Abolizione del roaming in Europa: la nuova tariffa Easy Europe di Wind

Dal 24 aprile Wind ha abolito le tariffe di roaming per i propri clienti di telefonia mobile, anticipando la direttiva europea che prevede, a partire dal 15 giugno 2017, di poter utilizzare il proprio telefono cellulare all’interno dello Spazio economico europeo (EEA) senza dover pagare alcuna tariffa aggiuntiva rispetto alle normali tariffe nazionali. Questo vale sia nel caso in cui il proprio piano tariffario sia a contratto (pagando un importo fisso ogni mese per ricevere un certo numero di minuti, SMS ed eventualmente traffico dati) o a consumo (pagando ogni volta per ogni chiamata, messaggio o traffico dati generato); si potrà quindi usare il proprio telefono alle stesse esatte condizioni economiche che sarebbero in vigore se ci si trovasse in Italia, con qualche eccezione che trovate elencata a fondo articolo. L’offerta è inoltre soggetta ad alcune restrizioni determinate dal buonsenso per evitare che vengano acquistate schedine nei Paesi dove le tariffe sono più basse per poi usarle abitualmente in Italia; quindi, ad esempio, la maggioranza del traffico generato durante l’anno dovrà essere in Italia, altrimenti potrebbero essere applicate delle tariffe aggiuntive. Al momento Wind non ha riportato alcun limite specifico in termini di quanto traffico potrete generare all’estero, ma se siete clienti di un altro operatore è meglio controllare le loro clausole al riguardo. Continua a leggere »

Recensione Smart TV Samsung UE43KS7500UXZT

Questa non vuole essere una recensione tecnica o avanzata, forse non è nemmeno una recensione, bensì una serie di considerazioni senza troppe pretese per l’uso quotidiano della TV. Qualche mese fa ho acquistato una Samsung UE43KS7500UXZT, una televisione da 43 pollici a schermo curvo, con una risoluzione di 3840×2160 (comunemente chiamato 4K).

La televisione è già dotata del tuner DVB-T2, che la rende compatibile con le nuove frequenze che saranno utilizzate a partire dal 2020 (come recentemente annunciato, con un periodo transitorio fino al 2022) per la trasmissione dei segnali TV.

Smart TV Samsung UE43KS7500UXZT

Design

Inizialmente ero titubante riguardo lo schermo curvo; in realtà è piacevole da vedere e non comporta nessun tipo di problema nell’uso quotidiano del televisore. L’unica cosa da tenere in considerazione potrebbe essere il fatto che durante le operazioni di montaggio (e/o trasporto senza scatola) non è possibile “sdraiare” la TV su di una superficie orizzontale, altrimenti lo schermo verrebbe sollecitato eccessivamente.

Quando deciderete quale televisione fa più al caso vostro, una cosa da tenere in considerazione sono le connessioni sul retro. Non tutte sono infatti accessibili direttamente dal retro del televisore, ed alcune di esse, inclusa quella per l’antenna e per l’hard disk esterno, sono disponibili solo connettendo alla TV uno scatolotto esterno chiamato Samsung One Connect. Se volete usufruire inoltre delle funzionalità smart, sarà necessario collegare la TV ad una rete wireless oppure, opzione che consiglio, ad una rete cablata tramite cavo Ethernet.

Telecomando

Il telecomando smart remote che arriva insieme alla TV è molto bello e di buona qualità costruttiva, ma richiede un po’ di apprendimento se si è abituati ad un telecomando tradizionale; in certe situazioni risulta molto macchinoso da usare in quanto non presenta il tradizione tastierino numerico e si basa su funzioni multiple per ogni tasto. Ad esempio, per la riproduzione di filmati tutti i controlli (play, pausa, avanti, indietro, stop) sono raggiungibili mediante un menù a schermo e non direttamente utilizzando un singolo tasto del telecomando; lo stesso discorso vale per la navigazione del televideo. Io ho “risolto” (o, per meglio dire, aggirato) questo problema comprando su eBay un telecomando tradizionale, che pur non essendo originale Samsung e di fattura mediocre, può risultare molto comodo in alcune situazioni.

