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	<title>Dega&#039;s blog</title>
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	<description>Qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza.</description>
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		<title>VLC, un player video per PC e Mac</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 16:46:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spesso, dopo aver acquistato o formattato un PC (o un Mac) ci si ritrova a voler guardare un filmato sul proprio computer e accorgersi che il player preinstallato (Windows Media Player per Windows e QuickTime Player per Mac) non ci permette di aprirlo perché il codec necessario per decodificare la traccia audio/video non è disponibile. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso, dopo aver acquistato o formattato un PC (o un Mac) ci si ritrova a voler guardare un filmato sul proprio computer e accorgersi che il player preinstallato (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Windows_Media_Player" target="_blank">Windows Media Player</a> per Windows e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/QuickTime_Player" target="_blank">QuickTime</a> Player per Mac) non ci permette di aprirlo perché il codec necessario per decodificare la traccia audio/video non è disponibile.</p>
<p>Nella selva dei formati video si rischia davvero di perdersi, tra mov, AVI (che in realtà non è un formato vero e proprio), divx, mpeg, mkv, mp4, 3gp, ogg, real e chi più ne ha più ne metta. Spesso si ricorre a veloci ricerche su Google per trovare e scaricare il codec di cui si ha bisogno al momento, intasando il proprio computer con svariate applicazioni e pacchetti presi da luoghi diversi, senza riuscire a risolvere la situazione una volta per tutte.</p>
<p>In realtà esiste una soluzione molto più pulita ed elegante: <a href="http://www.videolan.org/vlc/" target="_blank">VLC</a>. Si tratta di un player molto semplice, leggero e dalle buone performance. Ma ciò che più conta è che, anziché appoggiarsi ai codec installati nel computer per riprodurre i contenuti audio e video, contiene quasi tutti i codec già al suo interno e di conseguenza non è necessaria alcuna installazione aggiuntiva per poter riprodurre i propri file. C&#8217;è da dire che si tratta di un player professionale piuttosto che di un&#8217;applicazione &#8220;bella da usare&#8221;, ma fa il suo dovere e lo fa bene. Per i più smanettoni, ci sono anche opzioni avanzate quali la gestione remota attraverso LAN (da cui il nome esteso del programma, VideoLAN), la riproduzione di un video con traccia audio su file separato (utile quando sono disponibili più tracce audio in lingue diverse per la stessa traccia video) e la possibilità di riprodurre stream audio/video.</p>
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		<title>Migliorare l&#8217;efficienza dei treni ad alta velocità</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 11:24:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Visto che ultimamente manca (e in maniera preoccupante) l&#8217;ispirazione per scrivere in questo blog, vi racconto un po&#8217; del mio IP (Individual Project) di quest&#8217;anno. Si tratta di studiare come viene migliorata l&#8217;aerodinamica dei treni ad alta velocità installando delle coperture laterali per i vani delle ruote, attualmente non installate in Europa. Nello specifico lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che ultimamente manca (e in maniera preoccupante) l&#8217;ispirazione per scrivere in questo blog, vi racconto un po&#8217; del mio IP (Individual Project) di quest&#8217;anno.</p>
<p>Si tratta di studiare come viene migliorata l&#8217;aerodinamica dei treni ad alta velocità installando delle coperture laterali per i vani delle ruote, attualmente non installate in Europa. Nello specifico lo studio fa riferimento all&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/ICE_3" target="_blank">ICE 3</a> tedesco, ma studi simili sono stati condotti su treni analoghi, soprattutto l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ETR_500" target="_blank">ETR 500</a> (la &#8220;famosa&#8221; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Eurostar_Italia_Alta_Velocit%C3%A0" target="_blank">Frecciarossa</a> italiana). I miglioramenti relativi all&#8217;aerodinamica portano con sé due vantaggi non discutibili: un miglioramento dell&#8217;efficienza del treno (viene ridotta la resistenza) e una diminuzione del rumore emesso dal treno quando viaggia alle alte velocità.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/ice3.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2266" title="ice3" src="http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/uploads/2012/04/ice3.jpg" alt="" width="451" height="316" /></a></p>
