{"id":2444,"date":"2013-01-26T08:00:37","date_gmt":"2013-01-26T07:00:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lucadegasper.com\/blog\/?p=2444"},"modified":"2013-01-26T08:01:09","modified_gmt":"2013-01-26T07:01:09","slug":"vivere-in-inghilterra-pro-e-contro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.lucadegasper.com\/blog\/2013\/01\/vivere-in-inghilterra-pro-e-contro\/","title":{"rendered":"Vivere in Inghilterra: pro e contro"},"content":{"rendered":"<p>Con i tempi che corrono tanti italiani pensano di emigrare all&#8217;estero, un po&#8217; per evitare la pressione fiscale italiana, un po&#8217; perch\u00e9 vogliono vivere in un paese dove il lavoro (e la societ\u00e0 in generale) sia basato sulla meritocrazia e non sulle amicizie. Insomma, di motivi ce ne sono. Altri invece preferiscono rimanere in Italia, o addirittura ci ritornano, perch\u00e9 in fondo in fondo anche l\u00ec abbiamo le nostre belle abitudini e (spesso) non si sta poi cos\u00ec tanto male.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 vivere in Inghilterra:<\/p>\n<ul>\n<li>Meritocrazia: non solo nel mondo del lavoro, ma nella mentalit\u00e0 della gente in generale.<\/li>\n<li>Apertura alle altre culture: in Inghilterra non esiste il razzismo e la discriminazione degli immigrati; gli immigrati ci sono, studiano, lavorano onestamente, pagano le tasse ed il biglietto sul treno e vengono trattati esattamente con tutti gli altri<\/li>\n<li>Il lavoro si trova, con contratto a tempo indeterminato dopo un periodo di prova (almeno stando a testimonianze di amici); niente tirocini gratuiti, niente licenziamento perch\u00e9 il datore di lavoro preferisce assumere l&#8217;indiano sottopagato.<\/li>\n<li>Le poste funzionano ed il corriere non si sogna di segnare &#8220;destinatario assente&#8221; senza neanche passare a suonare il campanello.<\/li>\n<li>Burocrazia: quasi tutto si fa via internet e via posta (esempio: per l&#8217;esenzione dalla <em>council tax<\/em> &#8211; equivalente dell&#8217;IMU &#8211; in quando studenti \u00e8 bastato mandare un&#8217;e-mail al comune con allegata una lettera dell&#8217;universit\u00e0).<\/li>\n<li>I semafori diventano arancioni prima di diventare verdi (ok lo ammetto, questo non \u00e8 un motivo valido).<\/li>\n<li>Tassazione del reddito effettuata dallo stato: in base a quanto guadagni loro calcolano e ti dicono quanto devi pagare, niente auto-dichiarazioni (e se si sbagliano&#8230; rimborsano).<\/li>\n<li>SIM e telefonia fissa: tutto molto pi\u00f9 facile e veloce (esempio: per comprare una SIM basta andare in un negozio con 5\u00a3, non serve carta d&#8217;identit\u00e0 o codice fiscale, costo dell&#8217;operazione: 0\u00a3).<\/li>\n<li>Le banche. Io ho tre (TRE) conti correnti con un bancomat (che qua si chiama carta di debito) da pi\u00f9 di tre anni, e non ho mai (MAI) pagato un centesimo ad una banca. ZERO. Ho solo preso gli interessi sui soldi che avevo in banca. S\u00ec, avete capito bene: ZERO.<\/li>\n<li>I treni sono puntuali e (spesso) puliti, e se succede qualcosa a qualsiasi mezzo non ti fanno aspettare cinque ora prima di risolvere la situazione&#8230; purtroppo i trasporti costano un sacco.<\/li>\n<li>I supermercati principali sono aperti anche fino a mezzanotte, alcuni addirittura 24h\/24.<!--more--><\/li>\n<\/ul>\n<p>Perch\u00e9 non vivere in Inghilterra:<\/p>\n<ul>\n<li>Il tempo, piove spesso ma piove poco, e quando lo fa generalmente si tratta di quella pioggerellina vaporizzata che non ti fa aprire l&#8217;ombrello ma a casa ci arrivi bagnato lostesso. Tutto \u00e8 incredibilmente imprevedibile, e generalmente se ti svegli con il cielo sereno, nel giro di un paio d&#8217;ore \u00e8 tutto nuvolo, o viceversa; impossibile pianificare qualsiasi cosa che dipenda dal tempo. Punti a favore: impari a non usare l&#8217;ombrello anche sotto la pioggia torrenziale, cosa indiscutibilmente utile.<\/li>\n<li>La socializzazione gira intorno all&#8217;alcol, che in Inghilterra \u00e8 parte integrante della cultura ed \u00e8 un problema non solo tra i giovani ma anche tra gli adulti.<\/li>\n<li>Abitudini di vita in generale, incluse quelle alimentari. Anche se non sono cos\u00ec rilevanti&#8230; niente caff\u00e8 italiano, amen.<\/li>\n<li>La vita in generale (e i trasporti in particolare) costa di pi\u00f9, soprattutto a Londra (ma gli stipendi sono pi\u00f9 alti)<\/li>\n<li>Tanti negozi, soprattutto nelle citt\u00e0 pi\u00f9 piccole, chiudono il pomeriggio alle 5&#8230; la sera c&#8217;\u00e8 poco da fare compere!<\/li>\n<\/ul>\n<p>Insomma di fattori da considerare ce ne sono a bizzeffe&#8230; e potenzialmente quelli a favore dell&#8217;Inghilterra sono pi\u00f9 &#8220;rilevanti&#8221; di quelli a favore dell&#8217;Italia. Ma in fondo ognuno ha i propri valori e i propri principi, e deve fare la propria valutazione in base a ci\u00f2 che ritiene pi\u00f9 importante.<\/p>\n<p>(Post liberamente ispirato a un intervento analogo su <a href=\"http:\/\/www.attivissimo.net\/me\/motivi_italia_uk.htm\" target=\"_blank\">attivissimo.net<\/a>)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con i tempi che corrono tanti italiani pensano di emigrare all&#8217;estero, un po&#8217; per evitare la pressione fiscale italiana, un po&#8217; perch\u00e9 vogliono vivere in un paese dove il lavoro (e la societ\u00e0 in generale) sia basato sulla meritocrazia e non sulle amicizie. Insomma, di motivi ce ne sono. 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