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	<title>Dega&#039;s blog &#187; Cinema</title>
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	<description>Qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza.</description>
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		<title>Mine Vaganti &#8211; Recensione</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 07:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mine Vaganti è un film che ho visto appena uscito nei cinema, in marzo 2010. Da allora l&#8217;ho guardato, riguardato e guardato ancora. Eppure sento che c&#8217;è ancora qualcosa che mi sfugge di questo film, qualche messaggio che ancora non sono riuscito a cogliere. Forse mi sbaglio ma&#8230; è una specie di presentimento. Mine Vaganti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mine Vaganti</strong> è un film che ho visto appena uscito nei cinema, in marzo 2010. Da allora l&#8217;ho guardato, riguardato e guardato ancora. Eppure sento che c&#8217;è ancora qualcosa che mi sfugge di questo film, qualche messaggio che ancora non sono riuscito a cogliere. Forse mi sbaglio ma&#8230; è una specie di presentimento.</p>
<p>Mine Vaganti è un film che, nonostante sia focalizzato sulla tematica dell&#8217;accettazione dell&#8217;omosessualità nella società italiana di oggi, vuole in realtà toccare una tematica molto più ampia e relativa al tradizionalismo di alcune famiglie, soprattutto quelle meridionali, che fanno fatica ad accettare quando le cose non vanno come è previsto e pianificato che vadano. L&#8217;omosessualità non viene trattata in maniera pesante, al contrario viene presentata in maniera molto naturale e spontanea.<span id="more-2078"></span></p>
<p>Ma Mine Vaganti <strong>NON</strong> è un film sull&#8217;omosessualità: è un film sulle tradizioni, sulla trasgressione, un&#8217;esaltazione dell&#8217;individualità e della necessità di recuperarne i valori e i principi. Un film sui nostri desideri e bisogni più intimi, sulla necessità di soddisfarli a prescindere da ciò che le altre persone potrebbero pensare di noi. Sulla necessità di imparare a seguire il nostro cuore e i nostri sentimenti, a non ascoltare gli altri. Sull&#8217;importanza di capire che è meglio sbagliare perché si ha fatto ciò che si voleva fare piuttosto che fare la cosa giusta perché ce l&#8217;ha detto qualcun altro.</p>
<p>A ciò si accosta il secondo, grande tema affrontato da questo film, probabilmente il tema principale: quello dell&#8217;amore impossibile. L&#8217;amore impossibile tra una giovane imprenditrice salentina e un ragazzo gay, tra due ragazzi omosessuali che non vengono accettati nel contesto familiare, tra la nonna e suo cognato.</p>
<p>La scena finale è la più emblematica, la più pregna di significato e probabilmente anche quella che ho capito di meno. Durante un corteo in occasione del funerale della nonna (che è la vera protagonista di questo film), compare lei da giovane accompagnata dal marito; per un breve periodo di tempo si spostano insieme al corteo, ma poi girano a destra e lì, mentre ancora sullo sfondo si vede il corteo passare, in una sorta di &#8220;passaggio di testimone&#8221; il marito lascia che la nonna (giovane) entri in un giardino sopraelevato, una specie di mondo parallelo a quello reale, dove ad attenderla c&#8217;è Nicola, l&#8217;uomo che lei ha segretamente amato per tutta la vita, il suo amore impossibile. In questo giardino si fondono passato e presente, si ritrovano tutti i personaggi del film, si scompongono e ricompongono di continuo coppie casuali (?), il tutto immerso in un&#8217;ambientazione chiaramente collocata nel passato. Una scena ricca di un simbolismo difficile da decifrare. Ci vengono forse in aiuto le parole del testamento della nonna, che una voce fuori campo legge durante le scene finali:</p>
<p><em>&#8220;Nicola mi ha insegnato la cosa più importante di tutte&#8230; a sorridere quando stai male, quando dentro vorresti morire. Non siate tristi per me quando non sentite la mia voce in casa, la vita non è mai nelle nostre stanze&#8230; moriamo, e poi torniamo&#8230; come tutto.&#8221;</em></p>
<p>Questo giardino forse rappresenta la ciclicità della storia, il fatto che tutto inizi e finisca per poi ricominciare. Il fatto che la vita altro non sia che un irrinunciabile, tremendamente frenetico giro di giostra. La giostra continua a girare, noi saliamo e scendiamo. E lo dobbiamo fare seguendo ciò che sentiamo dentro e non ciò che gli altri si aspettano da noi. Oppure, più semplicemente, viene rappresentato il sogno della nonna: un mondo in cui tutti gli affetti e le relazioni siano possibili, senza distinzioni e senza limiti.</p>
<p>Ottime le musiche, ottimi gli spunti di riflessione. Un film che merita di essere visto dalle persone disposte a determinate riflessioni e a porsi certe domande.</p>
<p style="text-align: center; font-size: 20pt;"><em>&#8220;Sbaglia per conto tuo, sempre.&#8221;</em></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/eMI3domy7i8?rel=0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/SQ2eI60MWAU?rel=0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/84xv7GF6yzI?rel=0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
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		<title>L&#8217;opera al cinema Eden di Bolzano</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 13:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; programmata per mercoledì 28 settembre alle ore 20 al cinema Eden di Bolzano la prima puntata di un esperimento che, speriamo, durerà anche nei prossimi mesi: l&#8217;Opera al cinema. Grazie ad un collegamento satellitare con il network Microcinema saremo infatti in grado di proiettare sul grande schermo l&#8217;opera lirica Faust di Gounod, cantata in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; programmata per mercoledì 28 settembre alle ore 20 al <a href="http://www.cinemaeden.bz.it/" target="_blank">cinema Eden</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bolzano" target="_blank">Bolzano</a> la prima puntata di un esperimento che, speriamo, durerà anche nei prossimi mesi: l&#8217;Opera al cinema.</p>
<p>Grazie ad un collegamento satellitare con il network <em>Microcinema</em> saremo infatti in grado di proiettare sul grande schermo l&#8217;opera lirica <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Faust_%28opera%29" target="_blank"><strong>Faust</strong> di Gounod</a>, cantata in francese e sottotitolata in italiano, in diretta dalla <a href="http://www.roh.org.uk/" target="_blank">Royal Opera House</a> di Londra. Un appuntamento da non perdere per gli appassionati che non possono partecipare dal vivo! La durata dell&#8217;evento è di circa 4 ore e il biglietto d&#8217;ingresso cosa 15,00 € (posto unico).</p>
<p>Come detto in precedenza questo è il primo appuntamento di un ricco programma che prevede, tra l&#8217;altro, la trasmissione degli eventi del <a href="http://www.puccinifestival.it/" target="_blank">Festival Lirico di Torre del Lago</a>, l&#8217;evento di apertura della stagione alla Scala e altro ancora.</p>
<p>Per ulteriori informazioni <a href="http://www.cinemaeden.bz.it/home.php?p=opera" target="_blank">www.cinemaeden.bz.it/home.php?p=opera</a></p>