<p>Uno studio condotto in Italia su un ETR 500 ha dimostrato come le coperture possano migliorare le prestazioni del 10%. Addirittura, riprogettando una versione ottimizzata del treno includendo le coperture laterali, si potrebbe arrivare ad un 15%. Sembrano valori molto ottimistici in effetti, ed i risultati che ho ottenuto io finora mostrano un miglioramento del 5% circa in termini di efficienza energetica. Pensateci però, questo equivale a dire che ogni 20 treni in circolazione dotati di coperture, uno viaggia gratis rispetto alla situazione attuale. E se vi sembra poco&#8230;<span id="more-2190"></span></p>
<p>Senza considerare poi che queste coperture, se associate a materiali fonoassorbenti, riescono anche a diminuire il rumore emesso dal treno. Le zone dei carrelli sono infatti le principali responsabili della generazione di rumore di un treno in corsa, insieme al pantografo. Il rumore generato viene generalmente diviso in tre categorie: rumore aerodinamico (generato dalle oscillazioni di pressione dovute alla turbolenza dell&#8217;aria), rumore da rotolamento (generato, manco a dirlo, dal movimento rotatorio delle ruote sulle rotaie) e rumore da trazione (il locomotore, essenzialmente). Alle alte velocità il rumore aerodinamico è quello prevalente, motivo per cui il mio studio è focalizzato sui treni ad alta velocità. Le coperture in oggetto andrebbero a ridurre la quantità di rumore aerodinamico prodotto poiché limitano la quantità di turbolenza che viene generata nei vani dei carrelli, mentre l&#8217;uso di materiali fonoassorbenti andrebbe a schermare &#8211; in parte &#8211; il rumore di rotolamento e il rimanente rumore aerodinamico.</p>
<p>Le principali difficoltà legate all&#8217;introduzione delle coperture laterali per i carrelli dei treni legate a questioni geometriche: bisogna rispettare il regolamento europeo sull&#8217;interoperabilità, che definisce la larghezza massima che un vagone può avere, ma al tempo stesso bisogna fare in modo che internamente ci sia abbastanza spazio affinché i carrelli siano liberi di ruotare quando il treno è in curva.</p>
<p>In ogni caso, il mio studio CFD è arrivato alla conclusione che queste coperture potrebbero ridurre la resistenza aerodinamica di circa il 5%. Non sono ancora riuscito a capire come mai in Europa nessun treno ha queste coperture, considerati gli evidenti vantaggi energetici (e di conseguenza anche economici), ma considerato l&#8217;esiguo costo potrebbe essere il caso di farci un pensierino <img src='http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/plugins/smilies-themer/tango/face-smile.png' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Come fare: creare archivi ZIP su Mac</title>
		<link>http://www.lucadegasper.com/blog/2012/04/come-fare-creare-archivi-zip-su-mac/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 05:40:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Contrariamente a quanto spesso si pensa, non è necessaria un&#8217;utility gratuita o a pagamento per creare archivi ZIP su Mac. Questa credenza è abbastanza diffusa, non chiedetemi il perché; io stesso ho scoperto questa funzionalità che sinceramente non è neanche troppo nascosta dopo aver passato una buona mezz&#8217;ora cercando un&#8217;utility per creare archivi ZIP. Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Contrariamente a quanto spesso si pensa, non è necessaria un&#8217;utility gratuita o a pagamento per creare archivi ZIP su Mac. Questa credenza è abbastanza diffusa, non chiedetemi il perché; io stesso ho scoperto questa funzionalità che sinceramente non è neanche troppo nascosta dopo aver passato una buona mezz&#8217;ora cercando un&#8217;utility per creare archivi ZIP.</p>
