Google Adsense dopo 11 mesi

Sempre contestualmente all’Operazione Trasparenza a cui questo blog aderisce, segnalo ai miei gentilissimi lettori che cliccando sulle (bruttissime) inserzioni pubblicitarie di questo blog hanno contribuito a generare un reddito non ancora incassabile di 5,55€ :)

E’ molto poco considerato che sono passati ben 11 mesi dall’introduzione di Google Adsense su questo blog (una media di 0,46€ al mese, quindi), ma sinceramente non mi aspettavo di più ed è sempre e comunque meglio di niente.

Se i cambiamenti recentemente apportati me lo consentiranno, toglierò questi odiosi bannerini al più presto! :P

Novità sul blog: offrimi un caffè e anteprime in homepage

Di tanto in tanto apporto cambiamenti al blog ma ogni volta che lo faccio mi piace sempre scrivere cos’ho fatto e perché, soprattutto quando il cambiamento influenza la vostra navigazione all’interno del sito :)

Ebbene sì, come vi avevo già anticipato tempo fa, la novità questa volta consiste nell’introduzione del famigerato link “offrimi una birra” alla fine di ogni articolo e nella barra laterale (non ancora), opportunamente modificato considerato che a) la birra non mi piace e b) mi accontento anche di molto meno! Quindi un caffè è sufficiente :) Esso va in parte a sovrapporsi a Google Adsense, che per ora rimarrà presente ma conto di poterne rimuovere gli odiosi bannerini quanto prima se qualche buona anima che ha trovato utili le informazioni lette su questo blog decide di supportarlo :) Tutto quello di cui avete bisogno è un mouse (con la relativa mano) per fare clic sulla tazzina che vedete in fondo ad ogni articolo ed un account Paypal.

Altra modifica che potreste aver notato è il fatto che ora nella homepage non sono più visibili gli articoli per intero, ma solo delle anteprime: per continuare la lettura è sufficiente cliccare sull’apposito link situato in fondo ad ogni anteprima (lo so, lo so, questo articolo è stato pubblicato per intero). I motivi che mi hanno spinto ad apportare questo cambiamento sono essenzialmente pratici: ci stanno più interventi in homepage, senza avere una pagina chilometrica. Se siete interessati a fare una cosa simile con il vostro blog wordpress, potreste trovare utile questo articolo che ho pubblicato pochissimo tempo fa! ;)

Per oggi da Southampton è tutto, rimanete sintonizzati!

Bing vs Google, e ho detto tutto

Ok, va bene: io sarò di parte e parto con dei preconcetti che a me stesso non piacciono, ma non posso farne a meno.

Questo intervento più che contenere informazioni per voi, è una domanda; non che speri in qualche risposta, si sa che la reattività dei miei lettori è piuttosto bassa, prendetelo come un invito a pensarci su. La domanda ve l’ho già fatta nel titolo: qualcuno di voi usa Bing come motore di ricerca e sa dirmi perché lo preferisce a Google? Sia chiaro, non voglio criticare Bing (ma che nome è? Ok, un punto per la simpatia), vorrei solo capire quali sono i suoi punti forti che portano alcune persone a preferirlo ad altri motori di ricerca… chissà, potrei addirittura prendere in considerazione un’eventuale conversione :P

Google è un motore di ricerca leggero, veloce, personalizzabile, con un database da fare impressione e – diciamocelo – “se non si trova su Google, non si trova da nessuna parte”!

E allora, perché Bing? :)

Google va verso la ricerca live

Google non si ferma mai ed ora ha aggiunto una nuova funzionalità al suo motore di ricerca: la ricerca in real time. In cosa consiste? Molto semplice: quando si effettua una ricerca, i risultati non includeranno solo le classiche pagine web indicizzate periodicamente dal motore di ricerca tramite i cosiddetti bot, ma anche contenuti live appunto, come gli stati di Facebook e di Twitter o i nuovi interventi sui blog della rete, che vengono indicizzati dal sito in tempo reale (o quasi) e che vengono resi disponibili entrando nelle opzioni di ricerca e selezionando il lasso di tempo a cui siamo interessati, ad esempio “ultime 24 ore”.