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		<title>Non si può fare tutto e bene: Google Movies</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 10:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[informatica e tecnologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Google mi impressiona ogni volta per la quantità di informazioni che riesce a raggruppare e a mettere a disposizione di chiunque abbia una connessione ad internet. Molte informazioni vengono rese reperibili in gran segreto, senza che nessuno se ne accorga&#8230; fino a che non ci incappa cercando, ad esempio, informazioni sui voli aerei (guardate in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.google.it/" target="_blank">Google</a> mi impressiona ogni volta per la quantità di informazioni che riesce a raggruppare e a mettere a disposizione di chiunque abbia una connessione ad internet. Molte informazioni vengono rese reperibili in gran segreto, senza che nessuno se ne accorga&#8230; fino a che non ci incappa cercando, ad esempio, <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;source=hp&amp;biw=1920&amp;bih=930&amp;q=voli+da+verona+a+londra&amp;oq=voli+da+verona+a+londra&amp;aq=f&amp;aqi=g1g-v3&amp;aql=&amp;gs_sm=e&amp;gs_upl=1356l3384l0l3479l23l15l0l5l5l0l216l1410l1.8.1l10l0" target="_blank">informazioni sui voli aerei</a> (guardate in cima ai risultati di ricerca). Voli, conversione tra <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;safe=off&amp;biw=1920&amp;bih=930&amp;q=50+metri+in+piedi&amp;oq=50+metri+in+piedi&amp;aq=f&amp;aqi=&amp;aql=&amp;gs_sm=e&amp;gs_upl=9799l11006l0l11086l14l8l0l3l1l1l271l846l1.3.1l5l0" target="_blank">unità di misura</a> e <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;source=hp&amp;biw=1920&amp;bih=930&amp;q=50+euro+in+dollari&amp;oq=50+euro+in+dollari&amp;aq=f&amp;aqi=g2&amp;aql=&amp;gs_sm=e&amp;gs_upl=2269l4987l0l5115l18l14l0l6l6l0l200l1177l1.6.1l8l0" target="_blank">valute</a>, semplici <a href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;safe=off&amp;biw=1920&amp;bih=930&amp;q=2%2B3&amp;oq=2%2B3&amp;aq=f&amp;aqi=g2g-v2&amp;aql=&amp;gs_sm=e&amp;gs_upl=9892l10091l0l10211l3l2l0l0l0l0l155l263l0.2l2l0" target="_blank">operazioni matematiche</a> e molto altro.</p>
<p>Tra le varie informazioni messe a disposizione ci sono anche gli orari dei film in programmazione in una certa zona. Il servizio, al quale si può accedere digitando <a href="http://www.google.com/movies" target="_blank">google.com/movies</a>, indicizza automaticamente i siti internet dei cinema nelle varie località e permette di visualizzare gli orari di programmazione semplicemente scrivendo, nella parte sinistra della pagina, l&#8217;area in cui ci si trova. Ad esempio, <a href="http://google.com/movies?near=bolzano" target="_blank">questi</a> sono in film in programmazione vicino a Bolzano.</p>
<p>Il problema, in questo caso, è che il sistema di indicizzazione e aggregazione delle informazioni è assolutamente rigido e blindato. Non c&#8217;è modo di segnalare un errore, rettificare un orario, oppure segnalare un altro cinema (e ce ne sarebbero <strong>molti</strong> altri in zona). Il rischio è che la gente che come me si fida (quasi) ciecamente di Google, prenda per buone queste informazioni, iniziando a frequentare solamente le sale segnalate dal sito e continuando ad ignorare la presenza di altri cinema (a Bolzano ci sono anche il <a href="http://www.cinemaeden.bz.it/" target="_blank">cinema Eden</a> ed il <a href="http://www.cineforum.bz.it/" target="_blank">Cineforum</a>).</p>
<p>Io ti ringrazio, Google, per la tua onnipotenza, ma&#8230; se fai le cose, falle bene!</p>
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		<title>La storia del cinema Eden a Bolzano &#8211; I primi 30 anni</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 10:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cinema Eden nasce il 22 dicembre 1907 in via Portici 30, ospitato presso le sale del palazzo del Comune di Bolzano, tutt&#8217;ora esistenti, al primo piano. Allora si chiamava Theater-Kinematograph, e i film proiettati erano principalmente produzioni straniere, principalmente francesi, danesi e tedesche. La sala veniva gestita da Anton Schlumprecht, già possessore di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il cinema Eden nasce il 22 dicembre 1907 in via Portici 30, ospitato presso le sale del palazzo del Comune di Bolzano, tutt&#8217;ora esistenti, al primo piano. Allora si chiamava Theater-Kinematograph, e i film proiettati erano principalmente produzioni straniere, principalmente francesi, danesi e tedesche. La sala veniva gestita da Anton Schlumprecht, già possessore di una licenza per proiettare film ad Innsbruck, e la sala bolzanina divenne a tutti gli effetti una filiale dell&#8217;azienda enipontana. Nel 1908 la gestione passò a Paul Gutweniger, che fino ad allora aveva lavorato nella stessa sala come cassiere. Nel 1909 la sala venne rilevata dalla signora Anna Depaoli. Le proiezioni si svolgevano dalle 16 alle 21 nei giorni feriali e dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 21 nei festivi, come al Welt-Biograph (altro cinema bolzanino), e duravano un&#8217;ora ciascuna. Nonostante la collocazione potesse essere migliore, il cinematografo ebbe fin da subito un successo strepitoso.</p>
<p>La necessità di effettuare brevi ma importanti lavori di manutenzione per migliorare la qualità della proiezione portò la direzione del cinema a chiudere spesso la sala durante i primi anni di esercizio, anche se per brevi periodi. Per miglioramenti di natura architettonica, la sala restò chiusa dal 6 al 18 aprile 1908. Il 4 febbraio 1909, a causa di una scintilla durante una proiezione, scoppiò un incendio nella cabina di proiezione, che venne presto spento grazie all&#8217;intervento di alcuni militari presenti in sala che si precipitarono a prendere dell&#8217;acqua da via Streiter, dove allora scorreva un ruscello. La responsabilità venne attribuita a Schlumprecht, che aveva l&#8217;abitudine di assumere proiezionisti molto giovani ed inesperti per risparmiare sui costi di gestione, sia ad Innsbruck che a Bolzano; nel caso del Theater-Kinematograph, il proiezionista era un quindicenne. Tra le migliorie apportate alla sala in questi anni figurano anche la sostituzione dei proiettori con un nuovo modello che riduceva lo sfarfallio delle immagini, nonché una riorganizzazione dei posti in sala con lo scopo di ridurre il fastidio arrecato agli spettatori quando un ritardatario prendeva posto a spettacolo iniziato. Dopo alcuni mesi di chiusura, l&#8217;11 settembre 1909 la sala venne riaperta con la nuova denominazione &#8220;Eden-Theater&#8221;. Con la riapertura vennero introdotti per la prima volta intermezzi musicali tra gli spettacoli, e per l&#8217;occasione venne acquistato un pianoforte da una famosa ditta viennese. Particolare attenzione venne dedicata dalla direzione del cinema proprio all&#8217;aspetto musicale, e famosi musicisti austriaci vennero assunti per suonare durante le proiezioni e negli intermezzi (i film, al tempo, erano ancora muti). Se da un lato la presenza del pianoforte in sala veniva apprezzata dal pubblico, dall&#8217;altro le proteste dei residenti in zona portarono il comune di Bolzano a fissare un&#8217;ora massima dopo la quale non poteva più essere suonata musica in sala. Vennero inoltre cambiati nuovamente i proiettori, per rimanere al passo con il veloce avanzare della tecnologia.<span id="more-1888"></span></p>