<p>Per sfruttare le funzionalità di compressione integrata in OSX è sufficiente selezionare i file o le cartelle da inserire nel file ZIP, fare click destro e selezionare la funzione &#8220;comprimi&#8221;. In alternativa, la stessa funzione è richiamabile dal menu Archivio nella barra in alto. In questo modo viene creato un archivio non protetto da password contentente i file che avete selezionato.</p>
<p><a href="http://www.betalogue.com/2010/03/31/encrypted-zip/" target="_blank">Apparentemente</a> esiste anche una funzionalità di OSX che vi permette di creare archivi criptati (protetti da password), ma non è integrata nell&#8217;interfaccia utente e deve essere quindi richiamata da riga di comando tramite il Terminale:</p>
<p style="text-align: center;"><em>zip -ejr [name] [path to folder]</em></p>
<p style="text-align: left;">dove zip -ejr è il comando per la compressione (la e indica la criptazione), [name] è il nome dell&#8217;archivio che volete creare e [path to folder] è l&#8217;indirizzo della cartella il cui contenuto volete comprimere (anziché digitare l&#8217;intero percorso potete semplicemente fare drag&amp;drop della cartella, e il Terminale inserirà automaticamente il suo percorso). Ricordate che prima di inserire questo comando dovete recarvi nella cartella dove volete che l&#8217;archivio sia creato usando il comando <em>cd</em>.</p>
<p>Buone compressioni!</p>
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		<title>La fine del cinema&#8230; Eden</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 06:30:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche l&#8217;ultimo cinema monosala rimasto a Bolzano chiude oggi i battenti, dopo 98 anni e mezzo di attività. Ciao cinema Eden. ************************* CENTRALE, ASTRA, BOCCACCIO, CORSO, COSTELLAZIONE, ROMA, COLUMBIA, VITTORIA, AUGUSTEO, DRUSO, CONCORDIA Uno dopo l&#8217;altro i gestori delle sale cinematografiche bolzanine si sono arresi al cambiare dei tempi. Anche il cinema Eden, originariamente aperto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="container">
<p style="text-align: left;" align="center">Anche l&#8217;ultimo cinema monosala rimasto a Bolzano chiude oggi i battenti, dopo 98 anni e mezzo di attività. Ciao cinema Eden.</p>
<p style="text-align: center;" align="center">*************************</p>
<p align="center"><strong>CENTRALE, ASTRA, BOCCACCIO, CORSO, COSTELLAZIONE, ROMA,</strong><br />
<strong>COLUMBIA, VITTORIA, AUGUSTEO, DRUSO, CONCORDIA</strong></p>
<p>Uno dopo l&#8217;altro i gestori delle sale cinematografiche bolzanine si sono arresi al cambiare dei tempi. Anche il cinema Eden, originariamente aperto in via Portici 30 e trasferito in via Leonardo da Vinci nel 1913, termina oggi la sua attività, e con esso sparisce l&#8217;ultimo &#8220;cinema di una volta&#8221; di Bolzano.</p>
<p>Nonostante l&#8217;impegno e la passione di una famiglia che da due generazioni si occupa di cinema e gli sforzi profusi al fine di rimanere competitivi in un mercato in cui per i piccoli non c&#8217;è più posto, la concorrenza generata in seguito all&#8217;apertura della nuova multisala e l&#8217;impossibilità di ottenere un qualsiasi tipo di sostegno economico dalla Provincia di Bolzano in quanto attività commerciale, hanno contribuito a rendere la situazione economicamente insostenibile, portandoci a prendere questa decisione. Anche una possibile trasformazione in cinema d&#8217;essay fondando un&#8217;associazione culturale non si è potuta concretizzare a causa della indisponibilità di fondi statali o provinciali. Inoltre, il consistente miglioramento della qualità delle proiezioni, ottenuto grazie al noleggio di un proiettore digitale, e la proposta di contenuti alternativi quali l&#8217;opera in diretta satellitare non hanno portato i risultati sperati.</p>
<p>La chiusura di questa sala è più della semplice cessazione di un&#8217;attività commerciale. Rappresenta la sconfitta delle piccole realtà locali, non più in grado di competere con i giganti che possono contare su una base economica molto più solida. Rappresenta la sconfitta delle persone che amano fare il proprio lavoro di fronte alle impietose leggi del mercato. Rappresenta la fine di una concezione del cinema ormai tramontata e nascosta dietro al &#8220;fragore&#8221; delle multisale.<span id="more-1916"></span></p>