Molto interessante direi, soprattutto se si ha bisogno di informazioni aggiornate su qualche tema particolare :) Un po’ difficile, secondo me, che il “navigante medio” riesca ad accedere a questa funzionalità, nel senso che è nascosta abbastanza bene, ma chi sa dove mettere le mani ne gioverà sicuramente.

Doverosa nota a margine: questa notizia risale all’8 dicembre ma è rimasta a decantare nella sezione “bozze” del blog per qualche settimana :P

http://news.bbc.co.uk/1/hi/technology/8400230.stm

Google Wave

Avete già sentito parlare di Google Wave? Questo servizio è stato da poco lanciato in anteprima da Google, il che significa che non è ancora pubblico ma funziona con un sistema di inviti: ogni membro ha un certo numero di inviti da destinare ai propri amici, numero che viene controllato da Google in modo da non sovraccaricare il sistema che deve ancora essere collaudato definitivamente.

Di cosa si tratta? Come spiega il filmato che ho inserito in fondo a questo intervento, si tratta essenzialmente di una nuova concezione dell’email. In realtà la logica che ne sta alla base è molto diversa: mentre l’email è un semplice messaggio che può essere scambiato tra due persone, con la possibilità di mandarla in copia a una o più altre persone, rendendo difficile sincronizzare un team formato da più individui, Google Wave permette di creare una conversazione (chiamiamola così) che è hostata dai server di big G e alla quale tutti possono partecipare, apportando modifiche che vengono visualizzate da tutti i partecipanti allo stesso modo. Così si evitano un sacco di messaggi con la conseguente confusione e intasamenti tipici dell’email tradizionale. C’è poi la possibilità, ad esempio, di allegare files ai propri messaggi e tutta una serie di altre funzionalità che devo ancora scoprire. Non mancano poi le chicche come il fatto che quando viene scritto un messaggio, i caratteri digitati dall’autore compaiono in tempo reale sullo schermo delle altre persone connesse, oppure la funzionalità che permette di “tornare indietro nel tempo” e vedere come si è evoluta la conversazione nel corso del tempo, funzionalità che risulta particolarmente utile nel caso di una nostra assenza più o meno prolungata senza accesso a Wave.

Cosa ne penso? Come la stragrande maggioranza dei servizi made in Google, Wave non ci deluderà e l’anteprima, secondo me, promette grandi cose. Sinceramente penso che l’email tradizionale non verrà sostituita in tempi ragionevolmente brevi da questo tipo di approccio, se non altro per la sua diffusione, difficile da raggiungere in tempi veloci per un servizio innovativo e nuovo di zecca come Google Wave. Però se prendiamo in considerazione scenari un po’ più circoscritti, come ad esempio quelli che si possono verificare all’interno di un’azienda dove c’è la necessità di coordinare un gruppo di lavoro, Google Wave diventa uno strumento di estrema utilità e dai pregi indiscussi. Staremo a vedere! :)

Se questa descrizione vi ha incuriosito e volete provare Google Wave, ho a disposizione degli inviti – basta farmelo sapere!

Vi lascio con una domanda (o spunto di riflessione, come vi pare): l’email è ormai letteralmente invasa dallo spam… cosa succederà con Google Wave? Si evolverà anche lo spam e riuscirà ad intaccare anche questo nuovo sistema di comunicazione? Vedo il bottoncino “mark as spam” pronto per l’uso… :o

Vi posto un altro filmato che vi da un’idea un po’ migliore delle funzionalità che Google Wave ha da offire ;)

Un esempio di simbiosi

L’altro giorno ero comodamente sdraiato nel mio letto, con la sveglia che suonava ogni cinque minuti (perché ogni volta che suonava la spostavo in avanti di cinque minuti) e pensavo. Sì, sono uno dei pochi esseri umani eletti che riescono a pensare anche appena svegli :D

Pensavo a tutto e a niente, ma soprattutto pensavo alla straordinaria simbiosi che c’è tra uomo (o donna) e letto quando la mattina bisogna svegliarsi presto per fare qualcosa che non si vuole fare (eg andare a qualche lezione). E’ anche stupido dire “simbiosi tra uomo e letto”, essendo in quel momento uomo e letto un’entità unica ed indivisibile (Parmenide docet): il materasso è parte integrante del tuo corpo, seppur parzialmente a temperatura ambiente e privo di sistema nervoso. Ed una delle cose più difficili da fare – si sa – è separarsi da una parte del proprio corpo.