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iPhone ed i file “fantasma” che occupano memoria

Negli ultimi mesi ho notato che la memoria del mio telefono, un iPhone 6S da 16GB, era in costante diminuzione dopo un anno trascorso a livelli pressoché costanti. C’era inoltre una grossa differenza tra la memoria libera indicata da iTunes con il telefono connesso (circa 2 GB) e quella indicata dal telefono stesso (400 MB).

Leggendo in internet ho trovato articoli che parlavano di file “fantasma” che, pur non essendo riconosciuti come tali, occupavano parzialmente la memoria del telefono. Una prova di ciò potrebbe essere il fatto che attivando la sincronizzazione delle foto su iCloud il telefono dicesse “carico 140 foto” nonostante il numero di fotografie effettivamente presenti sul telefono fosse molto inferiore (ed in ogni caso il caricamento non funzionava). Un altro indizio che fossero le fotografie a creare questo problema è dato dal fatto che questo fenomeno di esaurimento della memoria ha iniziato a verificarsi più o meno quando ho aggiornato il sistema operativo dell’iMac, cambiando software per importare e gestire le fotografie. Alcune persone sono riuscite a risolvere questo problema modificando manualmente la data nelle impostazioni, portandola indietro di alcuni mesi se non anni; in questo modo le foto “orfane” comparivano nuovamente nell’album Eliminate di recente rendendo quindi possibile la loro cancellazione. Nel mio caso, però, questo metodo non ha funzionato, e sono ricorso ad un metodo più drastico: backup del telefono su iTunes, reset e ripristino dall’apparecchio, il tutto effettuato direttamente da iTunes. Al costo di perdere un’oretta abbondante di tempo e di dover scaricare nuovamente tutte le app (che comunque non perdono i dati, nemmeno le chat di WhatsApp), ho recuperato la bellezza di 5 GB che non si sa dove fossero finiti!

Il nuovo servizio Raiplay, trasmissioni in diretta e differita

Nel lontano 2011 scrissi un articolo a proposito del vecchio sito rai.tv, che permetteva di vedere le trasmissioni RAI in diretta ed in differita sfruttando la connessione ad internet piuttosto che il segnale proveniente dall’antenna di casa. Dopo tutti questi anni il servizio si è rinnovato ed ha cambiato nome, assumendo ora la denominazione di Raiplay ed è raggiungibile all’indirizzo www.raiplay.it. La logica di funzionamento è pressoché la stessa; la pagina iniziale presenta una lista dei contenuti disponibili suddivisi per categoria, mentre navigando nei menù è possibile accedere alle varie categorie singolarmente ed alla pagina Dirette, dove è possibile vedere in diretta tutti i canali RAI, con un piccolo ritardo rispetto al segnale dell’antenna (forse una quindicina di secondi). Nella pagina Guida TV/Replay è possibile consultare la guida dei programmi TV per i 7 giorni precedenti e successivi alla data odierna; il servizio replay permette inoltre di rivedere (quasi) tutti i programmi che sono stati trasmessi nel ultimi 7 giorni sui canali RAI (a differenza del catalogo principale che contiene solo alcune trasmissioni).

E’ stato anche introdotto il supporto per le smart TV tramite l’app Raiplay, che permette di vedere le trasmissioni in streaming sul televisore di casa anziché sul computer.

Acquisto TV su mediaworld.it, qualche dritta

Ho recentemente acquistato un (bellissimo) televisore Samsung KS7500 da 43 pollici dal sito di Mediaworld, ed in questo articolo ho raccolto alcune dritte riguardo il pagamento e la spedizione nel caso in cui foste interessati ad effettuare un acquisto simile:

  • Mediaworld online non ha niente a che fare con i negozi fisici. Ovviamente non si tratta di due aziende diverse ma operano come se lo fossero: se avete un qualsiasi problema col prodotto che avete acquistato online i vostri riferimenti saranno esclusivamente online o telefonici, non il negozio; nel caso in cui vogliate esercitare il diritto di recesso o se fosse necessaria una sostituzione in garanzia, non dovrete portare il prodotto in negozio ma rispedirlo indietro tramite il corriere. Allo stesso modo, anche se viene offerta l’opzione del ritiro in negozio per gli oggetti più piccoli, i prodotti ingombranti (elettrodomestici, condizionatori e televisori da più di 32 pollici) non possono essere ritirati in negozio.
  • Il pagamento con carta di credito è ovviamente istantaneo, ma in alcuni casi, e non ci è dato sapere quali, Mediaworld si riserva il diritto di effettuare quella che chiamano una “verifica di genuinità” sulla carta di credito; questo procedimento può allungare i tempi anche di 2/3 giorni ed è bene esserne al corrente nel caso in cui abbiate necessità di ricevere l’oggetto entro una data specifica.
  • Mediaworld si appoggia a diversi corrieri, e nel caso di elettrodomestici di grandi dimensioni, condizionatori e televisori superiori ai 32 pollici la spedizione può essere affidata, come nel mio caso, al corriere CEVA Logistics. Da quello che ho capito non si tratta di un corriere vero e proprio, ma di un “gestore” della spedizione, che poi a suo volta si appoggia ad altri corrieri per la consegna fisica del bene. Nel mio caso CEVA Logistics ha mandato la televisione da Melzo (MI) al corriere TBS Srl, con magazzino ad Albavilla (CO), stando a quanto mi è stato riferito.
  • Il corriere che consegna il prodotto si metterà in contatto con voi per stabilire giorno ed orario della consegna. Purtroppo nel mio caso il corriere (TBS) non sembrava avere grandi capacità di pianificazione, l’unica modalità era quella del “ti chiamo oggi per la consegna domani, se domani non ci sei ci risentiamo quando saremo di nuovo in zona”, quindi attenzione al fatto che se vivete in un paesino potrebbero non effettuare consegne ogni giorno (o ogni settimana). Mettersi in contatto direttamente con TBS per effettuare un sollecito è stato praticamente impossibile e, quando possibile, inconcludente; è tuttavia possibile chiamare CEVA Logistics ed effettuare un sollecito tramite loro. Il contatto telefonico di CEVA lo si può trovare nella scheda ordine sul sito di Mediaworld, nella sezione che permette di effettuare il tracking della spedizione.

Come fare: la tabella dei commenti nel database di WordPress si è corrotta

Tra le varie cose che ogni tanto succedono a questo blog e di cui, talvolta con enorme ritardo, mi accorgo, stavolta è capitata la seguente: le tabelle wp_comments e wp_commentmeta nel database mysql collegato al blog si erano corrotte.

Il problema si manifestava nei modi seguenti:

  • nessun commento visibile in alcun articolo, o nella pagina commenti della bacheca;
  • nonostante questo, il counter dei commenti alla fine di ogni articolo mostrava il numero giusto;
  • impossibilità di inserire un nuovo commento, con la visualizzazione del seguente errore: “Catchable fatal error: Object of class WP_Error could not be converted to string“;
  • nella pagina di gestione del database mysql, le tabelle wp_comments e wp_commentmeta appaiono etichettate come “in use“, ma non è possibile visualizzarne i contenuti o modificarne la struttura, con la visualizzazione del messaggio “Table marked as crashed“.

La soluzione consiste nell’effettuare un repair manuale delle tabelle corrotte. Prima di procedere consiglio di effettuare un backup delle tabelle stesse nel caso in cui qualcosa andasse storto (ed effettivamente il backup si riesce a fare, il file sql che ho scaricato sul mio computer era di circa 10 MB). Successivamente si può procedere al repair manuale eseguendo il comando “table repair nometabella;“; nel mio caso ho potuto farlo dal pannello di gestione del database, ma credo che, se si ha accesso a phpMyAdmin per il sito, esista una funzione per eseguire questa operazione senza dover ricorrere alla riga di comando.

Come fare: una finestra di Firefox non accetta più input da tastiera

Problema: è da qualche mese che, apparentemente senza motivo ed in modo casuale, Firefox smette di accettare qualsiasi input da tastiera. Questo include ogni parte della finestra, che sia un form da compilare all’interno del sito che si sta visualizzando (in una qualsiasi scheda aperta nella finestra), la barra dell’indirizzo e quella della ricerca, anche le scorciatoie da tastiera sono bloccate. Ogni volta che si presenta il problema è un’unica finestra ad essere interessata, altre finestre aperte (o elementi che vengono riconosciuti come finestre separate, come ad esempio la finestra di stampa) non sono soggette al problema.