<p>Ed è giusto così, in fondo il cinema è nato come sensazionale innovazione capace di proiettare delle &#8220;immagini in movimento&#8221;, ha proseguito la propria crescita sostituendosi ai giornali e diventando vero e proprio mezzo d&#8217;informazione e propagandistico durante gli anni di guerra e quando ancora le televisioni non erano apparecchi comuni nelle case della popolazione. Oggi il cinema, di fronte alla necessità di continuare ad offrire qualcosa in più rispetto all&#8217;intrattenimento consumer, propone film &#8220;tridimensionali&#8221; e una qualità d&#8217;immagine molto alta grazie ai proiettori digitali. Ed è proprio il passaggio al digitale ad assumere particolare importanza simbolica in questo panorama di cambiamento e rinnovamento dell&#8217;industria cinematografica. La pellicola 35 mm è rimasta pressoché invariata da quando venne scelta come standard nel 1909: è cambiato il formato delle immagini, qualità e quantità delle tracce sonore, e, cambiamento importantissimo, le pellicole sono state rese non infiammabili con l&#8217;adozione del triacetato di cellulosa negli anni 50, rimpiazzato poi dal poliestere negli anni 90. Ma la sostanza è rimasta la stessa, così come il principio di funzionamento dei proiettori è rimasto invariato. Se da un lato i proiettori digitali migliorano la qualità dell&#8217;immagine, dall&#8217;altro stravolgono ciò che il cinema è stato fino ad ora, rendendo praticamente inutile la figura del proiezionista. Niente più film da montare, niente più giunte tra le pizze che compongono un film, niente &#8220;bruciature di sigaretta&#8221; in alto a destra per avvertire il proiezionista dell&#8217;imminente fine di una pizza e della necessità di avviare il secondo proiettore, quando ancora si facevano i cambi tra un proiettore e l&#8217;altro durante i film. Ora è sufficiente trasferire il film su un server da un disco rigido e premere il tasto play, se non addirittura programmare l&#8217;orario di inizio e lasciare che tutto proceda in automatico.</p>
<p>Io mi chiedo come sia possibile uccidere una cosa così bella e romantica come il cinema di una volta. Come sia possibile che la gente gli volti le spalle in questo modo? L&#8217;industria del cinema sta attraversando un processo di ammodernamento mai visto prima, ammodernamento che purtroppo viene dato per scontato o che addirittura passa inosservato ai più. Io ci metto la mano sul fuoco che se si chiedesse agli spettatori se il film che hanno guardato è stato proiettato in pellicola o in digitale, la maggior parte di loro non avrà la più pallida idea di quale sia la risposta. Qui stiamo lasciando morire una realtà che è da salvare, stiamo lasciando morire una delle cose più belle e appassionanti in nome di una modernità sempre più vuota e orientata al profitto economico. Sarò anche eccessivamente malinconico ma questo, credetemi, è il momento di esserlo.</p>
<p>Un ringraziamento va ai nostri clienti, abituali ed occasionali, che ci sono stati vicini in questi anni di cinema, in particolar modo a coloro che hanno continuato a frequentare la nostra sala in questo ultimo periodo di difficoltà.</p>
<p align="center"><em>Il cinema «puro» come tutte le purità è distruttivo. Il cinema sta nel suo nascere come spettacolo, nel dover rispondere a una necessità: essere popolare. Esso vive in quanto c&#8217;è un milione d&#8217;occhi che guardano.</em><br />
Massimo Bontempelli</p>
<p>Concludo citando parte di un <a href="http://www.imille.org/2012/01/la-globalizzazione-conduce-alla-omogeneizzazione-culturale-quale-futuro-per-le-attivita%E2%80%99-tradizionali/" target="_blank">articolo</a>.</p>
<p><em>La globalizzazione non solo fa risparmiare iI consumatore, ma accorcia le distanze e nullifica le stagioni, così che oggi possiamo mangiare fragole e arance tutto l&#8217;anno! Di fronte ad un tale potere, cosa rimane delle culture tradizionali? Di quando per mangiare le arance si aspettava Natale e per le fragole si aspettava l&#8217;estate, del cinema di diversi colori, con diverse poltrone, di diverse misure? Del negozio dietro l&#8217;angolo che non sempre aveva il vestito del colore che volevamo ma che il vestito che aveva era sicuro diverso? La cultura è fatta di queste cose, di sapori e luoghi diversi. Salvare la diversità e l&#8217;identità che rendono speciale il nostro Paese è un dovere.</em></p>
