Previsioni meteo in Italia: qual è il sito più affidabile?

Quando ci apprestiamo a fare un viaggio, magari una gita della domenica o un giro in bicicletta, la prima cosa che guardiamo (io, almeno) prima ancora di iniziare ad organizzare le cose è il tempo: farà caldo? Ci sarà vento? Ma soprattutto: pioverà? Tra siti internet, app da installare sul telefono e widget vari per consultare le previsioni del tempo abbiamo l’imbarazzo della scelta, ma fra tutte le aziende che forniscono questo servizio, chi ci prende di più?

Con tutte le limitazioni del caso, ho fatto una breve prova empirica della durata di 14 giorni confrontando le previsioni meteo di diversi siti internet con le effettive condizioni meteorologiche a Bolzano, ogni giorno alle 10, alle 15 ed alle 20. In ciascun caso, le condizioni meteo sono state confrontate con le previsioni disponibili uno, due e tre giorni prima. I parametri considerati sono la copertura nuvolosa, la presenza o assenza di precipitazioni e la temperatura (con una tolleranza di ±2˚C). Per ogni previsione corretta viene assegnato un punto, per ogni previsione scorretta non viene assegnato nessun punto. Nel caso in cui non ci sia una previsione disponibile per l’orario richiesto, vengono interpolate le previsioni precedenti e successive (ad esempio, se ci sono le previsioni per le ore 14 e le ore 18, per le ore 15 si considerano delle condizioni meteorologiche a metà strada tra una previsione e l’altra). L’assegnazione dei punti per la copertura nuvolosa avviene in maniera soggettiva guardando fuori dalla finestra e considerando quanto le previsioni siano riuscite a dare un’idea delle condizioni meteorologiche effettive. Continua a leggere »

Come si fa: 6 consigli per usare Tinder

Sì, lo ammetto: per curiosità ho installato Tinder. Non so quanto sia popolare in Italia, ma in Inghilterra quest’app è parecchio conosciuta. Si tratta di un’applicazione, disponibile sia per iOS che per Android, che permette di vedere le fotografie delle altre persone iscritte, decidere se ci piacciono o no e, si verifica un “mi piace” reciproco, le due persone vengono messe in contatto. Le fotografie che ci vengono mostrate vengono scelte in base a certi parametri impostabili, tra cui la distanza della persona dal punto in cui ci troviamo (ottenuta tramite GPS), amici ed interessi in comune. Questi ultimi vengono recuperati da Facebook, ed in effetti serve un account Facebook per poter usare Tinder, ma solamente per fare il login, l’app non posta niente sul vostro profilo.

Il proprio profilo Tinder è personalizzabile scegliendo quali foto inserire (prese dalle foto profilo di Facebook) ed inserendo una descrizione facoltativa. Seguono alcuni consigli…

  1. Non mettete foto con altre 10 persone, che non capisce chi siete;
  2. Scrivete una descrizione, scrivete di come siete e cosa volete… a volte è proprio la descrizione a determinare la differenza;
  3. Impostate le preferenze nel vostro profilo a seconda delle vostre esigenze, è inutile impostare una distanza di 160 km per poi ignorare tutti quelli che non stanno nella stessa città;
  4. Guardate le fotografie, tutte, fotografie diverse rivelano dettagli diversi;
  5. Non mettete il “mi piace” se non avete intenzione di fare una conversazione;
  6. Non iscrivetevi a Tinder se non avete intenzione di fare una conversazione.

Comunque sì, Tinder fa un po’ schifo come principio, è la mortificazione dell’amore, ed è un’esperienza immensamente imbarazzante.

Ordinare foto online in Inghilterra: Photobox

Recentemente mi sono trovato di fronte alla necessità di ordinare delle stampe di fotografie online qui in Inghilterra. Dopo una breve ricerca in internet ho deciso di affidarmi a Photobox, servizio online che oltre alle normali fotografie permette anche di ordinare altri prodotti quali photobook, fototessere, poster, calendari, tazze, biglietti d’auguri ed altro.