<p>Era un periodo di grande successo per il cinema a Bolzano, e nei finesettimana si registrava di regola il tutto esaurito. Anche la chiusura estiva, sempre praticata fino ad allora, venne abolita considerato anche anche molti turisti iniziavano a frequentare le sale cinematografiche. Comunque, a causa dei più esigui incassi, nei mesi estivi venivano spesso eseguiti lavori di miglioramento delle sale. L&#8217;Eden-Theater chiuse per due settimane nell&#8217;agosto del 1910, per rinnovo totale: la sala venne dotata di due entrate, i gradini esterni rimossi, le pareti laterali decorate con colori ad olio e sul soffitto venne dipinto un cielo stellato; la sala venne inoltre dotata di un sistema di ventilazione, indispensabile per garantire il comfort degli spettatori durante i mesi estivi. Venne inoltre stipulato un contratto con la casa francese Pathé Frères per la fornitura dei film. Tutti questi miglioramenti vennero premiati dal pubblico, che non esitò ad assediare il cinematografo dopo la sua riapertura. Gli anni successivi trascorsero senza avvenimenti degni di nota; nel 1911 venne ordinato un nuovo proiettore dall&#8217;America e vennero montate delle sedie pieghevoli in platea.</p>
<p>Nel 1912 vennero pubblicate, a livello statale e locale, nuove disposizioni che regolamentavano sia l&#8217;attività cinematografica che i cinema stessi dal punto di vista architettonico. Venne quindi riconosciuta ufficialmente la già evidente inadeguatezza delle sale comunali di via Portici. Tuttavia, già si sapeva che l&#8217;Eden-Theater si sarebbe trasferito a breve. Fu così che nell&#8217;agosto 1913 venne cessata l&#8217;attività in via Portici, e venne subito annunciata l&#8217;imminente apertura della nuova sede, in via Defregger 8 (in seguito rinominata in via Leonardo da Vinci 8). L&#8217;edificio, originariamente progettato per ospitare negozi, venne rinnovato. Il cinema aveva sette uscite: tre sul cortile laterale, due sul giroscale adiacente la sala (?) e due nella sala d&#8217;attesa. Le sedie, 300 in tutto, avevano la seduta pieghevole, l&#8217;illuminazione elettrica (ma c&#8217;erano anche lampade ad olio o a batteria) e la sala era dotata di impianto di riscaldamento e di ricircolo e filtraggio dell&#8217;aria. Venne inoltre installato un idrante fisso per poter spegnere tempestivamente un eventuale incendio. La nuova sala aprì il 7 settembre 1913. Il passaggio di sede fu un vero e proprio salto di qualità. Grazie ai nuovi proiettori venne eliminato il fastidiosissimo &#8220;sfarfallio&#8221; delle immagini, difetto comune all&#8217;epoca, che consisteva in una continua variazione della luminosità delle immagini proiettate sullo schermo. Con l&#8217;apertura della nuova sede, la sala venne portata allo stesso livello dei rinomati cinematografi viennesi.</p>
<p>Durante gli anni della guerra, i cinema, tra cui anche l&#8217;Eden-Theater, si fecero portavoce delle notizie dal fronte e della propaganda politica. Mentre il numero di giornali stampati diminuiva, l&#8217;attività dei cinema procedeva a gonfie vele nonostante la scarsa reperibilità di pellicole commerciali grazie alle collaborazioni con le autorità militari, tanto che a Bolzano si parlò anche di costruire un vero e proprio cinema militare. Tra l&#8217;ottobre e il novembre del 1918 venne imposta dalle autorità locali la chiusura di tutte le sale bolzanine a seguito di un&#8217;epidemia di spagnola. Neanche la conquista italiana di Bolzano fermò l&#8217;attività cinematografica; la stampa locale riportò:</p>
<p style="text-align: center;"><em>Bolzano, 3 dicembre 1918. Il nostro Commissariato distribuisce ai cinematografi Welt-Biograph ed Eden pellicole di argomento italiano.</em></p>
<p style="text-align: left;">I problemi di natura linguistica derivanti dalla conquista italiana spingono la direzione del cinema Eden a cercare un cassiere bilingue tramite un annuncio risalente al 1919. A seguito dell&#8217;introduzione del divieto di proiettare molti film in tedesco, i cinema bolzanini si dotano di un ingegnoso sistema per proiettare le didascalie tedesche in contemporanea a quelle italiane che erano parte del film. Nell&#8217;estate del 1919, e in quella dell&#8217;anno successivo, la direzione del cinema Eden organizza proiezioni di film all&#8217;aperto presso il giardino dell&#8217;hotel Schgraffer in piazza Walther 1. L&#8217;esistenza di un&#8217;unica copia del film fu la causa della chiusura serale anticipata del cinema Eden alle 21, giusto in tempo per portare la pellicola in piazza Walther per l&#8217;inizio del film. Alle 18:30 del 25 novembre 1922 un incendio divampa nella cabina di proiezione, ma le fiamme vengono domate tempestivamente e nessuno è ferito in modo grave. A seguito di questo incidente viene installato un impianto antincendio di ultima generazione, e con l&#8217;occasione vengono numerate le sedie per la prima volta, consentendo la prevendita di biglietti per gli spettacoli più affollati.</p>
<p style="text-align: left;">Tra il 1923 e il 1924 la gestione del cinema Eden passa da Franz Pergher a Francesco Stampfl, la cui famiglia è tuttora proprietaria della sala. Tra le iniziative proposte dall&#8217;Eden in questo periodo figurano proiezioni di beneficenza e spettacoli a prezzo ridotto riservati alle scolaresche. Negli anni seguenti l&#8217;attività cinematografica continua senza particolari avvenimenti, proponendo anche filmati di carattere didattico ed economico-sociale. Il 10 maggio 1928 divampa un altro incendio nella cabina di proiezione, ma i macchinari non vengono danneggiati gravemente e il giorno successivo l&#8217;attività del cinema riprende normalmente. Con la cessazione del bilinguismo e la ridenominazione delle vie di Bolzano, l&#8217;indirizzo del cinema Eden cambia da via Defregger 8 a via Leonardo da Vinci 8. Nel novembre 1930 viene proiettato al cinema Eden il primo film sonoro:</p>
<p style="text-align: center;"><em>Cinema Eden: SINFONIA NUZIALE film mondiale sonoro. Una bufera di passioni in un cuore di una donna. Meravigliosa interpretazione di Erich von Stroheim.</em></p>
<p style="text-align: left;">Il 1931 è caratterizzato da una protesta contro i tagli a cui sono sottoposte le pellicole da parte delle sale cinematografiche in modo da ridurre la durata del film e quindi aumentare il profitto giornaliero. La lamentela viene pubblicata da un giornale:</p>
<p style="text-align: center;"><em>Il modo come si rappresenta al cinema Eden </em>La bisbetica domata<em> ha passato i limiti della decenza. La notorietà del capolavoro ha richiamato un tale pubblico che oltre a tutti i posti erano stipati anche i corridoi. Ma il pubblico è rimasto deluso perché la pellicola era stata tagliata di un buon terzo. I tagli poi &#8211; come al solito &#8211; erano stati fatti con tanta goffaggine da sollevare visibile malcontento. I proprietari diranno che la pellicola è giunta tale e quale da Roma e i tagli sono stati eventualmente praticati dalla capitale. [...]</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il film è stato conciato in cosiffatta maniera da non essere più interpretabile. Intere scene di importanza essenziale sono tagliate e spesso in modo animalesco, cosicché la concatenazione dei fatti diventa un mito. [...]</em></p>
