsa, in alcuni dei quali le ragazze portano vestiti ed indumenti tradizionali, come il cappello caucasico in lana di pecora. Oltre ai video, sul loro sito è in vendita anche il loro primo album “With Love”.

Il Trio Mandili è attualmente composto da Irina Midelauri, Tatia Mgeladze e Tako Tsiklauri, ed il suo nome deriva dal mandili, un velo che secondo la tradizione georgiana le donne lanciavano a terra per riappacificare due uomini che stavano lottando.

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Come fare: la tabella dei commenti nel database di WordPress si è corrotta

Tra le varie cose che ogni tanto succedono a questo blog e di cui, talvolta con enorme ritardo, mi accorgo, stavolta è capitata la seguente: le tabelle wp_comments e wp_commentmeta nel database mysql collegato al blog si erano corrotte.

Il problema si manifestava nei modi seguenti:

  • nessun commento visibile in alcun articolo, o nella pagina commenti della bacheca;
  • nonostante questo, il counter dei commenti alla fine di ogni articolo mostrava il numero giusto;
  • impossibilità di inserire un nuovo commento, con la visualizzazione del seguente errore: “Catchable fatal error: Object of class WP_Error could not be converted to string“;
  • nella pagina di gestione del database mysql, le tabelle wp_comments e wp_commentmeta appaiono etichettate come “in use“, ma non è possibile visualizzarne i contenuti o modificarne la struttura, con la visualizzazione del messaggio “Table marked as crashed“.

La soluzione consiste nell’effettuare un repair manuale delle tabelle corrotte. Prima di procedere consiglio di effettuare un backup delle tabelle stesse nel caso in cui qualcosa andasse storto (ed effettivamente il backup si riesce a fare, il file sql che ho scaricato sul mio computer era di circa 10 MB). Successivamente si può procedere al repair manuale eseguendo il comando “table repair nometabella;“; nel mio caso ho potuto farlo dal pannello di gestione del database, ma credo che, se si ha accesso a phpMyAdmin per il sito, esista una funzione per eseguire questa operazione senza dover ricorrere alla riga di comando.

Come fare: ottenere la cittadinanza inglese per naturalizzazione

Visiti le recenti notizie riguardanti l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, immagino che molti italiani che vivono e lavorano nella perfida Albione si siano quantomeno posti la domanda: ed ora che succede? La risposta è che non si sa, ma se avete vissuto in Inghilterra per un tempo sufficientemente lungo ottenere la cittadinanza o almeno una carta che provi il vostro stato di “residente permanente” possa aiutare in futuro. Spero che questo articolo possa chiarirvi, almeno in parte, le idee.

Cosa succede ora?

Niente. Nel referendum del 23 giugno 2016 il popolo britannico ha votato, seppur con una maggioranza molto risicata, di uscire dall’Unione Europea. Nonostante si tratti di un referendum consultivo, quindi senza alcun obbligo da parte del governo di mettere in atto alcunché, dal punto di vista politico sarebbe un suicidio per il governo ignorare il voto e fare finta di niente. Come è stato più volte detto dall’ex primo ministro David Cameron durante la campagna per il referendum, non ci sarebbe stata un’altra chance per cambiarne l’esito. Secondo me, quindi, meglio abbandonare ogni speranza che la decisione venga revocata: il Regno Unito uscirà dall’UE.

La procedura di uscita di uno Stato membro dall’Unione Europea è lunga e non è definita nei dettagli, anche perché non è mai stata utilizzata prima. Per avviare formalmente il processo, il governo inglese (o il parlamento, ancora non si sono decisi) deve invocare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona; una volta fatto questo inizierà un periodo della durata minima di due anni durante il quale il Regno Unito cercherà di raggiungere un accordo con l’Unione Europea sulle condizioni vere e proprie (economiche, politiche, ecc.) che saranno in essere una volta che il procedimento si sarà compiuto. Queste contrattazioni riguarderanno vari aspetti, tra cui anche la permanenza o meno dell’Inghilterra nel mercato unico europeo e soprattutto la libertà di movimento delle persone, principio europeo fondamentale. Ogni tipo di accordo, come da tradizione in salsa UE, dovrà essere accettato in modo unanime da tutti gli Stati membri. Questa contrattazione sarà proprio la parte più difficile, visto che l’Inghilterra cercherà di farsi i comodi suoi, come ha sempre fatto (ad esempio cercando di rimanere nel mercato unico senza però riconoscere la libertà di movimento delle persone), e dallo schieramento opposto gli Stati membri, alcuni in particolare come Francia, Spagna ed alcuni stati dell’est Europa, faranno di tutto per ostacolare qualsiasi tipo di concessione al Regno Unito, un po’ per “fargliela pagare”. Nel caso in cui, allo scadere dei due anni di tempo, non si sia ancora raggiungo un accordo, le scadenze possono essere prorogate sempre con l’accordo unanime degli stati membri. Continua a leggere »

Il trenino rosso del Bernina: come organizzare il viaggio

Di recente sono stato a fare un gita sul suggestivo trenino rosso del Bernina, ed ho pensato di scrivere questo breve articolo per dare alcuni consigli organizzativi a chi volesse organizzare una gita simile.