La procedura di caricamento delle fotografie è abbastanza intuitiva, anche se ho avuto qualche problema con il caricamento di alcune foto, che ho dovuto ripetere una seconda volta per poi accorgermi che le foto erano già state caricate ma non venivano mostrate. E’ possibile salvare le foto in un album temporaneo che verrà conservato per 30 giorni, oppure salvare degli album che verranno conservati sul server a tempo indeterminato in modo da poterci accedere ed ordinare delle stampe in ogni momento. Il passo successivo permettere di scegliere il formato di stampa, e di impostare in modo più preciso il formato di stampa di ogni foto, eventualmente scegliendo di stampare solamente una parte di un foto e, nel caso in cui il formato di stampa e quello della foto siano diversi, di scegliere se stampare la foto con i bordi oppure se tagliarne una parte per riempire completamente il formato di destinazione.

Per procedere all’ordinazione è necessario iscriversi al sito, e al momento dell’iscrizione si ricevono 60 crediti in omaggio. Ogni elemento ordinato dal sito costa un determinato numero di crediti, io ho potuto ordinare la stampa di 60 fotografie pagando solamente il costo di spedizione (2,99£). I tempi di spedizione sono stati estremamente rapidi (foto ordinate giovedì sera, stampate e spedite venerdì, recapitate sabato), le stampe di alta qualità ed il packaging di tutto rispetto (foto inserite in due contenitori di plastica semirigida).

Come si fa: evitare che Excel riconosca automaticamente una formula

Microsoft Excel, credendosi particolarmente intelligente, riconosce automaticamente quando l’utente sta cercando di inserire una formula matematica in una cella, magari dimenticandosi di anteporre il segno ‘=’ prima della formula. Il problema nasce quando si vuole inserire una stringa di testo che inizia con il segno uguale (=) o magari con il segno ‘più’ o ‘meno’, in quanto Excel si ostina a voler inserire una formula quando invece ciò che vogliamo scrivere è una stringa di testo.

Per risolvere questo problema esiste un carattere speciale che dice ad Excel che quella che stiamo scrivendo non è una formula: l’apostrofo ‘ .

Ad esempio, se vogliamo scrivere in una cella il testo “- 5 euro”, Excel, vedendo che ciò che scriviamo inizia con il segno meno, lo riconoscerà come formula e ci mostrerà un messaggio di errore avvertendoci che la formula non è formattata correttamente. Anteponendo l’apostrofo al segno meno, quindi ” ‘- 5 euro “, Excel saprà che il segno meno non indica una formula e quindi si limiterà ad accettare il testo come l’abbiamo scritto noi, ovviamente senza mostrare l’apostrofo.

Le differenze tra easyJet e Ryanair

Easyjet e Ryanair sono le due compagnie aeree low-cost che dominano il mercato in Europa. Nonostante prima dell’avvento delle low-cost nessuno credeva che questo potesse succedere per davvero, ora queste due compagnie messe insieme detengono più del 50% in termini di passeggeri trasportati a livello europeo. Questo articolo vuole prima di tutto spiegare cos’è una compagnia aerea low-cost e fornire un’analisi imparziale di come easyJet e Ryanair interpretino in modo differente questo modello di business.

Una compagnia aerea low-cost, per definizione, offre ai passeggeri la possibilità di viaggiare ad un prezzo sensibilmente inferiore rispetto alle compagnie aeree tradizionali, quali ad esempio British Airways, Alitalia o Lufthansa. Per poter offrire prezzi più bassi, il modello di business di una low-cost è tipicamente basato sui seguenti principi:

  • Flotte composte da un singolo tipo di aereo (ad esempio il Boeing 737-800 per Ryanair), per ridurre i costi del training e della manutenzione) e per ottenere potenzialmente degli sconti al momento di acquistare nuovi aerei vista la grande quantità di ordini;
  • Aerei allestiti per una singola classe di viaggio (niente business o prima classe), per cercare di trasportare più passeggeri possibili e semplificare la gestione della compagnia;
  • Intensa utilizzazione della flotta, gli aerei iniziano a volare presto la mattina e finiscono di volare tardi la sera, poiché ogni aereo rappresenta un mancato profitto quando non sta volando; per lo stesso motivo i tempi di turn-around, ovvero il tempo che l’aereo trascorre al gate tra un volo e l’altro, sono ridotti al minimo necessario;
  • Preferenza per gli aeroporti secondari (ad esempio, Bergamo per Milano e Treviso per Venezia), in quanto meno costosi per la compagnia aerea;
  • Internet come principale mezzo di comunicazione con i passeggeri: i biglietti si comprano in internet, il check-in si fa in internet, l’assistenza si ottiene in internet;
  • Nessun extra incluso nella tariffa, niente cibo a bordo (se lo si vuole bisogna pagarlo), niente valigia da imbarcare (se la si vuole bisogna pagarla), e anche quando di imbarca la valigia il peso ammesso è ridotto rispetto alle altre compagnie e gli eventuali chili in eccesso… bisogna pagarli; in effetti è proprio dalla vendita di questi extra che le compagnie low-cost traggono gran parte del proprio profitto.

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Perché pilotare un aereo (piccolo) non è facile

La mia limitata esperienza a pilotare un Cessna 182 mi ha insegnato le seguenti cose:

  1. L’aereo non rimane mai dove lo metti: è sempre un po’ fuori trim, è sempre un po’ sbilanciato e inizia lentamente a salire e a virare senza che te ne accorgi, e se non continui a controllare gli strumenti dopo un po’ ti ritrovi nel posto sbagliato senza sapere dove sei;
  2. Nel cielo ci sono altri aerei: nel volo a vista (VFR) bisogna vederli, seguirli e non andarci contro… facile in teoria, ma se sai che ce n’è uno, inizi a cercarlo e non lo trovi, vieni distratto da tutte le altre cose che dovresti fare nel frattempo;
  3. Se non sai quello che stai facendo, ci si perde: se una strada va da A a B, bene o male sai sempre dove ti trovi a grandi linee, in cielo non è così;
  4. Se c’è un problema “mi fermo un attimo” non è un’opzione;
  5. La radio continua a parlare e bisogna ascoltarla, anche mentre si sta parlando con qualcun altro o si stanno facendo altre cose;
  6. Se in volo c’è un momento in cui non stai facendo niente e hai il tempo di pensare “però, che bella vista”, significa che ti stai dimenticando di fare qualcosa di più importante;
  7. Mentre si vola bisogna sempre “pensare in avanti” ed essere pronti a quello che si farà dopo, rimanere mentalmente indietro rispetto a quello che sta facendo l’aereo è il primo passo per perdere il controllo delle cose.

Ma in fondo… si tratta solo di accumulare esperienza e di farci un po’ la mano, un po’ come quando si impara a guidare la macchina :)

Come si fa: screenshot di pagine web da Firefox

Uno dei grandi pregi di Firefox è l’infinita quantità di plugin disponibili. Installando i plugin che desideriamo, è possibile estendere le funzionalità del browser per soddisfare qualche necessità particolare che possiamo avere. Particolarmente utili risultano i plugin dedicati agli sviluppatori web, che li aiutano ad analizzare la struttura della pagina e a fare modifiche “al volo” al codice per verificarne l’effetto.

Esistono comunque tanti plugin di interesse generale, ad esempio quelli per fare degli screenshot delle pagine web che stiamo visitando, ovvero, detto in parole povere, salvare la pagina web come immagine sul proprio computer.