<p style="text-align: left;">Alla comparsa di questo articolo rispondono i responsabili della distribuzione cinematografica locale:</p>
<p style="text-align: center;"><em>A proposito di un rilievo di un nostro lettore circa la proiezione del film Bisbetica Domata all&#8217;Eden, l&#8217;Agenzia delle Tre Venezie della casa Artisti Associati ci invia una lunga lettera nella quale contesta le asserzioni del lettore e appoggia il rilievo con considerazioni di ordine tecnico. Dichiara che, essendo il film sincronizzato a dischi, si rende impossibile ogni taglio.</em></p>
<p>Nel corso del 1932, le proiezioni cinematografiche al cinema Eden comprendono, oltre al film, la proiezione di un cinegiornale sonoro della Cines e di un cartone animato. Nel luglio 1933 entrano in vigore i prezzi d&#8217;ingresso ridotti del 50% imposti dal regime fascista; la direzione, tuttavia, rammenta che:</p>
<p style="text-align: center;"><em>Nonostante i prezzi ridotti, il materiale che verrà proiettato sarà ugualmente buono e preghiamo i nostri spettatori di volerci onorare anche pel futuro della loro onorata presenza.</em></p>
<p>Nell&#8217;aprile 1934 il signor Stampfl riceve l&#8217;autorizzazione a sostituire la vecchia insegna posta sopra l&#8217;ingresso del cinema Eden con una nuova scritta luminosa. Nel novembre 1935 l&#8217;attività cambia temporaneamente nome in cinema Luce, a causa della linea politica di Mussolini, opposta a quella del primo ministro inglese Antony Eden.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Fonti per i dati storici</span></p>
<p>P. Caneppele, A. Rigon, <em>Fra luci e ombre &#8211; Intrattenimento e propaganda sugli schermi cinematografici di Bolzano</em>, Provincia Autonoma di Bolzano &#8211; Alto Adige, 2002</p>
<p>M. Bonetto, P. Caneppele, <em>Tutto esaurito&#8230; &#8211; Gli spettacoli cinematografici a Bolzano 1896-1918</em>, Provincia Autonoma di Bolzano &#8211; Alto Adige, 1999</p>
<p>Tutto  il materiale riportato in questo articolo appartiene ai rispettivi  proprietari. Sono a disposizione per eventuali rettifiche o altre  richieste.</p>
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		<title>Il cinema in 3D? No, grazie</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 01:28:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualcuno mi spiega cosa ci trovate di tanto bello ed interessante nel cinema in 3D? Pagare il biglietto 2/3 euro in più? Indossare degli occhialetti da pochi euro per due ore? &#8220;Ci vado anche io perché ci vanno tutti e quindi è figo?&#8221; Che poi diciamocelo, quello che chiamano 3D in realtà non è vera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno mi spiega cosa ci trovate di tanto bello ed interessante nel cinema in 3D? Pagare il biglietto 2/3 euro in più? Indossare degli <a href="http://www.lucadegasper.com/blog/2010/04/il-3d-al-cinema/" target="_self">occhialetti da pochi euro</a> per due ore? &#8220;Ci vado anche io perché ci vanno tutti e quindi è figo?&#8221;</p>
<p>Che poi diciamocelo, quello che chiamano 3D in realtà non è vera tridimensionalità, ma semplicemente prendere qualche elemento e metterlo in primo piano rispetto agli altri, muovendolo nello spazio (necessariamente limitato) in maniera più o meno dinamica e più o meno riuscita. Ma tutti gli elementi, davanti o dietro che siano, rimangono bidimensionali di per sé. E la prova di questo finto 3D sono i film che vengono girati nel modo &#8220;classico&#8221;, e poi riadattati in postproduzione per distribuirli come tridimensionali. Ora ditemi, come può essere tridimensionalità questa? Cosa aggiunge ad un film, in che modo lo arricchisce? La tridimensionalità c&#8217;è già in qualsiasi altro film tradizionale: è nella nostra mente, grazie alla prospettiva, da sempre usata dal cinema e dalla fotografia. Ma no, signori, di colpo l&#8217;umanità è diventata più esigente. Senza 3D non si sopravvive, non ci si diverte, e visto che ci siamo cominciamo a produrre anche le televisioni tridimensionali!</p>
<p><span id="more-1846"></span>Lo ammetto, anche il cinema in 2D è finzione in fondo. Sono 24 fotogrammi al secondo e niente di più reale. Ma non me ne frega niente, non chiamatelo cinema, trovateci un altro nome. Non rovinate una cosa così tradizionale, romantica e bella come il cinema. Mi rifiuto di andare a vedere film in 3D, mi rifiuto di contribuire economicamente a questa enorme cagata. Mi rifiuto di pagare il 25% in più per una cosa che non sceglierei neanche se costasse come il 2D. Non vi dico la felicità quando è stato annunciato che Harry Potter 7:1 sarebbe stato rilasciato &#8220;solo in due dimensioni&#8221; perché altrimenti non sarebbero riusciti a stare nei tempi!</p>
<p>E se il futuro del cinema è così, amen&#8230; ma a me così non piace. Così come non mi piacciono le multisale aperte da gente ricca sfondata da far schifo, alle quali importa solo quanti soldi entrano in cassa a fine mese. E ora che ci penso non mi piace neanche il fatto che la pellicola sia destinata ad essere soppiantata dal digitale, ma questa è un&#8217;altra storia. Sì, sono un tradizionalista&#8230; un tradizionalista che per quanto poco possa fare difenderà fino alla fine il cinema, quello di una volta, quello vero.</p>
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		<title>Società Gestione Cinema: la vostra pubblicità nelle sale cinematografiche</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Dec 2010 12:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Volete promuovere la vostra attività con una campagna pubblicitaria che includa anche le sale cinematografiche, dell&#8217;Alto Adige ma non solo? E&#8217; proprio di questo che si occupa Società Gestione Cinema, offrendovi un pacchetto completo dalla realizzazione di uno spot pubblicitario su misura alla sua proiezione nelle sale cinematografiche. Al momento l&#8217;azienda detiene l&#8217;esclusiva sulla programmazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volete promuovere la vostra attività con una campagna pubblicitaria che includa anche le sale cinematografiche, dell&#8217;Alto Adige ma non solo?</p>
<p>E&#8217; proprio di questo che si occupa <a href="http://www.societagestionecinema.it/" target="_blank">Società Gestione Cinema</a>, offrendovi un pacchetto completo dalla realizzazione di uno spot pubblicitario su misura alla sua proiezione nelle sale cinematografiche. Al momento l&#8217;azienda detiene l&#8217;esclusiva sulla programmazione pubblicitaria al cinema <a href="http://www.cinemaeden.bz.it/" target="_blank">Eden</a> e <a href="http://www.filmclub.it" target="_blank">Filmclub</a> (ex Capitol) di Bolzano, ma è possibile proiettare gli spot anche in altre sale.</p>
<p>Società Gestione Cinema offre inoltre altri servizi, tra cui la realizzazione di video aziendali, stampa su pellicola cinematografica 35mm e digitalizzazione di filmati incisi su supporti analogici. I video aziendali sono realizzati in modo tale da poterne estrapolare brevi spot pubblicitari.</p>