La ferrovia del Bernina, dal 2008 patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, collega Tirano (in Valtellina) con Sankt Moritz (Svizzera) attraverso il passo del Bernina, ed è stata costruita tra il 1908 ed il 1910. Si tratta di una ferrovia alimentata a corrente continua ad 1 kV a scartamento ridotto (1 metro) per rendere possibile la realizzazione di curve più strette riducendo al minimo l’attrito.

Nel mio caso la gita è stata organizzata in una sola giornata, con un pernottamento in zona la notte precedente e quella successiva. Il luogo più adatto per pernottare è ovviamente Tirano, ma se volete risparmiare qualcosa si trovano moltissimi posti nelle vicinanze, a 10/15 minuti di macchina dalla stazione di Tirano. Nel mio caso ho soggiornato alla Locanda e Trattoria Altavilla a Bianzone e, se vi accontentate di una stanza semplice e senza fronzoli, non posso fare altro che consigliarla anche a voi per il personale gentile, la vista sulla vallata e soprattutto per l’ottimo ristorante.

Per la gita vera e propria esistono due opzioni: prendere il Bernina Express oppure il treno regionale. Va detto che la vera Bernina experience andrebbe fatta con il Bernina Express, ma io ho preferito il treno regionale per i seguenti motivi: Continua a leggere »

Guidare una macchina italiana in Inghilterra

articolo aggiornato al 17/02/2016

Visto l’interesse che ha suscitato l’articolo sul viaggio in macchina dall’Italia all’Inghilterra, ho pensato di scriverne un altro con cui chiarire alcune domande sul portare ed usare un’automobile italiana nel Regno Unito.

E’ permesso tenere una macchina con targa italiana in Inghilterra?

Tutte le informazioni al riguardo si possono trovare sul sito gov.uk, in questa pagina. In italiano, riassumendo, è possibile tenere una macchina con targa estera in Inghilterra per un periodo massimo di 6 mesi negli ultimi 12 mesi (182 giorni negli ultimi 365 giorni), a patto di non essere residenti nel Regno Unito (quindi per turismo od impieghi temporanei, ad esempio). Questo significa che se si porta la macchina ad inizio febbraio, la si tiene qui sino a fine maggio (4 mesi) programmando di ritornare successivamente, rimarranno a disposizione solo due mesi fino a febbraio dell’anno successivo per non eccedere i 6 mesi disponibili. Nel caso in cui si venisse fermati dalla polizia per un controllo, bisogna essere in grado di dimostrare che questa limitazione è stata rispettata mostrando il biglietto di ingresso nel Regno Unito (traghetto o treno con auto al seguito). “Tradizionalmente” si dice che sia sufficiente comprare un biglietto di sola andata con auto dalla Francia all’Inghilterra per fingere di essere arrivati in un secondo momento e garantirsi altri 6 mesi di permanenza, e farlo ogni 6 mesi per tenere qui la macchina per un periodo di tempo indefinito, ma questo non corrisponde alle regole. Al momento la polizia non ha accesso al database di veicoli che sono entrati ed usciti dal Regno Unito (almeno non un accesso diretto), e potrebbero quindi avere difficoltà a verificare la veridicità delle dichiarazioni del guidatore riguardo date di ingresso ed uscita dal Paese. Negli anni passati, in alcune città sono state sperimentate iniziative che permettevano alla polizia di avere accesso a suddetto database in modo da semplificare i controlli, ma da quello che leggo sembrano essere state tutte iniziative di durata limitata. Continua a leggere »

Come fare: una finestra di Firefox non accetta più input da tastiera

Problema: è da qualche mese che, apparentemente senza motivo ed in modo casuale, Firefox smette di accettare qualsiasi input da tastiera. Questo include ogni parte della finestra, che sia un form da compilare all’interno del sito che si sta visualizzando (in una qualsiasi scheda aperta nella finestra), la barra dell’indirizzo e quella della ricerca, anche le scorciatoie da tastiera sono bloccate. Ogni volta che si presenta il problema è un’unica finestra ad essere interessata, altre finestre aperte (o elementi che vengono riconosciuti come finestre separate, come ad esempio la finestra di stampa) non sono soggette al problema.

