Il referendum sull’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea

In questo periodo uno degli argomenti più affrontati in televisione e sui giornali in Inghilterra è la potenziale uscita del Regno Unito dall’Unione Europea (anche chiamata Brexit). Entro il 2017 verrà organizzato un referendum per chiedere alla popolazione di esprimere la propria preferenza al riguardo, come promesso dall’attuale primo ministro David Cameron nel suo programma elettorale per le elezioni politiche del 2015.

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Perché uscire dall’Unione Europea?

Il motivo principale che spinge gli inglesi a voler uscire dall’UE è il problema dell’immigrazione fuori controllo, sia da parte dei membri dell’Unione Europea che non (pratica comune sembrerebbe essere quella di ottenere un passaporto europeo in un altro Stato per poi usufruire della libertà di movimento all’interno dell’Unione). Questo problema si è ovviamente inasprito negli ultimi anni facendo aumentare il supporto per i partiti pro-Brexit. Connesso al problema dell’immigrazione c’è quello della disoccupazione e delle spese pubbliche per supportare economicamente gli immigrati (mediante sussidi di disoccupazione, ad esempio). Anche il marcato nazionalismo dell’inglese medio, desideroso di riottenere la completa sovranità del parlamento inglese, insieme alla visione distorta di un’Europa che prende soldi e non ne da indietro, contribuiscono. Continua a leggere »

Come si fa: la funzione di trackpad per tastiera su iPhone 6s a volte non funziona

Una delle novità introdotte da Apple sul nuovo iPhone 6s/6s Plus è il 3D touch (o force touch, come viene chiamato sui portatili e sull’Apple Watch). Questa tecnologia si basa sulla presenza di un sensore di pressione di tipo capacitivo posizionato sotto al vetro di protezione dello schermo, il quale è in grado di misurare la forza con cui le nostre dita premono sullo schermo. Oltre ad usare il touchscreen come siamo sempre stati abituati, abbiamo ora la possibilità di premere con più forza su un pulsante o un oggetto per avere accesso ad altri comandi in modo rapido. Ad esempio, cliccando con forza su un indirizzo internet, si aprirà una finestra che ci mostra in anteprima il contenuto della pagina, oppure se clicchiamo su un elemento della galleria fotografica possiamo vedere in anteprima la fotografia senza bisogno di aprirla. Un’altra funzione associata al 3D touch, che trovo particolarmente utile mentre si sta scrivendo un messaggio e magari si vuole apportare una correzione in mezzo al testo, è la possibilità di cliccare con forza sulla tastiera visualizzata a schermo; questo farà sparire le lettere e trasformerà la zona dedicata alla tastiera in un trackpad. In questo modo, continuando ad esercitare pressione sullo schermo, possiamo posizionare il cursore all’interno del testo semplicemente muovendo il dito. Inoltre, dopo aver posizionato il cursore, possiamo aumentare leggermente la pressione del dito per selezionare una o più parole adiacenti.

Ci sono tuttavia delle situazioni in cui questa funzionalità non sembra attivarsi, e quando andiamo a premere con il dito sulla tastiera per usare la funzionalità di trackpad, la tastiera rimane attiva e questo risulta nella digitazione di lettere non volute. In realtà questo non è un difetto, bensì una caratteristica volutamente inserita da Apple per evitare il fenomeno opposto, ovvero che durante la digitazione un tocco più deciso su una lettera attivi il trackpad e ci impedisca di inserire la lettera voluta. Troviamo funzionalità analoghe in altri contesti: ad esempio se durante la digitazione premiamo accidentalmente sul microfono per la dettatura anziché sulla barra spaziatrice il sistema inserirà comunque uno spazio. La soluzione è molto semplice e consiste nello smettere di scrivere ed aspettare una frazione di secondo affinché il sistema operativo si renda conto che la digitazione è finita; a questo punto il trackpad è nuovamente attivabile.

Apre Ciné Museum, il museo del cinema di Bolzano

Venerdì 18 ottobre 2016 apre a Bolzano Ciné Museum, uno spazio espositivo che si prefigge l’obiettivo di raccontare l’ultimo secolo di cinema attraverso una collezione di oggetti che ne hanno fatto parte. Il museo è stato allestito grazie al paziente lavoro di Natalino Bernato, che in passato ha gestito numerose sale in territorio altoatesino e non solo.