<p><strong>Perché pubblicizzare la mia attività nei cinema?</strong> Al contrario di quanto avviene in televisione, con i poster pubblicitari o nelle riviste, la pubblicità al cinema è parte integrante della proiezione di ogni film e attira l&#8217;attenzione della quasi totalità delle persone presenti in sala. La qualità e le dimensioni dell&#8217;immagine, garantite da apparecchi digitali di ultima generazione e da filmati acquisiti nativamente in alta definizione, nonché gli impianti sonori di livello cinematografico e l&#8217;atmosfera rilassata fanno in modo che il vostro messaggio non passi inosservato. Senza dimenticare che il cinema permette di selezionare accuratamente il vostro target, rendendo possibile l&#8217;individuazione di un pubblico che risponda a determinate caratteristiche e rendendo quindi ancora più efficace la campagna pubblicitaria.</p>
<p>Per ulteriori informazioni consultate il sito di <a href="http://www.societagestionecinema.it/" target="_blank">Società Gestione Cinema</a> e mettetevi in contatto per organizzare un colloquio con un rappresentante!</p>
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		<title>Cos&#8217;è il cinema &#8211; riflessioni di un proiezionista</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 08:56:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo ammetto, questo articolo non è altro che un copia-incolla di una lettera di un lettore pubblicata su Screentrade (una rivista per sale cinematografiche che arriva a Union Films). Leggete signore e signori, leggete&#8230; e riflettete. When I was a teenager, over a decade ago, I trained up as a projectionist at the Odeon Hemel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo ammetto, questo articolo non è altro che un copia-incolla di una lettera di un lettore pubblicata su <a href="http://www.screentrademagazine.co.uk/" target="_blank">Screentrade</a> (una rivista per sale cinematografiche che arriva a <a href="http://uf.susu.org/" target="_blank">Union Films</a>). Leggete signore e signori, leggete&#8230; e riflettete.</p>
<blockquote><p>When I was a teenager, over a decade ago, I trained up as a projectionist at the Odeon Hemel Hempstead. This was long before the days of single operators running the kiosk, tearing tickets and playing the film out.</p>
<p>Although my job was mainly front-of-house &#8211; either in the kiosk/Hagen Daz bar or cashiering at the box office &#8211; I convinced my boss to let me train two days a week up in the booth. At that time, the cinema had something lacking in most provincial cinemas today, an actual team of projectionists. This team usually comprised the old pro (the chief) who&#8217;d been there fer decades, the young buck just getting started and the jaded geek only doing it as a stop-gap.</p>
<p>For two days a week I got a sample of this noisy often very active, and usually fairly grubby environment &#8211; and &#8216;yes&#8217; (among other pranks) they did send me out to buy elbow grease, cue-dots and left-handed screwdrivers, but &#8216;no&#8217;, I never fell for it!</p>
<p>The point was that one of the first things I learned, before lacing-up and splicing, was the importance of the show. To the projection squad, playing a film wasn&#8217;t just about &#8216;lacing-up and pressing play&#8217;, instead, it was all about &#8216;a performance of light, sound and curtain-up&#8217;.</p>
<p>When I go to cinemas today, I sit in a comfy chair with a cup-holder and good legroom and look at a white screen until the ads start. Then the film plays. The you leave. Back when I trained, though, I was told you had to dim the various light at just the right time, and in just the right order &#8211; fade up the sound, start the picture rolling and then open up the curtains, all timed to perfection.</p>
<p>When the ads ended (filmed in widescreen), and the trailer begun (scope), you repeated the process for the lens-changes, fading down the sound and the music up before closing the curtains and turning on the mid-lights. The lens was changed and the process repeated in reverse to get the trailers started and you stayed there until the film began playing before going off to check the status of other films, doing regular 20-minute checks in between.</p>
<p>I hadn&#8217;t experienced that in nearly a decade &#8211; &#8216;the theatre of the film&#8217; &#8211; as I&#8217;ve since only been to major cinemas staffed by multi-tasking customer service/technical operators for whatever job title happen to be current.</p>
<p>Then, last year, I went to see <em>State of Play</em> at the Empire West End (formerly the Empire Leicester Square) and the performance was back: an usher &#8211; equipped with a torch &#8211; showed me to my numbered seat; the lights and curtain routines did as expected, along with the necessary lens changes and all the &#8216;fading and raising&#8217; was done to a turn. Finally, the staff at the exit door said &#8216;goodbye&#8217; on the way out, and that is the way cinema should happen.</p>
<p>Okay, so I had nowhere to put my drink, and the legroom was a bit tight, but the experience left me in good spirits afterwards, and contributed only in part by the film itself.</p></blockquote>
<p>Cos&#8217;è il cinema? Se vogliamo, ogni persona ha una propria idea di cinema.<span id="more-1461"></span> Per coloro che producono il film, il cinema è la cinepresa, il set, gli attori, il copione; per coloro che lo distribuiscono, il cinema è un investimento, un bilancio economico se vogliamo; per coloro che lo proiettano, il cinema è vedere la pellicola che si trasforma in immagini e suoni. Io appartengo a quest&#8217;ultima categoria. Il cinema per me è prima di tutto una sfida: riuscire a fare tutto in tempo, dalla consegna della pellicola a quando si preme il tasto &#8220;avanti&#8221; sul proiettore e si inizia a sentire il rassicurante rumore dei due ricci di pellicola che vibrano a 24 Hz. Montare il film con le pubblicità e i trailer, preparare la sala, fare i controlli di sicurezza, dare il via libera per fare entrare il pubblico. I momenti di pressione non mancano, più di una volta si arriva alla conclusione &#8220;ok, oggi si comincia in ritardo&#8221; con annesse bestemmie varie più o meno enfatizzate a seconda dell&#8217;ammontare del ritardo. È una specie di ricerca della perfezione: aprire la serranda al momento giusto, sincronizzare luci e sipario con un fadeout della musica impeccabile, fare un cambio lente particolarmente veloce e liscio, e quell&#8217;immagine che non sembra mai a fuoco! Proiezionisti, una specie mai soddisfatta! Ma quando va tutto liscio la soddisfazione non manca. In fondo, quello che vogliamo è offrire la migliore esperienza possibile al pubblico; nonostante la ricerca della perfezione sia una specie di eterno conflitto interiore del proiezionista, tutto quello che si fa lo si fa in funzione della soddisfazione finale del pubblico. Questo è il cinema del proiezionista.</p>