</div>
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		<title>Splendor (1989)</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 10:27:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;altro giorno ho scoperto per caso un nuovo film sulla morte del cinema &#8220;tradizionale&#8221;. Questa tematica fa venire in mente immediatamente il celebre Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. E forse è proprio la presenza di questo capolavoro ad oscurare Splendor, film del 1989 diretto da Ettore Scola con Marcello Mastroianni e Massimo Troisi. Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altro giorno ho scoperto per caso un nuovo film sulla morte del cinema &#8220;tradizionale&#8221;. Questa tematica fa venire in mente immediatamente il celebre <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nuovo_Cinema_Paradiso" target="_blank">Nuovo Cinema Paradiso</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Tornatore" target="_blank">Giuseppe Tornatore</a>. E forse è proprio la presenza di questo capolavoro ad oscurare <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Splendor" target="_blank">Splendor</a></em>, film del 1989 diretto da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Scola" target="_blank">Ettore Scola</a> con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Mastroianni" target="_blank">Marcello Mastroianni</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Troisi" target="_blank">Massimo Troisi</a>. Le similitudini sono molte, a partire dalla trama, ma anche la colonna sonora e l&#8217;ambientazione.</p>
<p>Splendor narra la storia di un cinema di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Arpino" target="_blank">Arpino</a>, piccola cittadina del Lazio in provincia di Frosinone, il cui gestore è costretto a chiudere a causa dei guadagni ormai inesistenti dopo un periodo di attività molto redditizio, principalmente a causa dell&#8217;avvento della televisione. Il piccolo cinema Splendor cercò di salvarsi proponendo rassegne culturali e prendendo in considerazione l&#8217;idea di trasformarsi in un cinema a luci rosse, se non fosse che il gestore, che si era occupato di cinema fin da piccolo, non trovò il coraggio di prendere questa decisione. Infine, nonostante le continue proposte e le richieste del proiezionista, venne presa la decisione di vendere il locale. Il film si conclude con una scena molto bella, in cui proprio al momento dell&#8217;ultima chiusura la sala viene riempita dagli abitanti di Arpino, venuti a dare un ultimo saluto al loro cinema.</p>
<p>Per chi volesse acquistare il DVD: <a href="http://www.amazon.it/Splendor-Marcello-Mastroianni/dp/B000JRPGGC/ref=sr_1_1?s=dvd&amp;ie=UTF8&amp;qid=1332600741&amp;sr=1-1" target="_blank">Amazon</a></p>
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		<title>Giocare a poker online</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 01:34:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono svariate ragioni per cui giocare a poker online: la possibilità di arrotondare standosene comodamente seduti davanti al computer (e se diventate particolarmente bravi potete anche fare del poker la vostra attività principale); la possibilità di esercitarsi senza scommettere soldi, oppure mettendoci solo piccole somme; non c&#8217;è la necessità di dare mance o di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono svariate ragioni per cui giocare a poker online:</p>
<ul>
<li>la possibilità di arrotondare standosene comodamente seduti davanti al computer (e se diventate particolarmente bravi potete anche fare del poker la vostra attività principale);</li>
<li>la possibilità di esercitarsi senza scommettere soldi, oppure mettendoci solo piccole somme;</li>
<li>non c&#8217;è la necessità di dare mance o di comprare da bere (ma il frigorifero di casa vostra è sempre a portata di mano!);</li>
<li>alcuni tornei danno la possibilità di giocare senza dover pagare alcuna quota di iscrizione.</li>
</ul>