Avevo notato che il problema era connesso alla visualizzazione di contenuti multimediali (filmati, in particolare), ed un po’ di ricerca in internet e di sperimentazione mi hanno permesso di capire che il problema è legato ad un plugin di riproduzione video (Flash, a quanto pare, ma potrebbe essere anche un qualsiasi altro plugin), che “si aggancia” agli input della tastiera e non li “rilascia” al browser. Questo si verifica quando si clicca su di una scheda contenente il plugin e la si trascina all’esterno della finestra affinché la stessa venga aperta in una nuova finestra. Il risultato di questa azione è che il plugin “ruba” l’input da tastiera alla finestra di origine, mentre la nuova finestra aperta non ha problemi. Chiedo venia se questa spiegazione non è molto tecnica o professionale, ma è tutto quello che ci ho capito. Continua a leggere »

Come si fa: la funzione di trackpad per tastiera su iPhone 6s a volte non funziona

Una delle novità introdotte da Apple sul nuovo iPhone 6s/6s Plus è il 3D touch (o force touch, come viene chiamato sui portatili e sull’Apple Watch). Questa tecnologia si basa sulla presenza di un sensore di pressione di tipo capacitivo posizionato sotto al vetro di protezione dello schermo, il quale è in grado di misurare la forza con cui le nostre dita premono sullo schermo. Oltre ad usare il touchscreen come siamo sempre stati abituati, abbiamo ora la possibilità di premere con più forza su un pulsante o un oggetto per avere accesso ad altri comandi in modo rapido. Ad esempio, cliccando con forza su un indirizzo internet, si aprirà una finestra che ci mostra in anteprima il contenuto della pagina, oppure se clicchiamo su un elemento della galleria fotografica possiamo vedere in anteprima la fotografia senza bisogno di aprirla. Un’altra funzione associata al 3D touch, che trovo particolarmente utile mentre si sta scrivendo un messaggio e magari si vuole apportare una correzione in mezzo al testo, è la possibilità di cliccare con forza sulla tastiera visualizzata a schermo; questo farà sparire le lettere e trasformerà la zona dedicata alla tastiera in un trackpad. In questo modo, continuando ad esercitare pressione sullo schermo, possiamo posizionare il cursore all’interno del testo semplicemente muovendo il dito. Inoltre, dopo aver posizionato il cursore, possiamo aumentare leggermente la pressione del dito per selezionare una o più parole adiacenti.

Ci sono tuttavia delle situazioni in cui questa funzionalità non sembra attivarsi, e quando andiamo a premere con il dito sulla tastiera per usare la funzionalità di trackpad, la tastiera rimane attiva e questo risulta nella digitazione di lettere non volute. In realtà questo non è un difetto, bensì una caratteristica volutamente inserita da Apple per evitare il fenomeno opposto, ovvero che durante la digitazione un tocco più deciso su una lettera attivi il trackpad e ci impedisca di inserire la lettera voluta. Troviamo funzionalità analoghe in altri contesti: ad esempio se durante la digitazione premiamo accidentalmente sul microfono per la dettatura anziché sulla barra spaziatrice il sistema inserirà comunque uno spazio. La soluzione è molto semplice e consiste nello smettere di scrivere ed aspettare una frazione di secondo affinché il sistema operativo si renda conto che la digitazione è finita; a questo punto il trackpad è nuovamente attivabile.

Vendere il proprio device Apple usato tramite Trendevice

Come probabilmente si evince dal titolo, questo articolo a chi voglia liberarsi di un device Apple (iPhone, iPad o Apple Watch) che non utilizzano più, magari perché ne hanno acquistato la nuova versione appena uscita oppure semplicemente perché non ne hanno più bisogno. La prima cosa che viene in mente, generalmente, è chiedere ad amici e familiari se sono interessati, ma se nessuno si fa avanti ci sono due possibilità: tenerlo inutilizzato nel cassetto del comodino oppure venderlo online.

Se optate per la seconda esiste un servizio molto comodo ed efficiente, Trendevice. Il sito permette di effettuare una valutazione online del valore del proprio oggetto (in base a dati come il livello di usura/danneggiamento, la dimensione della memoria, se vendiamo o meno il cavo e la scatola originale). Questo processo richiede pochissimo tempo, ad esempio il mio iPhone 5s comprato a gennaio 2014 al momento viene valutato ben 325 euro. Se poi decidiamo di procedere con la vendita, il sito permette di organizzare il ritiro a domicilio tramite corriere e, dopo che avranno verificato l’oggetto arriverà il pagamento tramite bonifico bancario.