Cercando in internet si trova un’infinità di plugin adatti a questo scopo, ma in particolare voglio segnalarvene due: Nimbus Screen Capture e Awesome Screenshot. Tra le caratteristiche che entrambi possiedono troviamo:

  • Screenshot di tutta la pagina web aperta;
  • Screenshot della parte visibile della pagina web aperta;
  • Screenshot di un’area selezionabile con il mouse sulla pagina web aperta;
  • Possibilità di modificare le immagini aggiungendo elementi grafici quali testo, linee, forme e disegno a mano libera;
  • Possibilità di caricare il file creato in internet in modo da renderlo accessibile da altri computer o da altre persone;
  • Possibilità di salvare il file come immagine o di copiarlo negli appunti.
Nimbus Screen Capture 1

La schermata di editing di Nimbus Screen Capture

Nimbus Screen Capture 2

La schermata di esportazione di Nimbus Screen Capture

Personalmente vi consiglio Nimbus Screen Capture ma si tratta semplicemente di una preferenze personale. Entrambi i plugin sono affidabili ed hanno più o meno le stesse funzionalità. Vi assicuro che non potete rendervi conto di quanto siano utili finché non inizierete ad usarli.

La bufala delle scie chimiche

Tutte le persone che lavorano nel settore, i comandanti che in aviazione ci hanno passato tutta la vita, chi gli aerei li progetta, chi li assembla, chi li testa. Possibile che non ci sia mai stato un Julian Assange della situazione che si sia ribellato al complotto e che abbia fatto trapelare una qualche informazione compromettente? Possibile che negli aerei ci siano serbatoi segreti della capacità di tonnellate senza che nessuno sappia dove siano? Senza che ci sia un interruttore, un sistema, un circuito documentato in un manuale qualsiasi per azionare le relative valvole? Nel mondo degli aerei di linea tutto si svolge sotto la luce del sole, sotto gli occhi di migliaia di passeggeri e centinaia di staff di terra. Possibile che nessuno abbia mai visto un’autocisterna connessa all’aereo per rifornirlo di qualcosa di diverso dal carburante? Possibile che si possano caricare tonnellate di liquido in un aereo senza che nessuno se ne accorga?

Chi di aviazione ne sa qualcosa (e chi difende le scie chimiche ne sa poco) dovrebbe anche sapere che quando un aereo sta in aria è come se fosse in equilibrio: non ci sono le ruote a tenerlo in piedi. Il peso deve essere distribuito in maniera tale che l’aereo rimanga stabile e controllabile in ogni fase del volo. Per raggiungere questo obiettivo i piloti fanno precisi calcoli sulla distribuzione della massa nell’aereo, determinando in che modo vada sistemato il cargo nella stiva, dove far sedere i passeggeri e in quali serbatoi caricare il carburante e da quali serbatoi attingerlo ed in quale ordine. Sugli aerei più piccoli può anche essere necessario far spostare i passeggeri a mano a mano che viene consumato il carburante per assicurare la stabilità dell’aereo. Com’è possibile che tonnellate di materiale vengano scaricate nell’atmosfera senza che gli effetti sulla stabilità dell’aeromobile vengano presi in considerazione? Per la cronaca… questo è quello che succede ad un aereo quando il peso non è distribuito in modo appropriato:

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Un posto lassù

C’è un posto lassù, sopra le nuvole. C’è un posto dove non piove mai, dove fa freddo ma non importa, dove il vento è forte ma non ti scompiglia i capelli. Dove l’azzurro del cielo intorno a te è così profondo da fare impressione. E’ un posto dove i pensieri non ti seguono, loro rimangono giù. Lassù c’è un posto dove anche nelle peggiori giornate d’inverno il sole non smette mai di splendere. Così forte che ti fanno male gli occhi. Un posto da dove tutti dovrebbero passare prima o poi. Dovresti venirci anche tu una volta, almeno per poter dire di aver provato. Io t’aspetto lì.