<p>Il cinema non è neon colorati o se-non-ha-più-di-15-sale-non-mi-piace. Quello è il cinema dei bimbiminchia. Il cinema non è nemmeno occhialini da pochi centesimi con filtri polarizzati, cazzo. Il 3D non è cinema, mi dispiace. Il cinema è l&#8217;immagine proiettata sullo schermo, il cinema è la colonna sonora, il cinema è tutte le persone che producono un film, che lo distribuiscono e che lo proiettano. Il cinema siete voi, gli spettatori. Il cinema è passione, il cinema è magia.</p>
<p>Cerchiamo di non perdere di vista la sostanza, per favore.</p>
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		<title>Il 3D al cinema</title>
		<link>http://www.lucadegasper.com/blog/2010/04/il-3d-al-cinema/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 08:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[informatica e tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[lcd]]></category>
		<category><![CDATA[occhiali]]></category>
		<category><![CDATA[polarizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco a voi un altro intervento pseudo-tecnico per spiegare in due parole come funziona il 3D al cinema! Premetto che per quanto la mia esperienza lavorativa nei cinema si sia prolungata adesso per qualche anno, non ho mai fatto proiezioni in 3D, né ho mai lavorato in cinema equipaggiati per il 3D, quindi più di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco a voi un altro intervento pseudo-tecnico per spiegare in due parole come funziona il 3D al cinema! Premetto che per quanto la mia esperienza lavorativa nei cinema si sia prolungata adesso per qualche anno, non ho mai fatto proiezioni in 3D, né ho mai lavorato in cinema equipaggiati per il 3D, quindi più di tanto esperto non sono <img src='http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/plugins/smilies-themer/tango/face-smile.png' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Prima di iniziare a leggere quanto segue è bene ribadire un concetto base per capire come funzionino le tecniche di proiezioni in 3D: la percezione (illusoria) della terza dimensione da parte del cervello umano è ottenuta fornendo all&#8217;occhio destro un&#8217;immagine leggermente diversa da quella fornita all&#8217;occhio sinistro, proprio come se ci si trovasse di persona ad osservare la scena (gli occhi hanno un punto di vista leggermente spostato l&#8217;uno rispetto all&#8217;altro). Per raggiungere questo obiettivo ci sono varie tecniche, molto differenti tra loro, ma che portano allo stesso risultato.<span id="more-1332"></span></p>
<p>Le tecnologie principali per le proiezioni cinematografiche in 3D sono tre, ovvero:</p>
<ul>
<li>a fotogrammi anaglifi</li>
<li>a lenti polarizzate</li>
<li>ad oscuramento alternato</li>
</ul>
<h4>A fotogrammi anaglifi</h4>
<p>Questa tecnica prevede che i fotogrammi siano degli anaglifi, ovvero immagini formate in realtà da due immagini sovrapposte e leggermente spostate una rispetto all&#8217;altra; le due immagini corrispondono a ciò che vedrebbe ciascuno dei due occhi di una persona che osserva la scena. Il trucchetto sta nel fatto che i colori delle due immagini vengono virati verso due tonalità diverse: rosso per l&#8217;occhio sinistro e ciano per l&#8217;occhio destro. Indossando gli appositi occhialini, i filtri colorati usati al posto delle lenti ricorreggono il viramento di tonalità e permettono ad ogni occhio di vedere solo l&#8217;immagine che gli compete. Il risultato finale è semplice: ogni occhio vede l&#8217;immagine come se veramente ci si trovasse davanti alla scena rappresentata, da qui l&#8217;effetto tridimensionale.</p>
<h4>A lenti polarizzate (vedi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Polarizzazione_della_radiazione_elettromagnetica" target="_blank">Polarizzazione</a>)</h4>
<p>Molto diffuso nei cinema al giorno d&#8217;oggi, soprattutto per l&#8217;economicità degli occhialini, si basa sulla polarizzazione della luce. I filtri polarizzati permettono alla luce di passarvi attraverso solo se è polarizzata correttamente, ovvero nello stesso verso del filtro. In questo modo, si può fare un filtraggio selettivo dei fotogrammi che devono andare all&#8217;occhio sinistro e di quelli che devono essere invece percepiti da quello destro. Ogni scena, prima di essere proiettata sullo schermo viene polarizzata mediante un disco rotante sincronizzato con l&#8217;avanzamento dei fotogrammi e  dotato di appositi filtri polarizzatori ortogonali (in modo da intervallare fotogrammi destinati ad un occhio a quelli destinati all&#8217;altro occhio). In questo modo, sullo schermo verranno proiettati alternatamente fotogrammi per l&#8217;occhio sinistro polarizzati in maniera che solo l&#8217;occhio sinistro possa vederli, e fotogrammi per l&#8217;occhio destro polarizzati di conseguenza. Semplice ed efficace! <img src='http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/plugins/smilies-themer/tango/face-smile.png' alt=':)' class='wp-smiley' /> Uno dei problemi di questo sistema di proiezione, che rimane il miglior compromesso tra costo e qualità al momento, è che la testa dell&#8217;osservatore deve &#8220;essere dritta&#8221; per tutta la durata del film, altrimenti i filtri non riescono più a distinguere correttamente le due polarizzazioni della luce. Per ovviare a questo problema, <a href="http://reald.com/" target="_blank">RealD</a> ha realizzato un sistema proprietario che, grazie ad una polarizzazione circolare dei fotogrammi oraria ed antioraria anziché verticale ed orizzontale, permette maggiori movimenti delle teste degli spettatori senza alterare la qualità della tridimensionalità percepita.</p>
<h4>Ad oscuramento alternato</h4>
<p>Metodo esplorato per la prima volta nel 1922 con <em>Teleview</em> e in seguito migliorato con gli attuali occhiali ad LCD, si basa su un principio molto semplice: i fotogrammi vengono proiettati sullo schermo, alternatamente per l&#8217;occhio destro e per l&#8217;occhio sinistro, e gli occhiali, opportunamente sincronizzati con il proiettore mediante un segnale emesso in sala (eventualmente usando lo schermo come superficie su cui il segnale di sincronizzazione possa &#8220;rimbalzare&#8221; verso la sala dopo essere stato emesso dalla cabina) oscurano la lente dell&#8217;occhio &#8220;sbagliato&#8221;. Questo sistema ha il grande vantaggio di essere completamente trasparente per quanto riguarda la qualità dell&#8217;immagine finale, poiché tutto quello che fa è oscurare le immagini sbagliate, ma quelle giuste non subiscono alcun tipo di alterazione. Ultimamente si sta discutendo la possibilità di vietare gli occhiali LCD poiché, essendo particolarmente costosi non sono usa e getta e potrebbero comportare problemi di igiene; questo con grande irritazione (e ci credo) delle sale che hanno investito parecchi soldini in un sistema di proiezione in 3D di ottima qualità&#8230;</p>