Lo spazio espositivo si trova in zona industriale a Bolzano, in via J. Kravogl 8 (clicca qui per visualizzare la mappa), e contiene svariati oggetti tra cui vecchi proiettori a pellicola in vari formati tra cui 35mm e 70 mm, proiettori laser, riavvolgitori di pellicola, proiettori digitali, strumenti per il montaggio di film, schermi, diffusori, e varie altre attrezzature da cinema.

Il museo può essere raggiunto in automobile cercando parcheggio nelle vicinanze, oppure con l’autobus (la linea 6, 111 e 10A/B passano nelle vicinanze) od in treno (10 minuti a piedi dalla stazione di Bolzano Sud).

Al momento non è disponibile un sito internet per il museo, vi rimando alla pagina facebook di Ciné Museum per ulteriori informazioni.

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Università in Inghilterra: serve aiuto per completare la domanda d’iscrizione?

Gennaio si avvicina in fretta, e con esso la scadenza del 15 gennaio per presentare la domanda d’iscrizione ai corsi undergraduate delle università inglesi, tramite UCAS.

Non sempre è facile districarsi tra le varie cose da sbrigare per finalizzare ed inviare la domanda, ad esempio completare i campi della sezione education, farsi scrivere una lettera di referenze da un professore e, cosa in cui la maggior parte delle persone hanno problemi, scrivere un personal statement efficace ed usando la lingua inglese correttamente. Spesso non è chiaro in che modo e quando bisogna inviare i certificati alle università o cosa succeda dopo aver inviato la domanda d’iscrizione.

Questo blog è pieno di informazioni al riguardo, ma se credete di aver ancora bisogno d’aiuto posso (provare a) darvi una mano, tempo permettendo; è sufficiente che mi lasciate un commento sul blog o che mi mandiate un’e-mail usando il form che trovate nella pagina contatti!

Come sempre, se avete trovato utili le informazioni su questo blog ed apprezzate il tempo che ci dedico, e se volete aiutarmi a tenerlo a aperto, potete offrirmi un caffè simbolico cliccando sulla tazza che trovate in fondo ad ogni articolo, o nella barra laterale. Grazie!

Vendere il proprio device Apple usato tramite Trendevice

Come probabilmente si evince dal titolo, questo articolo a chi voglia liberarsi di un device Apple (iPhone, iPad o Apple Watch) che non utilizzano più, magari perché ne hanno acquistato la nuova versione appena uscita oppure semplicemente perché non ne hanno più bisogno. La prima cosa che viene in mente, generalmente, è chiedere ad amici e familiari se sono interessati, ma se nessuno si fa avanti ci sono due possibilità: tenerlo inutilizzato nel cassetto del comodino oppure venderlo online.

Se optate per la seconda esiste un servizio molto comodo ed efficiente, Trendevice. Il sito permette di effettuare una valutazione online del valore del proprio oggetto (in base a dati come il livello di usura/danneggiamento, la dimensione della memoria, se vendiamo o meno il cavo e la scatola originale). Questo processo richiede pochissimo tempo, ad esempio il mio iPhone 5s comprato a gennaio 2014 al momento viene valutato ben 325 euro. Se poi decidiamo di procedere con la vendita, il sito permette di organizzare il ritiro a domicilio tramite corriere e, dopo che avranno verificato l’oggetto arriverà il pagamento tramite bonifico bancario.

Non ho provato di persona questo servizio ma dalle recensioni che ho letto sembra molto affidabile. Ho in programma di comprare un iPhone 6s quando uscirà il prossimo mese, ed è probabile che venda il vecchio telefono tramite Trendevice se non troverò conoscenti interessati. Spero che questa segnalazione vi sia stata utile!

Come si fa: iPhone non sincronizza più iCloud

Poco tempo fa ho avuto un piccolo problema sul mio iPhone 5s: di punto in bianco la sincronizzazione con iCloud ha smesso di funzionare, e nonostante la connessione ad internet, sia wireless che 3G, fosse disponibile il telefono non cercava nemmeno di caricare o scaricare le note, gli appuntamenti del calendario, ecc.