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Gli occhi si aprono, si guardano intorno alla ricerca di qualcosa che sembravano vedere fino a poco prima ma che non trovano più. Eppure non può essere andato lontano. Ti alzi dal letto senza averne un motivo, ti aggrappi a quei pezzi di vita che cercano invano di ricordarti che in realtà è tutto come prima. Manca un pezzo di te stesso, un pezzo che neanche sapevi di avere, forse perché stava sotto tutti gli altri. Stai scendendo lentamente, in quel pozzo che tu stesso stai scavando e che per mesi hai scavato senza nemmeno accorgertene, troppo cieco, troppo sordo. Scendi urlando, ma chi può sentire non ascolta.

E allora si aspetta, finché durerà, finché sarà necessario, perché quel pezzo torni dov’era. Si aspetta non si sa cosa, non si sa per quanto, o forse sì e semplicemente non si ha il coraggio di dirlo.

I viaggi che nutrono l’anima

I viaggi che nutrono l’anima sono quei viaggi lenti, in cui ci si prende tutto il tempo che è necessario. Sono i viaggi che lasciano il tempo di riflettere sulle cose, oppure di perdersi guardando le luci passare veloci fuori dal finestrino, magari solamente con una vaga idea di dove ci si trovi. I viaggi che nutrono l’anima sono quando i tuoi compagni di viaggio improvvisati ti raccontano un po’ di loro stessi e dopo 10 minuti ci parli come se li conoscessi da sempre. C’era la ragazza di famiglia metà italiana e metà francese, che dopo aver passato una settimana sulla riviera adriatica aspettava il treno in ritardo per tornare a Parigi, dove il giorno dopo sarebbe tornata al lavoro, in un’agenzia di viaggi. C’era la signora diretta a Taormina che attraversando lo stretto di Messina si ricordava di quando lo faceva da piccola, e si assicurò di farmi salutare la madonnina entrando nel porto. C’era il ragazzo di Napoli che a notte inoltrata tornava a Verona, dove aveva trovato lavoro, dopo aver passato il weekend insieme alla sua ragazza. C’era il vecchio signore che tanti anni prima aveva aperto un ristorante a Genova, che ti disse: “Non credere mai a quello che ti raccontano sulla Sicilia, bisogna venire a vederla con i propri occhi”. C’era il capotreno che, dopo aver detto “adesso guarda quello”, chiudendo le porte del treno fece credere ad un tipo di essere rimasto chiuso fuori, ma il treno ancora non doveva partire. Ma soprattutto c’era un insegnante di scuola elementare di cui, nonostante le parole scambiate fossero state poche, non dimenticherai mai l’umiltà dello sguardo.

I viaggi che nutrono l’anima sono quei viaggi che sono parte integrante della vacanza, se non la vacanza stessa. Sono quei viaggi in cui scopri un po’ di te stesso. Lasciamo stare l’alta velocità, lasciamo stare la fretta e i ritardi. Nei viaggi veri non esistono ritardi… perché tardi non è mai.

siracusa

Il profumo

I profumi svelano tanti aspetti nascosti delle persone, aspetti che altrimenti potrebbero non essere così ovvi. Se si entra in casa di qualcuno e c’è profumo di libri, profumo di fiori, profumo di torta al cioccolato, già sappiamo qualcosa in più su di loro.

I profumi rievocano ricordi. Anche un profumo che non sentivamo da mesi, o anni, quando lo risentiamo può riportare alla memoria sensazioni che si credevano dimenticate in modo incredibilmente vivido. Ma oltre a rievocare il passato, un profumo può imprimersi nel presente o stimolare l’immaginazione del futuro. Sulla base di un profumo si può iniziare a fantasticare su scenari inesistenti e che mai esisteranno.

