È recente la notizia che Google, distributrice del Nexus One (prodotto in esclusiva da HTC), abbia dichiarato che continuerà a monitorare i problemi manifestati dal telefonino, ma che non si impegnerà più a risolverli rilasciando patch appositamente sviluppate. Non ho ben capito se la cosa sia stata effettivamente detta dai rappresentanti di Google o se sia solo un’interpretazione di qualcuno, ma a quanto pare se volete acquistare un telefonino HTC con Android vi conviene puntare sul nuovo HTC Desire (notizie fresche a breve a questo proposito…) piuttosto che sul Nexus One, considerato che si tratta essenzialmente dello stesso hardware con alcune differenze per quanto riguarda il sistema operativo installato soprattutto in termini di personalizzazione.

Dire che la notizia mi ha lasciato interdetto è dir poco, anche perché ero seriamente interessato ad acquistare il Nexus One al momento del rilascio in Inghilterra, avvenuto a fine aprile. Questa comunicazione è un messaggio abbastanza chiaro: per Google il Nexus One è stato un esperimento di marketing, un primo contatto diretto con il mercato della telefonia mobile, mercato ancora inesplorato per l’azienda americana tranne che per lo sviluppo di Android, sistema operativo per telefonini e non solo la cui popolarità è in costante aumento e al quale, con ogni probabilità, continuerà a dedicarsi. Ciò che è sicuro è che gli esperimenti andranno avanti, come comunicato dalla stessa Google: il Nexus è solamente il primo di una serie di Google-fonini che permetteranno all’azienda di migliorare progressivamente le proprie scelte grazie al contatto diretto con i clienti finali.

Nota a margine per gli interessati: da poco è stata annunciata la nuova versione di Android, la 2.2 (Froyo).

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