Dopo aver cercato invano di smanettare con le impostazioni di iCloud, cercando di effettuare il logout per poi fare nuovamente il login come suggerito ad alcuni siti internet, ho scoperto che c’era una soluzione altrettanto semplice quanto stupida: spegnere e riaccendere il telefono… a volte funziona per davvero!

500 Internal Server Error e WordPress 4.2.4

Recentemente la versione di WordPress che fa girare questo blog si è automaticamente aggiornata alla 4.2.4. Tutto funzionava normalmente eccetto le pagine di amministrazione, alcune delle quali non venivano visualizzate e producevano l’errore 500 Internal Server Error. Queste pagine erano la pagina di login a wp-admin, la pagina dei plugin installati e di aggiunta di un nuovo plugin. Stranamente, il log di errori del server (Linux, hostato da Aruba) era vuoto.

Una ricerca su Google ha mostrato una serie di possibili soluzioni al problema, tra cui:

  • la rimozione del file .htaccess;
  • l’aumento della memoria php tramite la creazione di file php.ini;
  • un cambio di tema;
  • la rimozione di ogni plugin dalla relativa cartella con la successiva disattivazione automatica di ogni plugin al successivo accesso al pannello di amministrazione.

Nessuna di queste soluzioni mi ha permesso di risolvere completamente il problema. La rimozione dei plugin mi ha permesso di effettuare il login al pannello di amministrazione, ma la pagina per l’installazione di nuovi plugin continuava a generare lo stesso errore. Inoltre, ogni tentativo di riattivare i plugin singolarmente per individuare quello potenzialmente problematico non era possibile in quanto una qualsiasi subfolder presente nella cartella plugins produceva nuovamente l’errore 500.

Alla fine, quasi per caso ho scoperto che la soluzione consisteva nel cambiare la versione php che faceva girare il sito, accedendo al pannello di controllo dell’hosting. Ho cambiato la versione da 5.2.17 ad una 5.3 e tutto si è “magicamente” risolto!

NDR: assicuratevi SEMPRE di avere un backup funzionante del vostro blog..!

Come si fa: trovare il titolo di una canzone su iPhone

Una cosa che in tanti non sanno è che per i possessori di un iPhone è possibile cercare il titolo di una canzone che stanno ascoltando senza dover scaricare alcuna applicazione aggiuntiva. Grazie ad una partnership tra Apple e Shazam è infatti possibile cercare un brano direttamente da Siri, l’assistente personale presente negli iPhone da iOS 6 in poi.

E’ infatti sufficiente richiamare Siri come al solito tenendo premuto il pulsante home, per poi chiedere “trova il titolo di questa canzone“, o una domanda analoga. Siri si metterà ad ascoltare ed in breve tempo vi mostrerà quello che pensa essere il titolo della canzone che state ascoltando!

FutureMe, mandare una lettera al proprio “io” futuro

Uno dei siti simpatici ed un po’ inutili (siamo onesti) che uso di tanto in tanto è FutureMe, un sito che permette mandarsi una lettera, o meglio un’e-mail, nel futuro. Ci si può scrivere un po’ quello che si vuole, ma generalmente ho sempre immaginato che la gente senta il bisogno di scrivere i propri pensieri, sogni, dubbi, paure e le raccomandazioni al proprio “io” futuro. Tutto ciò che serve è un indirizzo e-mail, qualcosa da dire ed una data da scegliere che può essere domani o tra 10 anni!

Per i più volenterosi, alla lettera che stiamo scrivendo si può anche aggiungere una foto scattata con la webcam o rendere pubblico il proprio messaggio sul sito in forma anonima. E per chi non vuole farsi gli affari propri, si possono leggere le lettere pubbliche degli altri.

Scriversi una lettera nel futuro sarà anche una cosa un po’ stupida, ma è sicuramente un buon modo per assicurarsi un sorriso quel giorno vicino o lontano in cui la riceveremo.

Come si fa: iPhoto mostra foto duplicate dall’iPhone

Recentemente ho avuto un piccolo problema con iPhoto: dopo aver collegato l’iPhone per scaricare fotografie e video sul computer, l’applicazione mostrava ogni singola fotografia due volte, mentre sul telefono era ovviamente presente un’unica copia.