<p><span style="font-size: x-small;">Disclaimer: come sempre, ci tengo a sottolineare che queste informazioni sono scritte per appassionati da un appassionato. Se avete bisogno di essere certi al 100% su qualcosa, fate sempre riferimento a fonti ufficiali</span> <img src='http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/plugins/smilies-themer/tango/face-wink.png' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>L&#8217;audio sulla pellicola cinematografica</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 17:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come sapete sono un appassionato sfegatato di cinema, e non so bene il perché ma ho deciso di condividere con voi questa immagine, trovata su Wikipedia, che mostra le diverse tracce audio incise su una classica pellicola cinematografica da 35 mm. Ecco una breve spiegazione di quello che trovate tra le tracce audio (nell&#8217;immagine qua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come sapete sono un appassionato sfegatato di cinema, e non so bene il perché ma ho deciso di condividere con voi questa immagine, trovata su <a href="http://it.wikipedia.org/" target="_blank">Wikipedia</a>, che mostra le diverse tracce audio incise su una classica pellicola cinematografica da 35 mm.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/35mm_film_audio_macro.jpg"><img class="size-medium wp-image-1263 alignnone" title="audio_35mm" src="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/35mm_film_audio_macro-300x218.jpg" alt="Le tracce audio su una pellicola 35mm" width="300" height="218" /></a></p>
<p>Ecco una breve spiegazione di quello che trovate tra le tracce audio (nell&#8217;immagine qua sopra da sinistra a destra); se volete saperne di più, cliccate sul titoletto <img src='http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/plugins/smilies-themer/tango/face-wink.png' alt=';)' class='wp-smiley' /> <span id="more-1253"></span></p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sony_Dynamic_Digital_Sound" target="_blank"><strong></strong></a><strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Sony_Dynamic_Digital_Sound" target="_blank">SDDS</a></strong></p>
<p><em>SDDS</em>, che sta per <em>Sony Dynamic Digital Sound</em>, è un formato poco diffuso per quanto ne so, usato solo in poche sale attrezzate. La traccia audio, contenente fino a otto canali indipendenti, è incisa sui bordi esterni della pellicola, su entrambi i lati (la striscia blu a sinistra nell&#8217;immagine qua sopra). Considerato lo scarso uso della traccia <em>SDDS</em>, spesso i cinema ci incollano sopra dei piccoli pezzetti di nastro colorato in corrispondenza delle giunte tra una pizza e l&#8217;altra, per permettere al proiezionista di individuarle più facilmente quando smonta il film.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dolby_Digital" target="_blank"><strong>Dolby Digital</strong></a></p>
<p>Si tratta di una traccia audio digitale, usata per la prima volta nel 1992, che viene usata nella grande maggioranza delle sale. E&#8217; in grado di contenere fino a sei canali audio indipendenti. La traccia è incisa su un solo lato della pellicola, e come vedete nell&#8217;immagine è stampata su &#8220;quadrati&#8221; che si trovano tra un buco per gli ingranaggi e l&#8217;altro; mentre la pellicola scorre, il lettore prende un&#8217;istantanea di queste &#8220;zone d&#8217;informazione&#8221; e la spedisce alla centralina che decodifica il tutto in segnale audio vero e proprio.</p>
<p><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dolby_Stereo_Spectral_Recording" target="_blank">Dolby Stereo SR</a></strong></p>
<p>Il <em>Dolby Stereo SR</em> (<em>Spectral Recording</em>), evoluzione del <em>Dolby Stereo</em>, è una traccia analogica stereo (nel caso in cui l&#8217;audio sia effettivamente mono, sulla pellicola c&#8217;è una traccia stereo con due canali identici) di qualità inferiore al Dolby Digital, che viene generalmente tenuta come &#8220;traccia di backup&#8221; nel caso in cui la traccia digitale abbia troppi errori in lettura o sia danneggiata. Strano ma vero, in realtà le tracce audio codificate non sono due ma quattro, grazie a strani algoritmi di codifica; le due tracce aggiuntive contengono l&#8217;audio per un terzo canale centrale ed un quarto canale surround per gli effetti. Il formato Dolby Stereo è stato usato per la prima volta nel 1987.</p>
<p>La testata analogica, per mantenere la sincronizzazione sonoro-immagini, deve essere montata ad una distanza specifica dal quadro del proiettore; per lo stesso motivo, l&#8217;audio analogico è stampato sulla pellicola in anticipo rispetto alle immagini, con un offset prestabilito.</p>
<p><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_Theater_System" target="_blank">DTS</a> time code</strong></p>
<p>Il sistema <em>DTS</em> (<em>Digital Theather System</em>) prevede che l&#8217;audio sia fisicamente salvato su uno o più dischi (esattamente come i DVD) da inserire in un apposito lettore; la pellicola è invece dotata solo di una traccia aggiuntiva che permette di sincronizzare l&#8217;audio letto dal disco con l&#8217;immagine proiettata sullo schermo. Vantaggi: l&#8217;audio <em>DTS</em> non è soggetto al peggioramento di qualità che invece si verifica con l&#8217;audio inciso direttamente sulla pellicola a mano a mano che questa viene proiettata. Svantaggi: oltre alle pizze che contengono la pellicola vera e propria, bisogna spedire anche i dischi che contengono l&#8217;audio, e si sa: aumentando le parti di un sistema, si aumenta il rischio che qualcosa in quel sistema vada storto.</p>
<p><strong>Dolby Digital e Dolby Stereo: la convivenza</strong></p>
<p>Chi sa come funzionano le cose, sa che quando la qualità dell&#8217;audio in sala peggiora di colpo è perché il processore audio è passato dalla sorgente digitale a quella analogica (e però succedere, magari più di una volta, durante una stessa proiezione, a seconda dello stato della pellicola e della calibrazione più o meno buona del lettore ottico). Come funziona questo passaggio? Molto semplice: sul proiettore ci sono due lettori separati per l&#8217;audio digitale ed analogico, e la centralina audio può scegliere in ogni momento da quale fonte prelevare i suoni che poi si sentiranno in sala. Se è attivo il <em>Dolby Digital</em> (come dovrebbe essere in condizioni normali), se gli errori in lettura superano una certa soglia (mostrata su un apposito display sul processore), entra in azione in automatico il lettore analogico. Successivamente, la centralina audio continua a tenere d&#8217;occhio per un po&#8217; la qualità del segnale digitale e, se migliora, ritorna in modalità <em>Dolby Digital</em>, altrimenti rimane in <em>Dolby Stereo</em>. Ecco perché spesso si sente che l&#8217;audio peggiora in corrispondenza della giunta tra due pezzi di pellicola, per poi ritornare alla qualità originale subito dopo: in prossimità della giunta la traccia digitale è danneggiata a causa dei continui maneggiamenti in quella zona e la centralina decide di cambiare, per poi riportare tutto com&#8217;era prima.</p>
<p>Ovviamente l&#8217;operatore, se necessario, può controllare manualmente la fonte sonora imponendo al processore di rimanere permanentemente in <em>Dolby Stereo</em> o addirittura in <em>Mono</em>. C&#8217;è poi una terza modalità spesso usata, <em>Non-sync</em>, che permette di ricevere l&#8217;audio da una fonte esterna come un lettore CD, un computer o qualsiasi altra cosa.</p>
<p>In un cinema tradizionale i sistemi più usati sono il <em>Dolby Digital</em>, con il <em>Dolby Stereo SR</em> come backup, e il <em>DTS</em>. Stessa cosa all&#8217;<a href="http://uf.susu.org/" target="_blank">Union Films</a> di Southampton e al <a href="http://www.cinemaeden.bz.it/" target="_blank">cinema Eden</a> di Bolzano, con l&#8217;eccezione che all&#8217;Eden ci affidiamo esclusivamente a <em>Dolby Digital</em> e <em>Dolby Stereo SR</em>, pur avendo l&#8217;apparecchiatura <em>DTS</em>.</p>