Non ho provato di persona questo servizio ma dalle recensioni che ho letto sembra molto affidabile. Ho in programma di comprare un iPhone 6s quando uscirà il prossimo mese, ed è probabile che venda il vecchio telefono tramite Trendevice se non troverò conoscenti interessati. Spero che questa segnalazione vi sia stata utile!

Come si fa: iPhone non sincronizza più iCloud

Poco tempo fa ho avuto un piccolo problema sul mio iPhone 5s: di punto in bianco la sincronizzazione con iCloud ha smesso di funzionare, e nonostante la connessione ad internet, sia wireless che 3G, fosse disponibile il telefono non cercava nemmeno di caricare o scaricare le note, gli appuntamenti del calendario, ecc.

Dopo aver cercato invano di smanettare con le impostazioni di iCloud, cercando di effettuare il logout per poi fare nuovamente il login come suggerito ad alcuni siti internet, ho scoperto che c’era una soluzione altrettanto semplice quanto stupida: spegnere e riaccendere il telefono… a volte funziona per davvero!

500 Internal Server Error e WordPress 4.2.4

Recentemente la versione di WordPress che fa girare questo blog si è automaticamente aggiornata alla 4.2.4. Tutto funzionava normalmente eccetto le pagine di amministrazione, alcune delle quali non venivano visualizzate e producevano l’errore 500 Internal Server Error. Queste pagine erano la pagina di login a wp-admin, la pagina dei plugin installati e di aggiunta di un nuovo plugin. Stranamente, il log di errori del server (Linux, hostato da Aruba) era vuoto.

Una ricerca su Google ha mostrato una serie di possibili soluzioni al problema, tra cui:

  • la rimozione del file .htaccess;
  • l’aumento della memoria php tramite la creazione di file php.ini;
  • un cambio di tema;
  • la rimozione di ogni plugin dalla relativa cartella con la successiva disattivazione automatica di ogni plugin al successivo accesso al pannello di amministrazione.

Nessuna di queste soluzioni mi ha permesso di risolvere completamente il problema. La rimozione dei plugin mi ha permesso di effettuare il login al pannello di amministrazione, ma la pagina per l’installazione di nuovi plugin continuava a generare lo stesso errore. Inoltre, ogni tentativo di riattivare i plugin singolarmente per individuare quello potenzialmente problematico non era possibile in quanto una qualsiasi subfolder presente nella cartella plugins produceva nuovamente l’errore 500.

Alla fine, quasi per caso ho scoperto che la soluzione consisteva nel cambiare la versione php che faceva girare il sito, accedendo al pannello di controllo dell’hosting. Ho cambiato la versione da 5.2.17 ad una 5.3 e tutto si è “magicamente” risolto!

NDR: assicuratevi SEMPRE di avere un backup funzionante del vostro blog..!

Come si fa: trovare il titolo di una canzone su iPhone

Una cosa che in tanti non sanno è che per i possessori di un iPhone è possibile cercare il titolo di una canzone che stanno ascoltando senza dover scaricare alcuna applicazione aggiuntiva. Grazie ad una partnership tra Apple e Shazam è infatti possibile cercare un brano direttamente da Siri, l’assistente personale presente negli iPhone da iOS 6 in poi.

E’ infatti sufficiente richiamare Siri come al solito tenendo premuto il pulsante home, per poi chiedere “trova il titolo di questa canzone“, o una domanda analoga. Siri si metterà ad ascoltare ed in breve tempo vi mostrerà quello che pensa essere il titolo della canzone che state ascoltando!

FutureMe, mandare una lettera al proprio “io” futuro

Uno dei siti simpatici ed un po’ inutili (siamo onesti) che uso di tanto in tanto è FutureMe, un sito che permette mandarsi una lettera, o meglio un’e-mail, nel futuro. Ci si può scrivere un po’ quello che si vuole, ma generalmente ho sempre immaginato che la gente senta il bisogno di scrivere i propri pensieri, sogni, dubbi, paure e le raccomandazioni al proprio “io” futuro. Tutto ciò che serve è un indirizzo e-mail, qualcosa da dire ed una data da scegliere che può essere domani o tra 10 anni!