In internet ho trovato una soluzione, che non mi sembra essere molto risolutiva ma almeno per me ha funzionato, magari può essere d’aiuto a qualcun altro: con l’iPhone connesso al computer, aprite iPhoto e nel menu a sinistra fate clic destro sul vostro iPhone e selezionate Unmount (o l’equivalente italiano, io ho il computer in inglese). Chiudete iPhoto, staccate l’iPhone dal computer e riconnettetelo.

Alla successiva apertura di iPhoto le fotografie non dovrebbero più essere duplicate.

C’era una volta il punto, e tutto il resto.

C’era una volta, quando andavamo alle elementari e la cosa più difficile da fare nella vita era cercare di capire come fare l’analisi grammaticale o decidere cosa mangiare per merenda; una volta quando ancora internet non si sapeva bene cos’era (erano cose da grandi) e per parlare con gli amici il pomeriggio bisognava telefonare a casa, oppure andare direttamente a citofonargli.

C’erano una volta i temi in classe, tanto temuti alle medie ma che per me divennero, per qualche motivo che non ho mai capito, quasi un piacere in quinta superiore. In fondo bastava saper pesare le parole, scegliere quelle più adatte per esprimere un’idea o un sentimento, scriverle sul foglio una dopo l’altra nell’ordine giusto aggiungendo qua e là qualche segno di punteggiatura a mo’ di condimento. Bastava un minimo di ordine mentale ed il resto veniva da sé, mettendo insieme piccoli mattoncini di parole così facili da creare si potevano trattare argomenti di un certo livello con una facilità disarmante.

Oggi abbiamo computer e cellulari, siamo sempre connessi a tutte le reti immaginabili, abbiamo così tanti modi diversi di comunicare che la comunicazione a volte diventa pure eccessiva e sentiamo il bisogno di spegnere tutto. Abbiamo le spunte di WhatsApp che ci dicono se il messaggio è stato inviato, se è stato recapitato e se è stato letto, possiamo sapere quando il nostro interlocutore è stato online l’ultima volta. “Ti sei collegato ma non hai letto il mio messaggio! Hai letto il mio messaggio ma non hai risposto!” Abbiamo i profili di Facebook da controllare dodicimila volte al giorno, i like da contare per vedere quanto siamo belli, per non parlare poi di quella sensazione di sentire il telefono che vibra in tasca anche quando è tutto il giorno che non ci caga nessuno. Abbiamo le emoticon tra cui scegliere perché altrimenti non si capisce se stiamo scherzando o meno.

E questo nuovo modo di comunicare stravolge anche la lingua, il nostro povero italiano, la lingua più bella del mondo. Ch diventa k, le vocali spariscono, gli apostrofi vengono dimenticati chissà dove. I sorrisi lasciano il posto ad un’alternanza compulsiva di h e di a che tutto ricorda tranne che una risata. Punti di domanda usati senza una domanda, domande scritte senza punto di domanda. I due punti: chi sei li ricorda? E il punto e virgola? Puntini di sospensione a profusione per riempire gli spazi vuoti, a volte sostituiti dalle temibili “virgolette di sospensione”,,,,, Libertà che ci prendiamo in nome di una comunicazione veloce ed immediata, che non conosce tempi di attesa e non conosce distanze. Continua a leggere »

Dall’Italia all’Inghilterra in macchina

Dopo l’avvento delle compagnie aeree low-cost e gli accordi di Schengen, viaggiare da un Paese all’altro in Europa è diventato un gioco da ragazzi alla portata di (quasi) tutti. Tuttavia, a volte, si ha la necessità di muoversi in automobile piuttosto che in aereo, vuoi per necessità, per motivi di comodità, o magari perché si ha paura di volare.

Visto che ormai il viaggio tra Italia ed Inghilterra l’ho fatto tre volte, ho pensato di scrivere questo articolo per dare un po’ di consigli a chi si appresta a fare un viaggio simile in automobile.

L’itinerario suggerito da Google Maps, partendo da Bologna per arrivare a Londra, prevede di passare per Milano e Torino, entrare poi in Francia sfiorando Geneva, e poi continuare verso nord, rimanendo in Francia, passando ad est di Parigi, fino alla costa settentrionale (Calais), dove imbarcare la macchina sul treno (o sul traghetto) per attraversare la Manica fino a Dover.