Avevo notato che il problema era connesso alla visualizzazione di contenuti multimediali (filmati, in particolare), ed un po’ di ricerca in internet e di sperimentazione mi hanno permesso di capire che il problema è legato ad un plugin di riproduzione video (Flash, a quanto pare, ma potrebbe essere anche un qualsiasi altro plugin), che “si aggancia” agli input della tastiera e non li “rilascia” al browser. Questo si verifica quando si clicca su di una scheda contenente il plugin e la si trascina all’esterno della finestra affinché la stessa venga aperta in una nuova finestra. Il risultato di questa azione è che il plugin “ruba” l’input da tastiera alla finestra di origine, mentre la nuova finestra aperta non ha problemi. Chiedo venia se questa spiegazione non è molto tecnica o professionale, ma è tutto quello che ci ho capito. Continua a leggere »

Il referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea

In questo periodo uno degli argomenti più affrontati in televisione e sui giornali in Inghilterra è la potenziale uscita del Regno Unito dall’Unione Europea (anche chiamata Brexit). Entro il 2017 verrà organizzato un referendum per chiedere alla popolazione di esprimere la propria preferenza al riguardo, come promesso dall’attuale primo ministro David Cameron nel suo programma elettorale per le elezioni politiche del 2015.

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Perché uscire dall’Unione Europea?

Il motivo principale che spinge gli inglesi a voler uscire dall’UE è il problema dell’immigrazione fuori controllo, sia da parte dei membri dell’Unione Europea che non (pratica comune sembrerebbe essere quella di ottenere un passaporto europeo in un altro Stato per poi usufruire della libertà di movimento all’interno dell’Unione). Questo problema si è ovviamente inasprito negli ultimi anni facendo aumentare il supporto per i partiti pro-Brexit. Connesso al problema dell’immigrazione c’è quello della disoccupazione e delle spese pubbliche per supportare economicamente gli immigrati (mediante sussidi di disoccupazione, ad esempio). Anche il marcato nazionalismo dell’inglese medio, desideroso di riottenere la completa sovranità del parlamento inglese, insieme alla visione distorta di un’Europa che prende soldi e non ne da indietro, contribuiscono. Continua a leggere »

Come si fa: la funzione di trackpad per tastiera su iPhone 6s a volte non funziona

Una delle novità introdotte da Apple sul nuovo iPhone 6s/6s Plus è il 3D touch (o force touch, come viene chiamato sui portatili e sull’Apple Watch). Questa tecnologia si basa sulla presenza di un sensore di pressione di tipo capacitivo posizionato sotto al vetro di protezione dello schermo, il quale è in grado di misurare la forza con cui le nostre dita premono sullo schermo. Oltre ad usare il touchscreen come siamo sempre stati abituati, abbiamo ora la possibilità di premere con più forza su un pulsante o un oggetto per avere accesso ad altri comandi in modo rapido. Ad esempio, cliccando con forza su un indirizzo internet, si aprirà una finestra che ci mostra in anteprima il contenuto della pagina, oppure se clicchiamo su un elemento della galleria fotografica possiamo vedere in anteprima la fotografia senza bisogno di aprirla. Un’altra funzione associata al 3D touch, che trovo particolarmente utile mentre si sta scrivendo un messaggio e magari si vuole apportare una correzione in mezzo al testo, è la possibilità di cliccare con forza sulla tastiera visualizzata a schermo; questo farà sparire le lettere e trasformerà la zona dedicata alla tastiera in un trackpad. In questo modo, continuando ad esercitare pressione sullo schermo, possiamo posizionare il cursore all’interno del testo semplicemente muovendo il dito. Inoltre, dopo aver posizionato il cursore, possiamo aumentare leggermente la pressione del dito per selezionare una o più parole adiacenti.

Ci sono tuttavia delle situazioni in cui questa funzionalità non sembra attivarsi, e quando andiamo a premere con il dito sulla tastiera per usare la funzionalità di trackpad, la tastiera rimane attiva e questo risulta nella digitazione di lettere non volute. In realtà questo non è un difetto, bensì una caratteristica volutamente inserita da Apple per evitare il fenomeno opposto, ovvero che durante la digitazione un tocco più deciso su una lettera attivi il trackpad e ci impedisca di inserire la lettera voluta. Troviamo funzionalità analoghe in altri contesti: ad esempio se durante la digitazione premiamo accidentalmente sul microfono per la dettatura anziché sulla barra spaziatrice il sistema inserirà comunque uno spazio. La soluzione è molto semplice e consiste nello smettere di scrivere ed aspettare una frazione di secondo affinché il sistema operativo si renda conto che la digitazione è finita; a questo punto il trackpad è nuovamente attivabile.