Per i più volenterosi, alla lettera che stiamo scrivendo si può anche aggiungere una foto scattata con la webcam o rendere pubblico il proprio messaggio sul sito in forma anonima. E per chi non vuole farsi gli affari propri, si possono leggere le lettere pubbliche degli altri.

Scriversi una lettera nel futuro sarà anche una cosa un po’ stupida, ma è sicuramente un buon modo per assicurarsi un sorriso quel giorno vicino o lontano in cui la riceveremo.

Come si fa: iPhoto mostra foto duplicate dall’iPhone

Recentemente ho avuto un piccolo problema con iPhoto: dopo aver collegato l’iPhone per scaricare fotografie e video sul computer, l’applicazione mostrava ogni singola fotografia due volte, mentre sul telefono era ovviamente presente un’unica copia.

In internet ho trovato una soluzione, che non mi sembra essere molto risolutiva ma almeno per me ha funzionato, magari può essere d’aiuto a qualcun altro: con l’iPhone connesso al computer, aprite iPhoto e nel menu a sinistra fate clic destro sul vostro iPhone e selezionate Unmount (o l’equivalente italiano, io ho il computer in inglese). Chiudete iPhoto, staccate l’iPhone dal computer e riconnettetelo.

Alla successiva apertura di iPhoto le fotografie non dovrebbero più essere duplicate.

C’era una volta il punto, e tutto il resto.

C’era una volta, quando andavamo alle elementari e la cosa più difficile da fare nella vita era cercare di capire come fare l’analisi grammaticale o decidere cosa mangiare per merenda; una volta quando ancora internet non si sapeva bene cos’era (erano cose da grandi) e per parlare con gli amici il pomeriggio bisognava telefonare a casa, oppure andare direttamente a citofonargli.

C’erano una volta i temi in classe, tanto temuti alle medie ma che per me divennero, per qualche motivo che non ho mai capito, quasi un piacere in quinta superiore. In fondo bastava saper pesare le parole, scegliere quelle più adatte per esprimere un’idea o un sentimento, scriverle sul foglio una dopo l’altra nell’ordine giusto aggiungendo qua e là qualche segno di punteggiatura a mo’ di condimento. Bastava un minimo di ordine mentale ed il resto veniva da sé, mettendo insieme piccoli mattoncini di parole così facili da creare si potevano trattare argomenti di un certo livello con una facilità disarmante.

Oggi abbiamo computer e cellulari, siamo sempre connessi a tutte le reti immaginabili, abbiamo così tanti modi diversi di comunicare che la comunicazione a volte diventa pure eccessiva e sentiamo il bisogno di spegnere tutto. Abbiamo le spunte di WhatsApp che ci dicono se il messaggio è stato inviato, se è stato recapitato e se è stato letto, possiamo sapere quando il nostro interlocutore è stato online l’ultima volta. “Ti sei collegato ma non hai letto il mio messaggio! Hai letto il mio messaggio ma non hai risposto!” Abbiamo i profili di Facebook da controllare dodicimila volte al giorno, i like da contare per vedere quanto siamo belli, per non parlare poi di quella sensazione di sentire il telefono che vibra in tasca anche quando è tutto il giorno che non ci caga nessuno. Abbiamo le emoticon tra cui scegliere perché altrimenti non si capisce se stiamo scherzando o meno.

E questo nuovo modo di comunicare stravolge anche la lingua, il nostro povero italiano, la lingua più bella del mondo. Ch diventa k, le vocali spariscono, gli apostrofi vengono dimenticati chissà dove. I sorrisi lasciano il posto ad un’alternanza compulsiva di h e di a che tutto ricorda tranne che una risata. Punti di domanda usati senza una domanda, domande scritte senza punto di domanda. I due punti: chi sei li ricorda? E il punto e virgola? Puntini di sospensione a profusione per riempire gli spazi vuoti, a volte sostituiti dalle temibili “virgolette di sospensione”,,,,, Libertà che ci prendiamo in nome di una comunicazione veloce ed immediata, che non conosce tempi di attesa e non conosce distanze. Continua a leggere »