Ci sono profumi che sentiremmo a decine di metri di distanza, che non confonderemmo mai con nient’altro, e poi ci sono profumi più ovvi, scontati, a cui non facciamo caso. Ci sono profumi che rimangono per giorni e giorni, e profumi che dopo poche ore già non si sentono più. Ci sono profumi profondi, potenti, di quelli che non puoi ignorare, e profumi anonimi che non si distinguono. I profumi cambiano, nel tempo. Un profumo appena spruzzato non ha mai lo stesso odore dopo qualche ora. Ciò che inizialmente sembra reale, con il tempo lascia posto alla vera sostanza. Forse ci sbagliavamo, forse no.

essènza
L’essere di una cosa; ciò che costituisce la sua sostanza.

Hugo von Hofmannsthal, Die Beiden

Sie trug den Becher in der Hand
– Ihr Kinn und Mund glich seinem Rand –,
So leicht und sicher war ihr Gang,
Kein Tropfen aus dem Becher sprang.

So leicht und fest war seine Hand:
Er ritt auf einem jungen Pferde,
Und mit nachlässiger Gebärde
Erzwang er, daß es zitternd stand.

Jedoch, wenn er aus ihrer Hand
Den leichten Becher nehmen sollte,
So war es beiden allzu schwer:
Denn beide bebten sie so sehr,
Daß keine Hand die andre fand
Und dunkler Wein am Boden rollte.

Hugo von Hofmannsthal

Lei portava il calice nelle mani, lo teneva davanti alle labbra come se stesse per bere. La sua camminata era talmente leggera e sicura che non versò nemmeno una goccia.

Lui, con mano leggera ma sicura, cavalcava un giovane cavallo, e con un gesto noncurante lo fece fermare.

Tuttavia, quando lui provò a prendere il calice dalle mani di lei, nonostante la sua leggerezza nessuno dei due ne fu capace: le mani di entrambi tremavano così tanto che nessuna delle due trovò l’altra, e il vino scuro cadde a terra.

Iscrizione all’università in Inghilterra: i predicted grades

Visto che oramai questo blog sta diventando un piccolo centro informazioni con varia gente interessata a frequentare l’università in Inghilterra che ci orbita intorno, ho pensato che potesse valere la pena di postare questo aggiornamento sui predicted grades.

Come parte della domanda di iscrizione tramite UCAS, si possono indicare quali sono i voti che si prevede di ottenere alla maturità (cosa facoltativa e non necessaria). Fino ad oggi questo poteva essere fatto direttamente dallo studente al momento di compilare la domanda, ma ho appena scoperto che a partire dal 2014 questo non sarà più possibile. Sarà infatti il professore al quale chiederete di scrivere la lettera di referenze (o chi per lui) a doverli inserire nella domanda, insieme al testo che scriveranno su di voi.

Vi ricordo che la lettera di referenze (insieme ai predicted grades) dovrà essere scritta ed inviata entro la data di scadenza, quindi se puntate ad inviare la domanda di iscrizione entro il 15 gennaio assicuratevi di lasciare abbastanza tempo al professore!

Alle persone

Questo è uno di quegli articoli come quelli di una volta, quelli in cui si parla di tutto e di niente, in cui chi vuole intendere intenda, che da tanto tempo non scrivevo.

Questo articolo è dedicato alle persone. Alle persone che sorridono, che ti travolgono con la loro allegria e con essa ti danno un po’ più di voglia di affrontare le giornate no. A chi promuove la dolcezza gratuita e crede che siano le piccole cose a dare un senso a tutto. Alle persone che nonostante vada tutto male ci provano sempre e comunque, e se poi sbagliano impareranno, ma anche a quelle che non imparano un bel niente. Alle persone ansiose, perché è meglio così che essere sfacciati. Alle persone ostinate, perché se si smette ancora prima di cominciare non si arriverà mai da nessuna parte. Alle persone che vengono, alle persone che vanno, ma anche alle persone che decidono di restare, ché alla fine qualcosa succederà, ma soprattutto alle persone che tornano, dopo essersi rese conto che forse non era poi così male.

In effetti, questa è solo un’unica, grande dedica a chi, nel proprio piccolo, rende questo un mondo migliore da vivere.

Grazie.

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