<p>Ricordate inoltre che il poker non è un gioco di fortuna, ma di preparazione tecnica. Preparandosi adeguatamente e con la giusta esperienza, tutti possono riuscire a tirare su un gruzzoletto <img src='http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/plugins/smilies-themer/tango/face-smile.png' alt=':)' class='wp-smiley' /> L&#8217;importante, però, è non prenderci troppo la mano e misurare bene le proprie capacità prima di scommettere somme troppo alte. <a href="https://www.lottomatica.it/poker/composerPagePoker.do?game=GIOCHI&amp;body=poker-texana" target="_blank">Texas holdem</a> è una delle specialità più diffuse, perché non darci un&#8217;occhiata?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Niente più Google Adsense su Dega&#8217;s Blog!</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Mar 2012 08:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cari lettori (pochi ma buoni&#8230; e questo è l&#8217;importante), è con piacere che vi annuncio che, considerato il fatto che gli introiti sono praticamente nulli, ho deciso di rimuovere Google Adsense da questo blog. Da oggi, quindi, non ci saranno più banner pubblicitari in cima agli articoli&#8230; che, oltre ad essere brutti da vedere, erano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari lettori (pochi ma buoni&#8230; e questo è l&#8217;importante), è con piacere che vi annuncio che, considerato il fatto che gli introiti sono praticamente nulli, ho deciso di rimuovere <a href="http://www.google.com/adsense" target="_blank">Google Adsense</a> da questo blog. Da oggi, quindi, non ci saranno più banner pubblicitari in cima agli articoli&#8230; che, oltre ad essere brutti da vedere, erano pure completamente fuori tema rispetto all&#8217;argomento dell&#8217;articolo visualizzato.</p>
<p>(Comunque, se proprio insistete, in fondo ad ogni articolo e nella barra laterale in <em>homepage</em> c&#8217;è il link per offrirmi un caffè <img src='http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/plugins/smilies-themer/tango/face-wink.png' alt=';)' class='wp-smiley' /> )</p>
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		<title>Apple Remote che smette di funzionare</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Mar 2012 17:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[informatica e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche io, come tanti altri utenti di iMac 27&#8221; (modello Maggio 2011), ho un problema con l&#8217;Apple Remote. Appena avviato il computer sembra funzionare tutto, ma dopo un po&#8217; il controller smette di funzionare. Non succede sempre dopo la stessa quantità di tempo, a volte succede prima, altre volte dopo. Non si tratta delle batterie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche io, come tanti altri utenti di iMac 27&#8221; (modello Maggio 2011), ho un problema con l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apple_Remote" target="_blank">Apple Remote</a>. Appena avviato il computer sembra funzionare tutto, ma dopo un po&#8217; il controller smette di funzionare. Non succede sempre dopo la stessa quantità di tempo, a volte succede prima, altre volte dopo.</p>
<p>Non si tratta delle batterie del Remote (neanche altri controller, funzionanti su altri computer, venivano rilevati), né tantomeno del fatto che il controllo remoto sia disabilitato nelle impostazioni di sicurezza o che il computer sia stato accoppiato con un altro Remote. A nulla è servito seguire le <a href="http://support.apple.com/kb/HT1722" target="_blank">istruzioni di Troubleshooting</a> fornite da Apple.</p>
<p>Dopo un po&#8217; smette di funzionare e basta, e al momento non sembra esserci altra soluzione che riavviare il computer&#8230; ma se qualcuno ha trovato una soluzione migliore lo scriva qui sotto!</p>
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		<title>Natwest: come trovare i codici IBAN e BIC</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 19:54:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
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		<category><![CDATA[natwest]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai so dove andarli a prendere, ma mi ricordo bene che la prima volta che mi servivano i codici IBAN e BIC del mio conto corrente con Natwest ci avevo messo un bel po&#8217; a capire dove trovarli. Se anche voi li state cercando non dovete fare altro che accedere all&#8217;internet banking da www.natwest.com, andare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai so dove andarli a prendere, ma mi ricordo bene che la prima volta che mi servivano i codici IBAN e BIC del mio conto corrente con Natwest ci avevo messo un bel po&#8217; a capire dove trovarli.</p>