<p>Per concludere, ho pensato di postare qualche immagine aggiuntiva su questo argomento&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;">Processore audio Dolby</span>: nella parte alta (Dolby DA20) c&#8217;è il processore vero e proprio e il display che segna la quantità di errori presente nel segnale digitale (seconda foto), in una scala da 1 a 7; nella parte bassa (Dolby CP65) c&#8217;è invece il controllo del volume con la possibilità di fare un <em>override</em> sul pannello di controllo audio remoto (terza foto), sulla parte destra vedete i pulsanti per selezionare la modalità audio (Mono, Dolby Stereo A, Dolby Stereo SR, Dolby Digital, Non-Sync e Aux) dotati di led per indicare qual&#8217;è la modalità attiva. (@Union Films, Southampton)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/02022010.jpg"><img class="size-medium wp-image-1288 aligncenter" title="centralina_dolby" src="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/02022010-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/07032010006.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1322" title="centralina_dolby_funzionante" src="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/07032010006-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/07032010002.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1323" title="centralina_dolby_funzionante_2" src="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/07032010002-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;">Pannello remoto per il controllo audio</span>: permette di gestire l&#8217;audio senza essere fisicamente di fronte al rack audio; come vedete si può selezionare la modalità audio, regolare il volume o mutarlo, e attivare o disattivare il pannello remoto. (@Union Films, Southampton)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/07032010005.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1321" title="controllo_audio_remoto" src="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/07032010005-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Nella parte bassa vedete i tre <span style="text-decoration: underline;">lettori DTS</span>, dove si inseriscono i dischi che contengono l&#8217;audio che verrà poi sincronizzato con il film mediante un&#8217;apposita traccia di sync sulla pellicola. (@Union Films, Southampton)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/02022010001.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1289" title="lettori_DTS" src="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/02022010001-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Qui vedete invece la <span style="text-decoration: underline;">testata per leggere la traccia Dolby Digital</span> montata su un proiettore Prevost. (@Cinema Eden, Bolzano)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/25122009.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1291" title="lettore_dolbydigital" src="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/25122009-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Infine, nella prima foto il lettore della traccia <em>DTS</em> e nella seconda foto i lettori <em>Dolby Digital</em> (sopra) e <em>Dolby Stereo</em> (sotto). (@Union Films, Southampton)</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/07032010004.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1325" title="lettore_dts" src="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/07032010004-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/07032010003.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1324" title="lettori_dolby" src="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/07032010003-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Grazie al <a href="http://www.cinemaeden.bz.it/" target="_blank">Cinema Eden</a> di Bolzano e ad <a href="http://uf.susu.org/" target="_blank">Union Films</a> dell&#8217;<a href="http://www.soton.ac.uk/" target="_blank">Università di Southampton</a> per le immagini. <img src='http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/plugins/smilies-themer/tango/face-smile.png' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Se avete domande scrivetele pure nei commenti qua sotto!</p>
<p>E ricordate:</p>
<p style="text-align: center;"><em>Se la fotografia è verità, il cinema è verità 24 volte al secondo.</em></p>
<p style="text-align: left;">Ci stava dai! <img src='http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/plugins/smilies-themer/tango/face-smile-big.png' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: left; font-size: x-small;"><em>Disclaimer</em>: le informazioni contenute in questo articolo sono scritte da un appassionato di cinema per appassionati di cinema. Se avete bisogno in informazioni precise, fate riferimento alle specifiche ufficiali!</p>
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		<title>Nuovo sito Internet per il cinema Eden</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 22:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[divertimento]]></category>
		<category><![CDATA[bolzano]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho il piacere di annunciare che oggi il cinema Eden di Bolzano ha cambiato sito internet! L&#8217;indirizzo è sempre lo stesso, ma è cambiata completamente la grafica del sito e la gestione del contenuti (anche se da utenti non ve ne rendete conto). Si tratta di un classico sito scritto in php e mysql, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho il piacere di annunciare che oggi il <a href="http://www.cinemaeden.bz.it/" target="_blank">cinema Eden di Bolzano</a> ha cambiato sito internet! L&#8217;indirizzo è sempre lo stesso, ma è cambiata completamente la grafica del sito e la gestione del contenuti (anche se da utenti non ve ne rendete conto).</p>
<p>Si tratta di un classico sito scritto in <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Php" target="_blank"><em>php</em></a> e <em>mysql</em>, che fa largo uso degli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cascading_Style_Sheet" target="_blank">stili CSS</a> per la grafica. Il sito è stato fatto da me e l&#8217;idea è di continuare a svilupparlo e tenerlo aggiornato aggiungendovi funzionalità che potreste trovare utili, quindi se da utenti avete suggerimenti su come migliorarlo non esitate a scrivermi e le proposte verranno valutate ed eventualmente applicate.</p>
<p>Nota a margine: una <em>feature</em> carina usata nel sito è <a href="http://fancybox.net/" target="_blank"><em>Fancybox</em></a>, utilizzata per mostrare i trailer dei film. A breve pubblicherò un articolo che spiega cos&#8217;è e come si usa <img src='http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/plugins/smilies-themer/tango/face-smile.png' alt=':)' class='wp-smiley' /> Se siete interessati&#8230; rimanete sintonizzati! <img src='http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/plugins/smilies-themer/tango/face-wink.png' alt=';)' class='wp-smiley' /> (toh, ho fatto pure la rima&#8230;)</p>
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