A questo punto le possibili soluzioni che si profilano sono due:

  • non dormire per niente per non attraversare questi momenti di sofferenza la mattina successiva, oppure dormire sul nudo pavimento o ancora meglio sulla nuda e scomoda pietra;
  • essere destinati a soffrire ogni mattina in modo disumano, per il resto dei nostri giorni.

A voi la scelta! ;)

Prima di chiudere, vorrei salutare di cuore tutte le persone che, nella speranza di trovare informazioni per il compito di scienze di domani, sono sbarcate qui digitando “esempio di simbiosi” su Google :P (grazie Wordpress Stats)

*questo intervento ha ottime probabilità di essere il più inutile nella storia di questo blog :)

Come escludere le proprie visite da Google Analytics

E’ un piacere annunciare a tutti i nostri affezionatissimi lettori (più casuali che affezionati in realtà, ma fa lostesso) che ieri, invece che studiare per la terza prova di oggi, che tra l’altro è andata bene, ho deciso di implementare Google Analytics in questo blog, che per il momento sostituirà il buon vecchio Wordpress Stats :-) L’impressione è quella di uno strumento molto professionale, in perfetto stile Google, in grado di fornire report molto dettagliati su ciò che i navigatori gradiscono di più di un determinato sito.

A questo proposito vorrei segnalarvi un post che, per blog poco frequentati come questo, può ritornare molto utile. Si tratta di un modo, veramente semplice e geniale – non mi sarebbe mai venuto in mente – di escludere dalle statistiche di Google Analytics le proprie visite, in modo da non sfalsare i dati raccolti.  Si tratta semplicemente di mettere lo script fornito da Google Analytics all’interno di un ciclo if in php che venga eseguito solo quando l’utente non è loggato. In questo modo vengono registrate le visite delle persone “esterne”, mentre per coloro che sono loggati sul blog lo javascript fornito da Google non viene nemmeno inserito nella pagina e la visita non viene quindi conteggiata. Non è infatti raro che, magari quando faccio lavori di “ristrutturazione” al blog, visiti magari una cinquantina di volte una pagina, ma in un blog dove le visite giornaliere medie si attestano intorno alle 30/40 le statistiche ne risulterebbero pesantemente alterate. Solo una cosa: se fate copia-incolla del codice fornito dal blog che ho linkato, assicuratevi che le virgolette siano propriamente riconosciute da Wordpress. Io ho fatto proprio così e ho perso mezz’ora a capire cosa poteva non andare nel codice, ed erano proprio le virgolette :-)

A breve, se ne avrò il tempo, pubblicherò qualche screenshot di Google Analytics, prima però è il caso di raccogliere qualche dato, altrimenti non avrei niente da mostrarvi! :P

Google Adsense tre mesi dopo

Alla cortese attenzione dei lettori: questo post si colloca nel contesto dell’Operazione Trasparenza, volta a garantire ai lettori, nonché contribuenti indiretti, la massima trasparenza possibile per quanto riguarda gli introiti derivati dalla pubblicità presente su questo sito. Si comunica pertanto che dall’8 marzo 2009 ad oggi, i click effettuati sui banner pubblicitari inseriti in questo sito sono stati ben nove, per un incasso complessivo (che in realtà non può essere incassato finché non si supera una certa soglia) di ben 0,88 euro!! :-D

Mi ci compero quasi un caffè, grazie mille a tutti coloro che hanno fatto click :D

Piccola novità: Google AdSense

Avrete notato che nella barra laterale del blog ho inserito due inserzioni pubblicitarie di Google AdSense, così come anche nelle pagine di visualizzazione del singolo articolo. Non dovrebbero dare fastidio più di tanto, consideratelo un esperimento! Vedremo i risultati a lungo termine! ;)