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Propongo qui un itinerario alternativo. Continua a leggere »

Lavorare in Inghilterra: come ottenere il National Insurance Number

Un requisito necessario per poter lavorare legalmente nel Regno Unito è il National Insurance Number (NIN), l’equivalente del nostro codice fiscale italiano. Mentre ogni cittadino inglese lo riceve automaticamente per posta al compimento del sedicesimo anno d’età, se non si è cittadini inglesi bisogna fare domanda per ottenerlo. La procedura è semplice ma comunque abbastanza lunga (può richiedere svariati mesi) ed è spiegata di seguito.

La prima cosa da fare è chiamare Jobcentre Plus al numero 0345 600 0643 (dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18). Durante la chiamata vi verranno chiesti i vostri dati anagrafici ed il motivo per cui volete un National Insurance Number, e verrà fissato un appuntamento per un colloquio al Jobcentre Plus più vicino alla vostra residenza. L’attesa per l’appuntamento varia a seconda del periodo in cui chiamate, generalmente si riesce ad ottenere entro un paio di settimane comunque. Continua a leggere »

Operatori telefonici in Inghilterra: perché ho cambiato da O2 a 3

Da quando mi sono trasferito da Southampton a Kidlington (vicino ad Oxford) ho avuto qualche problema di ricezione con la rete cellulare di O2, l’operatore telefonico che ho utilizzato fino ad ora in Inghilterra. Ho quindi iniziato ad interessarmi ad operatori alternativi che coprissero meglio la mia zona. Avevo un solo bisogno: che non fosse un contratto mensile ma una tariffa pay as you go, ovvero al consumo, considerato che essendo quasi sempre connesso ad una rete wireless non utilizzo tantissimo il cellulare e mi trovo spesso all’estero anche per periodi prolungati.

Nonostante l’operatore con la migliore copertura sembrasse essere Vodafone, non ero per niente soddisfatto dei loro piani tariffari. Ho quindi considerato due operatori che per qualità del segnale sono più o meno equivalenti, EE (nato dall’unione di Orange e T-Mobile) e Three. E, dopo aver dato un’occhiata alle tariffe, il vincitore schiacciante per un contratto pay as you go è stato Three.

Per fare un paragone con la tariffa che avevo in precedenza con O2: chiamate a 3p/min invece che 25p/min, messaggi a 2p invece che 12p, internet a 1p/MB invece che 3p/MB (o 1£/giorno). Continua a leggere »

Come fare: WhatsApp per Android si blocca sulla schermata di inizializzazione

Avendo portato il mio telefono a far riparare, ho tirato fuori dal cassetto il mio vecchio HTC, con una qualche vetusta versione di Android, da usare come telefono sostitutivo per qualche giorno. Visto che nel frattempo mi sono evoluto tecnologicamente (!) ho deciso di rimuovere alcune vecchie applicazioni per far posto a WhatsApp, diventato ormai (ahimè) indispensabile.

whatsapp logo

Tutto è andato liscio fino al momento di avviare l’applicazione per la prima volta: dopo avermi chiesto di scegliere una foto profilo (che comunque era già presente, importata automaticamente dall’account) e un nome utente, l’applicazione ha mostrato una schermata di inizializzazione. Inizialmente ho pensato che fosse necessario aspettare perché l’applicazione stava importando i contatti, ma quando il giorno successivo ho constatato che l’applicazione era ancora ferma alla stessa schermata ho fatto qualche ricerca su internet ed ho trovato la fonte del problema: WhatsApp stava cercando di accedere ai contatti salvati sul telefono per creare la propria lista di contatti, ma non ci riusciva.

La soluzione è abbastanza semplice: è sufficiente entrare nel menu principale del telefono, andare su Contatti e sincronizzazione ed attivare la sincronizzazione automatica per l’account WhatsApp che dovrebbe comparire nella lista. In questo modo WhatsApp riuscirà ad accedere ai contatti e il processo di inizializzazione sopra menzionato non richiederà più di qualche secondo.

Per la cronaca, quando si installa WhatsApp su un nuovo dispositivo, le impostazioni (ad eccezione della foto profilo) ed i vecchi messaggi non vengono scaricati in quanto non risiedono sul server. Tuttavia si verrà inseriti automaticamente nelle chat di gruppo di cui facciamo parte.