<p>Se anche voi li state cercando non dovete fare altro che accedere all&#8217;internet banking da <a href="http://www.natwest.com" target="_blank">www.natwest.com</a>, andare a visualizzare un rendiconto (<em>bank statement</em>) per il conto che vi interessa e troverete i codici che state cercando scritti in fondo alla lista delle transazioni. Happy banking! <img src='http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/plugins/smilies-themer/tango/face-wink.png' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Sostituzione degli iPod Nano 1G: aggiornamento</title>
		<link>http://www.lucadegasper.com/blog/2012/02/sostituzione-degli-ipod-nano-1g-aggiornamento/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 23:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[informatica e tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[apple]]></category>
		<category><![CDATA[batteria]]></category>
		<category><![CDATA[ipod]]></category>
		<category><![CDATA[nano]]></category>
		<category><![CDATA[sostituzione]]></category>
		<category><![CDATA[spedizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Un paio di mesi fa avevo segnalato il fatto che Apple stesse richiamando gli iPod Nano di prima generazione per un difetto alla batteria. Il programma di sostituzione prevedeva la sostituzione con lo stesso modello (rigenerato) di iPod Nano, fino a che evidentemente non hanno finito le scorte ed hanno iniziato a spedire indietro i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un paio di mesi fa <a href="http://www.lucadegasper.com/blog/2011/11/apple-richiama-e-sostituisce-ipod-nano-di-prima-generazione/">avevo segnalato</a> il fatto che Apple stesse richiamando gli iPod Nano di prima generazione per un difetto alla batteria. Il programma di sostituzione prevedeva la sostituzione con lo stesso modello (rigenerato) di iPod Nano, fino a che evidentemente non hanno finito le scorte ed hanno iniziato a spedire indietro i nuovi Nano di sesta generazione. Vi racconto la mia esperienza, nel caso possa tornare utile a qualcuno che si trova nella stessa situazione&#8230;</p>
<p>Anche io, essendo in possesso di un iPod Nano di prima generazione incluso tra quelli richiamati, ho chiesto la sostituzione. Tutto bene fino a quando è stata mandata l&#8217;email che confermava la spedizione del lettore MP3 sostitutivo tramite corriere (4 gennaio); tra le altre informazioni, l&#8217;email specificava che il pacco sarebbe stato consegnato entro due giorni lavorativi. Non veniva però indicato quale corriere aveva preso in carico la spedizione, e il codice fornito per tracciare la spedizione non veniva riconosciuto dal sito UPS, il corriere generalmente usato da Apple. Passati quattro giorni non si era visto ancora niente, ma sapendo benissimo che le spedizioni internazionali a volte sono sorprendentemente lente, lasciamo passare le settimane.<span id="more-2193"></span></p>
<p>Dopo quasi un mese, a fine gennaio, telefoniamo al supporto Apple per chiedere chiarimenti. Ci comunicano che queste spedizioni sono lente e che i due giorni lavorativi indicati nell&#8217;email sono un&#8217;informazione sbagliata e che va ignorata: le spedizioni internazionali possono richiedere alcune settimane e dobbiamo quindi avere ancora un po&#8217; di pazienza.</p>
<p>A metà febbraio richiamiamo Apple per segnalare che ancora non è stato recapitato alcun pacco. Questa volta riconoscono anche loro il fatto che la spedizione si possa essere persa da qualche parte (e non mi è ancora ben chiaro come questo possa succedere&#8230;) e spediscono un altro iPod 6G tramite UPS, questa volta con un codice per il <em>tracking</em> che funziona. Due giorni dopo, l&#8217;iPod è stato recapitato&#8230; e vissero tutti felici e contenti <img src='http://www.lucadegasper.com/blog/wp-content/plugins/smilies-themer/tango/face-smile.png' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Insomma, questa volta Apple ha fatto qualche casino&#8230; ma il supporto clienti rimane sempre imbattibile!</p>
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